Cyberbullismo, i ragazzi vivono una doppia vita: «Una reale e una sui social» | MaremmaOggi Skip to content

Cyberbullismo, i ragazzi vivono una doppia vita: «Una reale e una sui social»

A Capalbio il progetto dei carabinieri dedicato ai giovani e alle famiglie. Il cinema diventa uno strumento per parlare di fragilità, isolamento e richiesta d’aiuto
Il Generale di Brigata Pierluigi Solazzo insieme al regista Stave Della Casa e al conduttore televisivo Gianni Ippoliti
Il Generale di Brigata Pierluigi Solazzo insieme al regista Stave Della Casa e al conduttore televisivo Gianni Ippoliti

CAPALBIO. Una vita reale e una sui social, dove un messaggio, un commento o una chat possono trasformarsi in strumenti di isolamento e violenza. È di cyberbullismo, fragilità emotiva e inclusione che si è parlato questa mattina, venerdì 18 settembre, al Capalbio Film Festival.

Durante la quinta edizione del festival è stato presentato il progetto “Cyberbullismo e inclusione”, promosso dall’Arma dei carabinieri. Al centro dell’incontro la proiezione del cortometraggio “È più difficile”, prodotto da Andromeda Film e diretto dal regista Aldo Iuliano.

Il cortometraggio, realizzato con un cast di giovani interpreti in collaborazione con Cortinametraggio e con il patrocinio del ministero dell’Istruzione e del Merito, è stato proiettato anche durante la recente mostra del cinema di Venezia.

La doppia vita dei ragazzi, reale e social

L’obiettivo del progetto è quello di accendere i riflettori sulle conseguenze del cyberbullismo e sulla fragilità emotiva delle nuove generazioni, utilizzando il linguaggio del cinema per parlare non soltanto ai ragazzi, ma anche agli adulti e alle famiglie.

Alla proiezione ha partecipato anche il comandante della Legione carabinieri Toscana, generale di brigata Pierluigi Solazzo, che ha sottolineato proprio la scelta di utilizzare il cinema per raccontare fenomeni che cambiano insieme alla società.

Secondo il generale, la velocità con cui funzionano i mezzi virtuali rende ancora più importante accompagnare e sostenere i ragazzi, che oggi si trovano di fatto a vivere una doppia vita: quella reale e quella sui social.

«Dietro ogni uniforme c’è una persona pronta ad ascoltare»

Solazzo ha ricordato anche il ruolo delle Stazioni dei carabinieri presenti sul territorio e l’importanza della formazione dei militari per affrontare situazioni che possono avere un forte impatto emotivo.

Un percorso che passa anche dalle iniziative nelle scuole e dai progetti dedicati all’inclusione, con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alle istituzioni.

Il generale ha infine invitato i ragazzi a non avere paura di chiedere aiuto e a rivolgersi ai carabinieri, ricordando che dietro ogni uniforme c’è una persona pronta ad ascoltare e ad aiutare.

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