ORBETELLO. Spacciavano sia dentro una casa che per la strada. L’abitazione, in cui secondo quanto raccontato dal locatario pagavano l’affitto attraverso contanti, qualche grammo di cocaina e facendo la spesa, era il centro in cui veniva gestito lo spaccio dei tre fra Orbetello, Porto Santo Stefano e Porto Ercole. Fra le mura uno fissava gli appuntamenti al telefono e gli altri si recavano sul posto.
I militari hanno prima individuato lo spacciatore per strada, che è riuscito a scappare, e poi hanno perquisito la casa. I due trovati nell’abitazione, uno difeso dall’avvocato Giulio Parenti e l’altro dall’avvocata Federica Putignano, sono stati arrestati dai carabinieri del Norm di Orbetello e oggi, venerdì 18 settembre, si sono presentati davanti alla giudice Agnieszka Karpinska e al pm Mauro Lavra per il processo per direttissima.
Lancia la bici contro il carabiniere
I militari hanno visto qualche movimento sospetto e, osservando bene la scena, hanno notato uno scambio di contanti. Quando si sono avvicinati, lo spacciatore ha lanciato la bicicletta con cui era andato all’incontro verso i militari. In quei secondi ha iniziato a correre e ha lanciato un involucro, che conteneva 1,36 grammi di cocaina, per poi darsi alla fuga.
I carabinieri sono riusciti a fermare l’acquirente, che ha spiegato loro che anche all’interno dell’abitazione qualcuno spacciava. Dentro la casa c’erano due giovani, un 27enne e un 28enne di origine tunisina. I due avevano con loro 4.520 euro in contanti, di cui 1.100 nascosti in una custodia per dvd, 8 dosi di cocaina per un peso complessivo di 8,50 grammi, un involucro con 2,15 grammi di hashish, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.
Secondo quanto raccontato dall’affittuario dell’appartamento, anche lui indagato, gli spacciatori pagavano “l’affitto” con contanti, cocaina e facendo la spesa.
L’organizzazione dello spaccio
I tre erano ben organizzati: secondo quanto raccontato dal locatario, uno stava in casa e organizzava gli incontri al telefono, mentre gli altri si occupavano delle consegne e del confezionamento. Gli appuntamenti venivano fissati nelle zone di Orbetello, Porto Santo Stefano e Porto Ercole.
Oltre al materiale trovato dai carabinieri durante la perquisizione, l’affittuario ha raccontato di aver visto due degli uomini confezionare la sostanza in singole dosi. Insomma, la casa era diventata il punto dove organizzavano l’attività di spaccio.
La giudice Karpinska ha accolto le richieste del pm Lavra e per entrambi è stato applicato il divieto di dimora nella provincia di Grosseto.



