MONTIERI. Prima la telefonata al 112. Una candela caduta accidentalmente, le fiamme che si propagano e la casa che prende fuoco. Sembrava essere cominciato così l’incendio che lunedì 5 ottobre ha devastato un’abitazione su tre livelli a Gerfalco, nel comune di Montieri.
Ma quella prima versione non avrebbe retto agli accertamenti.
Perché dentro quella casa i vigili del fuoco avrebbero trovato tutt’altro: cinque distinti punti d’innesco, uno in ogni stanza.
E quella che sembrava una disgrazia avrebbe assunto così i contorni di un incendio doloso.
A dare fuoco all’abitazione, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, sarebbe stata la stessa proprietaria della casa, una donna arrivata alcuni anni fa dal Lazio.
La prima versione: «È caduta una candela»
Quando è scattato l’allarme, la donna si trovava all’esterno dell’abitazione e non era rimasta ferita.
Nella telefonata iniziale al numero di emergenza avrebbe raccontato che tutto era cominciato da una candela caduta accidentalmente, che avrebbe innescato l’incendio.
Nel frattempo a Gerfalco erano arrivati i vigili del fuoco del distaccamento di Follonica, insieme al funzionario tecnico della sede centrale.
Le operazioni erano state particolarmente complicate dalla conformazione del paese e dalle difficoltà per raggiungere l’immobile. Per questo i vigili del fuoco erano intervenuti con un’autopompa serbatoio e un fuoristrada.
Le fiamme erano state infine spente. Ma mentre terminavano le operazioni di soccorso, cominciava un’altra storia.
Quella delle indagini.
I cinque inneschi trovati nelle stanze
Sono stati gli accertamenti svolti sul posto a far cambiare completamente direzione alla vicenda.
All’interno dell’abitazione sarebbero stati individuati dai vigili del fuoco cinque diversi punti d’innesco, distribuiti nelle stanze della casa.
Un elemento difficilmente compatibile con l’ipotesi iniziale dell’incidente provocato da una candela.
I carabinieri hanno quindi approfondito quanto accaduto, ricostruendo le ore precedenti all’incendio e raccogliendo gli elementi presenti nell’abitazione.
Ed è emerso anche un particolare inquietante.
Quella scritta sui muri: «Ti brucerei»
Sulle pareti della casa la donna avrebbe lasciato una frase che, alla luce di quanto accaduto successivamente, è finita inevitabilmente all’attenzione dei vigili del fuoco intervenuti nell’appartamento e degli investigatori. «Ti brucerei», c’era scritto.
La proprietaria aveva acquistato l’abitazione di Gerfalco circa cinque anni fa, dopo essere arrivata da una cittadina vicino Roma.
La donna, però, avrebbe manifestato nel tempo una forte avversione nei confronti di quella casa.
Il post con la bomba pubblicato il giorno prima
Un’avversione così forte da averla spinta, qualche giorno fa, a pubblicare sul suo profilo di Facebook un post contenente l’immagine di una bomba.
Un elemento che, preso da solo, non consente naturalmente di stabilire alcun collegamento con quanto sarebbe successo il giorno successivo. Ma che viene ora letto nel quadro degli altri elementi raccolti dopo l’incendio.
Dalla prima versione della candela, quindi, l’indagine avrebbe preso una direzione completamente diversa.
Il lungo confronto con i carabinieri
La svolta sarebbe arrivata dopo un lungo confronto con i militari della stazione di Montieri. Messa davanti agli elementi raccolti nell’abitazione e alle incongruenze della prima ricostruzione, la donna avrebbe infine ammesso di aver appiccato volontariamente il fuoco.
A quel punto è stato informato anche il pm Giampaolo Melchionna. La donna non è stata arrestata ma per lei è stato invece disposto un provvedimento sanitario, firmato dal sindaco di Montieri Nicola Verruzzi e la proprietaria è stata accompagnata via.



