Malotti: «Facciamoci tutti un esame di coscienza. Me compreso» | MaremmaOggi Skip to content

Malotti: «Facciamoci tutti un esame di coscienza. Me compreso»

Il Grifone pareggia contro il Ponsacco. L’allenatore deluso affronta i suoi giocatori nello spogliatoio e si assume anche la responsabilità del 2-2
Roberto Malotti, nuovo tecnico del Grosseto (foto Noemy Lettieri per Grosseto 1912)
Roberto Malotti

GROSSETO. Si è appena spenta l’ondata di frustrazione sollevata dal pareggio del Ponsacco, lo Zecchini è rimasto vuoto, fuori i mormorii del popolo si diluiscono nello scirocco. Una mazzata vera e propria, una delusione profonda. I rimpianti sono in libera uscita.

Roberto Malotti racchiude in viso il momento biancorosso. Il tecnico, alla sua settima gara con biancorossi, porta incisa tutta l’amarezza accumulata, accanto spunta anche il ghigno dello sbigottimento reale, che lo ha sorpreso. Le sue parole sono ancora più aspre e brucianti, con un inizio lento.

Malotti: «Abbiamo fallito tutti. Me compreso»

L’allenatore parla alla squadra nello spogliatoio, con parole amare e reali. «Il risultato di 2-2 è giustissimo, commentarlo è molto difficile. Dopo le ultime prestazioni tutto faceva presagire un rendimento migliore, mi ero raccomandato di non sottovalutare il Ponsacco, che crede alla salvezza e veniva da sei ottimi risultati consecutivi compreso il successo in casa della Pianese – dice alla squadra – Il notevole divario tecnico tra noi e loro non si è visto, con la determinazione ci hanno quasi sovrastato nel primo tempo concedendoci qualche spiraglio nella ripresa dove la squadra, con accorgimenti tattici, è risultata più equilibrata».

«Rimane, comunque, una prestazione brutta, inspiegabile, che mi lascia a disagio. Questo non significa che dobbiamo smettere di credere in qualcosa anche se adesso si devono cancellare le parole vincere il campionato – continua – Abbiamo dimostrato che non siamo maturi per un obbiettivo importante, oppure che io non sono all’altezza di gestire una squadra con questa prospettiva».

«Col Ponsacco ho visto solo caos e risposte negative da parte di troppi giocatori. Se potevo farlo dopo mezz’ora ne avrei sostituiti almeno nove. Mi è piaciuto Cretella e la sua personalità, sul resto meglio stare zitto – conclude – Ma nessuno si azzardi a dire che il campionato del Grosseto si ferma qui, con me non avrebbe vita. L’alternativa è che vada dalla società chiedendo il cambio di allenatore. Ci giocavamo una grande fetta di stagione, abbiamo fallito in pieno, tutti. Me compreso».

Un esame crudo, reale a cui Malotti aggiunge altri ingredienti

«Quando tutto è negativo in maniera completa, non dipende dalla volontà o dall’essere svogliati o menefreghisti. Questa squadra, chiamata sempre e costantemente a fare prestazioni importanti, alla lunga perde qualcosa, negli appuntamenti importanti non riesce ad esprimersi per immaturità o carenze caratteriali. Davanti a questo panorama occorre lavorare con intensità».

«Detto questo vorrei che il Grosseto riuscisse a vincere giocando male come fanno gli altri. Eravamo riusciti ad andare in vantaggio – continua – Avevamo vinto, poi siamo andati tutti in porta portando l’avversario a trovare il pareggio».

L’espressione del tecnico sovrasta il contenuto delle parole, il viso diventa nuvoloso, carico di delusione e rabbia sportiva. «Subito dopo il 2-2 il Grosseto ha raggiunto lo spogliatoio uscendo di scena e rischiando anche la sconfitta – riprende Malotti – nessuno mi ascoltava, la squadra aveva perso la bussola. Questo non deve accadere quando hai giocatori importanti e prospettive altrettanto importanti. Il Grosseto non ha i requisiti per volare alto, andare ai playoff non è vergognoso, ma se si gioca così anche entrarci non sarà facile. Mi assumo tutte le colpe, i disagi creati. Serve anche un completo, totale esame di coscienza da parte di tutti».

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