Maltratta gli anziani della Rsa, arrestato un uomo | MaremmaOggi Skip to content

Maltratta gli anziani della Rsa, arrestato un uomo

L’operatore socio sanitario è stato arrestato dopo indagini nate da una segnalazione di alcuni parenti degli anziani
I carabinieri a Massa Marittima, dove si trova la Rsa
I carabinieri a Massa Marittima, dove si trova la Rsa

FOLLONICA. Offese, minacce, aggressioni fisiche: i carabinieri del Norm di Follonica, nella mattinata di venerdì 15 marzo, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del tribunale di Grosseto, e hanno arrestato un uomo, un 36enne (è ai domiciliari), Alessandro Bernardini, impiegato quale operatore socio sanitario in una struttura sita a Massa Marittima, che eroga servizi sanitari e socio assistenziali in favore di persone anziane non autosufficienti.

L’attività dei carabinieri è partita da una segnalazione riguardante il comportamento anomalo di una persona che lavorava nella struttura con compiti di assistenza agli anziani lì ricoverati.

Dalle indagini emersi diversi elementi a carico dell’indagato

Le indagini, durate alcuni mesi, hanno fatto emergere diversi elementi a carico dell’indagato – da ritenersi presunto innocente fino al definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile – a cui è stato contestato il reato di maltrattamenti in famiglia.

Il contesto, infatti, è quello assimilabile ad un ambito familiare, in cui terze persone, in questo caso non familiari in senso stretto ma operatori professionali del settore socio assistenziale, si occupano di anziani non autosufficienti: ebbene, è proprio in tale contesto che il soggetto avrebbe posto in essere una serie reiterata di condotte vessatorie verso i pazienti a lui affidati per ragioni di cura.

Queste condotte, come emerge dalle indagini svolte dai carabinieri, sono consistite in ingiurie, atti denigratori, e in alcune occasioni anche in aggressioni fisiche.

La misura, emessa su conforme richiesta del Pm della Procura di Grosseto, titolare del fascicolo di indagine, si fonda su concreti elementi di prova raccolti dai carabinieri, i quali nel corso delle indagini hanno ricevuto la piena, totale collaborazione della direzione dell’istituto.

La direzione, infatti, ha fornito in ogni circostanza completa ed incondizionata disponibilità agli inquirenti.

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