SCANSANO. Erano amici. Tutti e quattro. E tutti e quattro erano di Scansano. È da qui che bisogna cominciare per raccontare la tragedia che, nelle prime ore di domenica 6 settembre, ha spezzato la vita di Abdelwahed Haichami, 29 anni, e ha lasciato una ragazza di appena 15 anni sospesa tra la vita e la morte.
Perché Scansano è un borgo. Uno di quei posti dove ci si conosce quasi tutti, dove le compagnie si incrociano, dove le amicizie passano da una generazione all’altra e dove anche le differenze di età possono pesare molto meno di quanto accada in una grande città.
Abdel e le tre ragazze che erano con lui erano amici. Sabato sera erano stati insieme alla festa del diciottesimo di un amico in comune. Avevano trascorso lì la serata e, quando la festa era finita, erano saliti in macchina per tornare verso casa. Verso Scansano, dove non sono mai arrivati.
Abdelwahed, cresciuto nel borgo del Morellino
Abdelwahed Haichami era nato in Marocco, ma era cresciuto a Scansano insieme alla sua famiglia. Il borgo del Morellino era casa sua.
Qui aveva gli amici, qui lavorava, qui era conosciuto. Faceva l’operaio edile. Chi lo aveva incontrato e frequentato lo ricorda come un ragazzo gentile, premuroso ed educato, sempre sorridente. Un giovane che non aveva paura della fatica, un grande lavoratore, benvoluto da tantissime persone.
Domenica mattina il suo nome ha cominciato a passare di telefono in telefono. Prima le domande. Poi la speranza che ci fosse stato un errore. Infine quella certezza che nessuno avrebbe voluto avere.
Abdelwahed non c’era più. Se n’era andato per sempre, a 29 anni.
L’auto esce dalla Scansanese e si ribalta più volte
Erano circa le 3.40 quando i quattro stavano percorrendo la strada Scansanese per rientrare in paese.
A bordo dell’auto c’erano Abdelwahed e le sue tre amiche: due ragazze di 15 anni e una di 17.
Per cause che dovranno essere ricostruite con precisione dai carabinieri, il giovane avrebbe perso il controllo della vettura. L’auto è finita fuori dalla carreggiata e si è ribaltata più volte, fino a terminare la propria corsa nel terreno che costeggia la provinciale, davanti a un filare di viti.
Dopo lo schianto della vettura è rimasto poco. La violenza dei ribaltamenti ha deformato la carrozzeria, con l’intrusione nell’abitacolo. Una scena che ha fatto capire immediatamente ai soccorritori quanto fosse grave quello che era appena successo.
Per il 29enne non c’è stato niente da fare, è morto sul colpo: troppo gravi le ferite riportate nell’incidente.
Tre ragazze ferite, due sono al Misericordia
Quando sono arrivati i soccorsi, l’attenzione si è concentrata sulle tre giovanissime che viaggiavano con il ventinovenne.
Due di loro, una quindicenne e la diciassettenne, sono state accompagnate all’ospedale Misericordia di Grosseto. Le loro condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi.
Diverso, drammaticamente diverso, è il quadro clinico dell’altra ragazza di 15 anni. Anche lei nata e cresciuta a Scansano, anche lei parte di quella comunità che da domenica mattina aspetta ogni notizia che possa lasciare spazio alla speranza.
La quindicenne lotta tra la vita e la morte
La ragazza è stata soccorsa in condizioni gravissime. È stato attivato Pegaso, che l’ha trasferita all’ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena.
È ricoverata nel reparto di rianimazione. Il trauma cranico riportato nell’incidente avrebbe provocato un’emorragia e i medici l’hanno messa in coma farmacologico.
Le sue condizioni sono gravissime.
Ed è intorno a lei che adesso si stringe un paese intero. Perché mentre Scansano piange Abdelwahed, spera con tutte le proprie forze per quella ragazzina di 15 anni.
Sono le due facce dello stesso dolore che da domenica mattina attraversa il borgo: da una parte una vita che si è spezzata sulla strada di casa, dall’altra una giovanissima vita per la quale medici, familiari e amici stanno combattendo.
I rilievi dei carabinieri sulla strada
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti, oltre al personale sanitario, i vigili del fuoco e i carabinieri.
Sono stati i militari a effettuare i rilievi necessari a ricostruire la dinamica dello schianto.
Bisognerà stabilire cosa sia successo nei momenti immediatamente precedenti all’uscita di strada e quale elemento abbia fatto perdere al ventinovenne il controllo dell’auto.
La salma di Abdelwahed Haichami è a disposizione della Procura, che dovrà decidere se disporre o meno l’autopsia prima di concedere il nullaosta per i funerali. Solo allora la famiglia potrà fissare il giorno dell’ultimo saluto.
Il dolore di Scansano
È un bilancio terribile per un paese delle dimensioni di Scansano. La sindaca Maria Bice Ginesi ha espresso la propria vicinanza alle famiglie dei quattro giovani coinvolti. Ma dietro alle parole istituzionali c’è il dolore di chi quei ragazzi li conosce, di chi conosce le loro famiglie, di chi domenica mattina si è svegliato e ha scoperto che la tragedia era arrivata sulla strada di casa.
A Scansano le notizie corrono velocemente. E quando succede qualcosa di così enorme, il dolore non resta mai confinato dietro la porta di una sola famiglia.
Entra nelle case degli amici, attraversa le piazze, arriva nei bar. Passa attraverso i messaggi che continuano ad arrivare sui telefoni e attraverso i silenzi di chi non trova niente da dire.
Perché Abdelwahed era uno di loro.
Il ragazzo gentile e sorridente, quello educato, quello che lavorava sodo. Nato lontano, in Marocco, ma cresciuto nel borgo del Morellino insieme alla sua famiglia.
Sabato sera aveva festeggiato un compleanno insieme alle tre ragazze, poi erano ripartiti. Dovevano soltanto tornare a casa.
Adesso Scansano piange Abdelwahed Haichami. E nello stesso momento guarda verso Siena, verso una stanza della rianimazione delle Scotte, dove una ragazza di 15 anni sta combattendo la battaglia più difficile. Un borgo intero, oggi, è lì con lei.




