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Le foto rubate ai vip dell’Argentario – La Fotogallery

Il paparazzo Enzo Russo racconta i sui primi 55 anni di foto, tra aneddoti e curiosità. Nel suo archivio più di un milione di scatti. Ed è già pronto per l’estate 2023
Enzo Russo, a sinistra con la macchina fotografica de nonno
Russo, a sinistra con la macchina del nonno dei primi del ‘900

MONTE ARGENTARIO. Da almeno 40 anni è l’incubo dei vip che vengono in vacanza nel sud della Maremma. Non ci sono barche, nudi integrali, feste, compleanni e matrimoni, coppie in crisi e amanti in incognito, dall’Ultima Spiaggia di Capalbio a Monte Argentario, che non siano passati sotto al suo obiettivo.

Enzo Russo, 72 anni, ha preso in mano la macchina fotografica che era un ragazzo, già appassionato del mestiere con cui aveva preso dimestichezza dal nonno e dallo zio. E poco più che ventenne era già un fotografo, anzi un fotoreporter che nascondeva l’anima del paparazzo. Ma attenzione a usare questo termine in maniera riduttiva e a relegarlo tra le pagine patinate della cronaca rosa. Perché, per “paparazzare”, un vip ci vogliono dedizione, tempo, pazienza, le dritte giuste e lunghi appostamenti spossanti. Quasi come i fotografi del National Geographic.

L’inizio con Il Mattino a Napoli

Campano di origine, Russo ha iniziato a lavorare al Mattino di Napoli alla fine degli anni ’60, per passare subito dopo ai quotidiani romani, con uno dei quali, Il Messaggero, collabora ancora oggi. La Dolce Vita era al tramonto e stava vivendo le sue ultime stagioni, ma non per questo il paparazzo era un mestiere meno in auge.

Così, nella capitale, Enzo si è messo al seguito, e da loro ha imparato bene, di Marcello Geppetti, “The King” Rino Barillari, Umberto Pizzi e altre vecchie volpi romane dell’appostamento. Nomi storici che peraltro avevano come terreno di caccia estivo proprio l’Argentario.

Dunque perché non stabilircisi in pianta stabile.

L’arrivo in Maremma e le prime paparazzate

Ecco allora, a fine anni ’70, l’arrivo, in quel sud del grossetano dove, da maggio a ottobre, vengono a passare le vacanze  tante personalità: del mondo della politica, dello spettacolo e del jet set.

Nel 2018, Enzo Russo ha festeggiato i 50 anni di carriera con una serata evento al Bar del Porto di Talamone. E ora che siamo ai 55, raggiunto al telefono si racconta volentieri, ripercorrendo tappe, aneddoti e momenti di vita.

Quale è stato il suo primo scoop in Maremma?

«Da quando ho iniziato ne ho fatti tanti. La lista sarebbe lunga e molte cose non fanno più nemmeno notizia. Più che gli scoop ricordo le avventure, quelle che ogni paparazzo vive per scattare la foto dell’anno, a volte anche a rischio della propria incolumità»

Ad esempio il rischio di fare a pugni con Clayton Norcross (il Thorne di Beutiful) a Porto Ercole? 

«Ah…quella! Era un’estate all’inizio degli anni ’80 e l’attore americano alloggiava in uno dei migliori alberghi dell’Argentario. Una sera l’ho pizzicato con una giovane donna, a cena sulla terrazza del King’s a Porto Ercole. In quegli anni la soap opera era popolarissima e lui uno dei divi del momento. Appena ha visto il flash si è alzato del tavolo ed è partito con il braccio disteso a pugno, deciso a colpirmi. Io non avevo nessuna voglia di prenderle da lui e mi sono riparato da una parte nel locale. Abbassata la macchina fotografica io, ha abbassato il pugno lui. Poi, quando ha visto anche un altro mio collega, ha capito che doveva stare al gioco e ci ha lasciato fare il nostro lavoro. Si è fatto fotografare, ma io me la sono vista brutta». 

E a proposito di mezze baruffe è celebre anche quella con Ganfranco Fini, cui Il Corriere della sera dedicò una pagina

«È successo nel 2010 sulla spiaggia in un bagno ad Ansedonia. Fini aveva appena scozzato le carte con Berlusconi ed era uscito dal Pdl sbattendo la porta. Io lo avevo sorpreso e fotografato con i figli. Dopo un po’ che scattavo si è alzato dall’ombrellone e molto innervosito mi ha chiesto la scheda. Ecco io gli ho dato una scheda vuota che mi ero preparato. Poi tutto è finito in pace».

Le foto rubate sul set de “Il caimano”

Rimaniamo sull’argomento cinema. Nel 2017 Dagospia ha pubblicato in esclusive le sue foto, “rubate” all’Argentario sul set de “Il caimano” di Sorrentino. E l’Italia del gossip ha parlato di lei. Come ha fatto, dato che il set era blindato?

«Mi sono imbucato all’interno del Golf Hotel dove Sorrentino aveva fatto allestire il set che riproduceva la villa di Arcore, in pieno scandalo delle “Olgettine” e del “Bunga Bunga”. C’erano centinaia di persone tra operatori, macchinisti, assistenti, attori e comparse, tra cui 40 belle ragazze in tubino nero. In tutto quel caos nessuno si è accorto del paparazzo, anche perché mi ero premunito di entrare in compagnia di una collega del Messaggero “camuffati da fidanzati” e di nascondere la macchina dietro un cespuglio. Hanno capito che c’era un fotografo imboscato solo quando hanno visto le foto su Dagospia».

Il set de Il Caimano @Enzo Russo
Il set de Il Caimano @Enzo Russo

Insomma ci vuole tanta iniziativa, ma anche un pizzico di fortuna, giusto?

«Entrambe le cose. Iniziativa e faccia di bronzo, come nel caso del film di Sorrentino e non solo. Poi ci sono anche i colpi di fortuna, come quando ho pizzicato Penelope Cruz al Giglio, nel 2021, mentre giravano il film “L’Immensità” di Crialese. Il set, blindatissimo, era su una barca, ancorata a debita distanza da possibili punti di osservazione. Per aggirare la sorveglianza, mi ero messo in un punto da cui avrei potuto fare le foto, ma molto da lontano. La fortuna ha voluto che si sia reso necessario spostare la barca, la “Santa Barbara”, a causa del mare mosso. E l’hanno portata proprio sotto la postazione dei paparazzi».

Mi racconta la storia delle foto a Laura Morante, sul set della serie “A casa tutti bene”, rubata al cimitero di Orbetello?

«Ecco, in questo caso c’è voluta la faccia di bronzo. Sapevo che una scena del film sarebbe stata girata al cimitero di Orbetello. Dunque, se volevo essere della partita dovevo trovare un escamotage per entrare. Ho comprato un mazzo di garofani e mi sono messo a pregare su una tomba, fuori dalle transenne del set. E da lì ho scattato. Laura Morante poi mi ha incontrato il giorno dopo a Castel del Piano».

Dunque qualche volta vi lasciano fare?

«Tante volte le foto sono anche preparate. In qual caso è tutto più semplice e il fotografo viene contattato da qualche rivista che ha l’esclusiva sul personaggio. Oppure si sa che ci sono i paparazzi, ma è tutta pubblicità anche per chi si lascia fotografare».

Un archivio con più di 1 milione di foto

Ma se uno aprisse l’archivio di Enzo Russo, cosa ci troverebbe?

«Mamma mia. Meglio non metterci le mani, ci saranno più di un milione di foto. La gran parte dei vip che vivono o che sono passati all’Argentario, a Capalbio, a Orbetello, prima o poi sono finiti sotto il mio obiettivo. Attori, attrici, politici, teste coronate, registi, modelle. Da tutto il mondo. Ho una foto in bianco e nero di Cindy Crawford in due pezzi, una sequenza di Gianni Agnelli che si tuffa nudo dalla sua barca, Carolina di Monaco che scappa dai fotografi. Poi Montezemolo con i braccioli che insegna a nuotare alla figlia, Costanzo, Ciampi e Napolitano, Raffaella Carrà e Sergio Japino, Mentana, Renato Zero. Insomma decenni di storia e di costume».

Cindy Crawford in barca all'Argentario
Cindy Crawford in barca all’Argentario

Solo gossip o anche cronaca?

«A volte il gossip è anche cronaca, soprattutto nel caso della politica. Ma a parte questo, lavorando anche per l’Ansa e quotidiani locali ho seguito come reporter tanti fatti di cronaca. Sono mie le foto di papa Giovanni Paolo II in visita all’Argentario per fare un esempio e ho documentato la storia della Concordia, dal naufragio al recupero».

Di tutto il suo percorso professionale, che cosa non rifarebbe?

«Rifarei tutto, magari con una consapevolezza diversa, soprattutto ora che i tempi sono cambiati»

E che cosa non farebbe mai?

«Uscire di casa senza macchina fotografica».

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