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Investita dopo la lite con l’ex: «È stato un incidente»

La ragazza era rimasta incastrata sotto all’auto finita fuori strada riportando lesioni gravissime. Sei mesi di condanna per il ventisettenne: è stato un incidente
Il tribunale di Grosseto

CAPALBIO. Ha riportato ferite tremende, che le hanno causato un’invalidità del 60%. Ma l’investimento che non le permetterà nemmeno di partorire naturalmente, non è stato provocato volontariamente. Ne è convinto il giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna, che durante il processo celebrato con il rito abbreviato che ha visto imputato un ventisettenne di Capalbio, difeso dall’avvocato Carlo Valle, ha disposto un’ulteriore perizia che ha confermato che quello avvenuto il 4 aprile 2018lungo la via di Origlio, è stato un incidente. Sei mesi, la condanna finale: la sostituta procuratrice Valeria Lazzarini aveva chiesto una condanna a due anni e 4 mesi di reclusione

Auto deviata dallo pneumatico spaccato

È il 4 aprile 2018. La ragazza e il fidanzato sono in auto, a Capalbio. Sono circa le 18.15 quando il giovane finisce con la sua auto fuori strada dopo una furibonda lite con la ragazza. Lei – racconterà poi al pm quando sarà sentito – gli aveva tirato il braccio destro mentre era alla guida, facendolo uscire dalla carreggiata. Il ragazzo non aveva la cintura ed era andato a sbattere nel parabrezza fratturandosi il setto nasale. 

L’auto danneggiata dopo l’urto

Da questo momento in poi, la storia prende due strade differenti: una, quella del perito della Procura, che aveva sostenuto l’ipotesi secondo cui il giovane, una volta che la sua ex era scesa dall’auto, gli era andato addosso di proposito, investendola da dietro e l’altra, quella emersa dalla perizia ordinata dal giudice all’ingegner Angelo Lupo,  invece, ritenuta più verosimile, che la Fiat Punto, il cui pneumatico destro era andato distrutto nell’urto, aveva deviato la traiettoria mentre rientrava sulla strada, colpendo la giovane che era uscita dall’abitacolo. Il ragazzo, che aveva sbattuto la testa nel parabrezza, che era arrabbiato per essere uscito di strada e per aver litigato con la giovane e che aveva il naso rotto, non era riuscito a raddrizzare la traiettoria. 

L’aveva urtata,  a bassa velocità, appena 15 chilometri orari:  un urto che però aveva fatto finire la giovane sotto alla Fiat Punto, dove era rimasta incastrata finché non era stata soccorsa dai sanitari del 118 che l’avevano poi portata all’ospedale. 

A processo per lesioni gravissime

Il giovane è stato processato per lesioni gravissime: in un primo momento era stata formulata l’ipotesi di tentato omicidio, che però, all’esito delle indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Orbetello, che si sono anche avvalsi delle analisi del Ris di Roma e della perizia medico-legale, era stata ridimensionato. Il consulente della procura infatti, aveva sostenuto fin da subito che la ragazza, nonostante una situazione clinica molto grave, non era mai stata in pericolo di vita. 

La giovane, vittima dell’incidente, non ha mai potuto raccontare quello che era accaduto in via di Origlio, perché una volta svegliata in ospedale, non ha più ricordato nulla. 

Il reato per il quale, alla fine del processo, è stato condannato il ragazzo è quello di lesioni stradali. Il giudice, oltre alla condanna a sei mesi con la sospensione condizionale e ha disposto anche la sospensione della patente di guida per tre mesi

La storia rilanciata da Chiara Ferragni

La ragazza, due anni e mezzo dopo l’incidente, mentre stava ancora aspettando che l’iter giudiziario prendesse il via, nel giorno dedicato alla violenza contro le donne, aveva raccontato la sua storia in un post su Instagram. Aveva deciso di rendere pubblica la sua dolorosissima vicenda che era stata letta dall’influencer Chiara Ferragni, che l’aveva subito rilanciata ai suoi milioni di followers. 
La giovane vittima era partita nella sua denuncia proprio da qui: dal fatto che a distanza di due anni e mezzo non ci fosse stato ancora un processo e che quel capo di imputazione, lesioni gravissime, era considerato ingiusto. Capo di imputazione che, all’esito della perizia disposta dal giudice è stato riqualificato in lesioni stradali. 

 

 

 

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