Lamioni nuovo ad del Grosseto: «Sfida ardua, voglio prevalere» Skip to content

Lamioni nuovo ad del Grosseto: «Sfida ardua, voglio prevalere»

L’imprenditore è pronto a rilanciare la società i cui libri contabili rischiavano di finire in tribunale. Liguori confermato allenatore, nuova spinta anche per rivitalizzare il centro sportivo
Giovanni Lamioni nelal sala della conferenza stampa a Roselle
Giovanni Lamioni

GROSSETOGianni Lamioni si è presentato alla città di Grosseto. Lo ha fatto con la personale intensità e pacatezza dell’uomo, l’energia e la fermezza dell’imprenditore. Seduto da solo al tavolo della sala riunioni del centro sportivo di Roselle, piena di tifosi e stampa, ha rappresentato una delle più belle, intense e vere conferenze stampa viste da queste parti da tempo immemore. Ha squartato le nuvole nere, che coprivano il Grifone, illuminando la scena con caldi raggi di sole nel silenzio rotto solo da applausi spontanei, ha inciso con parole chiare, è entrato, cioè, nella ultracentenaria storia biancorossa. Inoltre, ha chiuso in faccia al destino la porta del fallimento, spalancando, contemporaneamente, le porte del futuro. Di tutto questo se ne sentiva il bisogno, la necessità, dopo mesi tribolati e senza sbocchi, dopo le ulteriori ferite aperte tra le penne del Grifone.

«Il gruppo della mia famiglia – esordisce Lamioni – ha acquistato il 100% delle quote del Grosseto calcio di cui sono amministratore delegato, il primo Cda è formato dal presidente Antonio Fiorini, e i consiglieri Francesco Lamioni e Federico Baluardi. Se non avessi fatto questo passo tra 20 giorni le carte sarebbero state in tribunale per il fallimento».

I ringraziamenti

«Sono dovuti alla città, ai tifosi – racconta – dai quali ho avvertito una grande spinta per chiudere la trattativa, all’amministrazione comunale nelle figure del sindaco, l’assessore allo sport Fabrizio Rossi e il presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti. Un grazie particolare va ai miei collaboratori sottoposti ad uno sforzo intenso e prolungato per i due mesi di negoziato. Grazie a Salvatore Guida per aver favorito la trattativa – prosegue – se volesse collaborare la porta per lui è aperta. Grazie a Filippo Vetrini per aver accettato il nostro invito dopo lo splendido lavoro di anni a Gavorrano e grazie a Antonio Fiorini, persona seria e tifoso da una vita, per assumere i gradi di presidente».

I numeri

«Se pensiamo che i libri contabili li abbiamo letti i primi di ottobre è stata una compravendita veloce – precisa – Un milione e 300mila euro di debiti, un milione e 400mila per il presente, oltre due milioni e 100mila per la prossima stagione. Un totale di quasi 5 milioni di euro. Una trattativa fatta con la testa e serietà, un atto dovuto per il mio gruppo verso Grosseto in piena consapevolezza senza tralasciare niente. Andrea Liguori è confermato in panchina».

I perché

«Sono tanti. Amo la città, amo la squadra – racconta Lamioni – anche se l’ho vissuta poco ma la seguivo con mio padre ed ero presente alla ormai storica, orribile trasferta di Siena. Conservo la foto dove ho 13 anni e corro in campo insieme ad Alessandro Roghi detto il Ghepa (scomparso nel maggio 2021, ndr). Amo le sfide, vivo di adrenalina, ho vinto tantissime battaglie, possiedo l’Atlante nel calcio a 5 dove ho vinto 3 campionati regionali toccando la serie A, dirigo 100 dipendenti. Sono qui non per vivacchiare, è una sfida molto ardua, dove  voglio prevalere».

La società

I tifosi

«A loro dico che le turbolenze sono finite – dice Lamioni – il futuro non presenta trappole. Interverremo sul mercato per rinforzare subito la rosa per evitare di cadere. L’anno prossimo proveremo la scalata alla serie C in cui vogliamo entrare da protagonisti e non salvarci all’ultimo tuffo. Non pronuncio la serie B, aggiungo solo che non mi accontento mai. In cambio chiedo vicinanza alla squadra, gente allo Zecchini. A breve riapriremo la campagna abbonamenti con prezzi che caleranno in maniera significativa – scandisce – Devono anche capire che il momento è delicato, la classifica è molto difficile e quello invernale è un mercato molto in salita, ma abbiamo la forza economica per lavorare e Vetrini è pronto».

La stampa

«Voglio una società trasparente come il vetro, tutti i tesserati daranno la massima disponibilità e vicinanza all’informazione. La libertà di stampa è un diritto sacrosanto, quindi nessuna limitazione agli scoop, all’effervescenza – dice – Quello che non tollero sono gli atteggiamenti diversi, di disturbo. A quel punto il Grosseto chiuderebbe inesorabilmente la porta».

Gli sponsor

«Con Distretti Ecologici esiste una bozza di contratto per tre anni di solida collaborazione – aggiunge – Ci sono le Generali grazie a Maurizio Marraccini e altri contatti con gruppi molto seri. Sono disposto a cedere quote della società tenendo comunque la maggioranza chiarendo che il mio gruppo sarebbe in grado di proseguire anche da solo».

La squadra

«Incontrerò il Grifone, pagheremo due mesi di stipendi arretrati a tutti i componenti della società. Ai biancorossi dico che non gli faremo mancare nulla, tutte le esigenze, anche esterne al campo, saranno accontentate, voglio giocatori sereni, che stiano bene in assoluto. Dedicherò attenzione e dedizione a ognuno di loro. Non voglio vedere paura ma toccare con mano coraggio, massima applicazione settimanale, la domenica le magliette deve essere fradice da strizzare. Devono essere fieri della città e della terra che li ospita, della storia passata. Chi non ha queste caratteristiche qui non ha futuro. Occorre stare uniti, torneremo a sognare e i sogni non si possono spegnere, sono la benzina dello sport».

Il centro sportivo

Giovanni Lamioni con Fabrizio Rossi, vicesindaco e assessore allo sport

«Attualmente costa mensilmente 21mila euro per un ricavo di 1500, questo grida vendetta. Dobbiamo essere bravissimi a generare utili. Un progetto prevede un centro medico, il rinnovo del ristorante e altre iniziative. Tra queste una grande attrattiva studiata insieme all’amministrazione comunale – conclude l’imprenditore –  Il settore giovanile sarà ed è l’aspirazione massima del centro sia a livello tecnico che sociale. Deve tornare ad essere il nostro fiore all’occhiello. Il Grosseto non vuole essere il catalizzatore della provincia, siamo aperti a collaborare con le altre realtà del territorio».    

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