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L’Indiana Jones di Tirli che scava in tutta Italia

L’archeologo Emanuele Vaccaro si racconta: dalle importantissime scoperte in Trentino alle ultramaratone. Con un sogno nel cassetto: «Tornare a scavare a Castiglione della Pescaia»
Il professor Emanuele Vaccaro in un’area archeologica

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Da Tirli alla scoperta della storia con la “S” maiuscola, come un vero Indiana Jones. Emanuele Vaccaro, oggi professore associato all’Università di Trento, dove era già ricercatore in Archeologia classica dal 2017, si sta occupando di diversi scavi.

In Trentino, grazie alla collaborazione con la Soprintendenza della Provincia autonoma di Trento e con varie amministrazioni comunali, dirige due importanti scavi archeologiciuno sul Doss di San Ippolito a Castello Tesino, e uno sul Doss Penede a Nago, nella parte settentrionale del Lago di Garda, dove sta contribuendo in modo determinante alla comprensione delle popolazioni prealpine e alpine della seconda età del Ferro, alle modalità di conquista e all’assorbimento di queste comunità nel mondo romano.

Ma è impegnato a lavorare anche nella sua Maremma, dove dirige alcuni scavi archeologici nel sito romano e tardoantico di Santa Marta a Cinigiano, e in Sicilia, nell’antica città di Sofiana.  

Emanuele Vaccaro durante uno scavo

Tantissime le pubblicazioni e l’amore per la corsa

Vaccaro è anche autore di oltre 80 pubblicazioni scientifiche dedicate alle sue ricerche archeologiche, tra cui due libri. Insomma, un vero personaggio che, quando posa gli strumenti del mestiere, si mette a correre sulle lunghe distanze. Gli piace infatti coniugare l’attività di ricerca con la passione per la corsa che pratica con grande dedizione dal 2016, specializzandosi nelle ultramaratone, competizioni su distanze superiori ai 42 km e che prevedono anche corse ininterrotte su circuito per 12 e 24 ore. 

Emanuele conserva un legame solidissimo con Tirli e con la sua Maremma, dove viene ogni volta che può per trovare i propri genitori e amici e per respirare l’aria buona dei luoghi dell’infanzia.

«Il mio sogno nel cassetto – dice –  è quello di tornare un giorno, a condurre una ricerca archeologica nel territorio di Castiglione della Pescaia, magari nella città etrusco-romana di Vetulonia o presso il grande insediamento romano di Paduline-Serrata Martini».

Le scoperte in Trentino e in Sicilia

Gli scavi in Trentino, entrambi su due insediamenti d’altura occupati dall’età del Bronzo a quella romana, costituiscono oggi due punti di riferimento importanti per la conoscenza della Protostoria e della conquista romana del territorio Trentino. Si tratta di due siti che in età romana conobbero sviluppi diversi.

«Quello del Doss Penede – spiega il professor Vaccaro – ebbe un notevole sviluppo in senso monumentale e divenne un ampio abitato articolato in terrazzi, numerosi edifici, strade e scalinate, mentre quello del Dosso di San Ippolito a Castello Tesino fu piuttosto un avamposto a controllo della viabilità che venne poi abbandonato verso la fine del I secolo d.C». Entrambi i siti, grazie alle indagini dirette da Emanuele Vaccaro, saranno presto oggetto di valorizzazione e diverranno fruibili nel giro di pochi anni.

Il professor Vaccaro durante una conferenza

Lo scavo in Sicilia – terra di incontro tra culture da sempre – si concentra su una città dell’età di Ottaviano Augusto che visse fino al Medioevo e che fu poi abbandonata. «Si tratta in questo caso – aggiunge – di un progetto di archeologia urbana, con il vantaggio di non avere a che fare con un sito ancora occupato, con tutti i problemi che ciò comporta (si pensi ad esempio a quanto complicato sia scavare oggi in città come Roma, Napoli o Milano)».

Lo scavo diretto da Emanuele Vaccaro ha messo in luce, tra le altre cose, un sacello di età romana – cioè un piccolo edificio di culto – forse legato alla venerazione di Cerere antica dea delle messi…del resto la Sicilia centro-meridionale era particolarmente importante per la produzione cerealicola.

Gli scavi a Cinigiano

A Santa Marta a Cinigiano, Vaccaro co-dirige lo scavo con l’Università di Siena ed è responsabile per lo studio del sito romano, delle sue architetture e dei reperti. Le sue ricerche hanno portato al rinvenimento di un grande complesso termale, dove i viaggiatori si fermavano per ristorarsi e riposarsi e soprattutto per lavarsi e rinfrescarsi. Numerosi sono i mosaici messi in luce su questo sito, tra cui uno con il soggetto dell’incontro tra il dio Marte e la sacerdotessa vestale Rea Silvia, incontro che portò al concepimento dei gemelli Romolo e Remo e che pertanto è un importante episodio legato alla nascita di Roma.

La carriera di Vaccaro, partito da Tirli con tanti sogni

Emanuele Vaccaro nasce il 12 luglio 1976 a Grosseto. I genitori, Salvatore Vaccaro e Mareda Rabiti, abitavano a Tirli nel comune di Castiglione della Pescaia. Una famiglia come tante della Maremma grossetana, grandi lavoratori, solidi valori, un’educazione vecchio stile, severa ma amorevole.

Emanuele Vaccaro durante uno scavo

Emanuele trascorre a Tirli tutta la sua infanzia e adolescenza, tra i genitori, i nonni materni, gli amici più cari, i boschi, la passione per il pallone e, soprattutto, per la storia. Questa passione gli viene trasmessa dalla sua maestra elementare che stimola la classe a fare continue ricerche su Etruschi e Romani.

«In quei giorni  – ricorda il prof – non si usavano internet e Wikipedia, ma solo bei libri di carta ed enciclopedie. La nostra maestra ci portava in gita a Vetulonia, a Roselle e fino a Cerveteri. Una passione, la mia, per il mondo antico, che ho continuato a  coltivare alle scuole medie e poi al liceo Classico Carducci-Ricasoli di Grosseto».

Gli studi universitari a Siena, in Lettere con indirizzo archeologico, aprono ad Emanuele un nuovo mondo grazie all’incontro con alcuni dei docenti di archeologia tra i più importanti nel panorama italiano ed europeo.

A Cambridge ma con il cuore in Maremma

Emanuele partecipa a numerosi scavi su contesti di età etrusca, romana e medievale della Toscana. La sua tesi di laurea si concentra sulla carta archeologica del Comune di Castiglione della Pescaia. In occasione di questo lavoro, Emanuele intercetta numerosi insediamenti antichi di diverse epoche. Prosegue con un dottorato di ricerca che si focalizza sullo studio dell’insediamento antico nell’ampia area del Parco regionale della Maremma. Nel momento in cui viene aperta una sede distaccata dell’Università di Siena a Grosseto, Emanuele diviene docente a contratto di archeologia della produzione.

Una pubblicazione del professor Emanuele Vaccaro

Dopo il completamento del suo dottorato, decide di proseguire la sua formazione all’estero e attraverso collaborazioni con università straniere. Vince due borse post-dottorali all’Università di Cambridge dove fa ricerca dal 2009 al 2013. Nel contempo continua a co-dirigere scavi archeologici in Toscana e in Sicilia centro-meridionale. Agli inizi del 2014 rientra in Italia e lavora sia come consulente in alcuni progetti universitari che come archeologo libero professionista per ditte che svolgono scavi su incarico delle Soprintendenze.

Ha base a Noceto, in provincia di Parma, dal 2010, dove vive con la moglie Mariaelena e i due figli Adriano e Anita. Nel 2017 è vincitore di un concorso da ricercatore in Archeologia classica all’Università di Trento, dove nel 2020 viene promosso a professore associato. Tiene numerosi corsi che spaziano dall’archeologia e storia dell’arte greca e romana, all’archeologia della produzione del mondo classico, fino all’archeologia e storia delle province romane, sia per i corsi di laurea triennale che magistrale dell’Ateneo trentino. È anche membro del Collegio docenti del Corso di dottorato “Culture d’Europa”.

 

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