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Lupo scuoiato e appeso al cartello, il processo va avanti

Salvatore Fais è accusato di aver ucciso l’animale e di aver appeso la sua carcassa al cartello sulla rotatoria: il suo avvocato aveva chiesto il proscioglimento dopo il pagamento della multa alla Regione
Il lupo scuoiato e appeso al cartello di Suvereto

GROSSETO. Continua il processo a carico di Salvatore Fais, 34enne, accusato di aver ucciso e appeso a un cartello sulla rotatoria all’incrocio tra Suvereto e Monterotondo Marittimo, un lupo scuoiato. I fatti risalgono al 2017.

La prova schiacciante a carico dell’uomo si basa sul ritrovamento delle sue impronte digitali, rinvenute dai carabinieri e analizzate dai Ris, reparto delle investigazioni scientifiche dei carabinieri, sopra il cartello in cui era scritto: «No agli abbattimenti, sì alla prevenzione». 

Inoltre, l’analisi delle cellule telefoniche hanno dimostrato la presenza dell’imputato nel luogo del ritrovamento del lupo scuoiato. 

L’uomo era indagato per l’uccisione del lupo e per furto: si tratta infatti di un animale protetto, pertanto di proprietà dello Stato. Reato questo, per cui Fais ha pagato una multa di 700 euro alla Regione.

Rigettata la richiesta di proscioglimento per “ne bis in idem”

L’avvocato di Salvatore Fais, Carlo Valle, aveva presentato un’istanza al giudice Andrea Stramenga, che si basava sul fatto che il suo assistito era stato multato dalla Regione. Un procedimento amministrativo, che, insieme a quello penale, avrebbe fatto venir meno la possibilità di proseguire con il processo, per il principio del “ne bis in idem”, ovvero per l’impossibilità di procedere nei confronti di una persona due volte per lo stesso reato.

Il giudice Stramenga si è trovato, quindi, a dover decidere sull’istanza presentata dall’avvocato Valle, e ha stabilito che il processo andrà avanti. 

La decisione presa dal giudice si è basata di fatto sulla data del pagamento della multa, che prevedeva una somma ridotta, ovvero di 700 euro, in caso di pagamento della multa entro 60 giorni dalla notifica.

Soldi che Fais ha pagato, ma quando ormai erano già scaduti i 60 giorni.

Quindi il giudice ha deciso che il pagamento della multa non estingue il reato e, di conseguenza, non ha accolto l’istanza della difesa.

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