FOLLONICA. Addio alle matite Caran D’Ache, ai pennelli Da Vinci, alla cera e ai tubetti di colori a olio o a tempera sfusi, al grigio di Payne e alla lacca d’alizarina: dopo 45 anni di attività, il Centrocolor – il porto sicuro per artisti e apprendisti, ma anche solo appassionati del fai da te – chiude, o meglio, cambia forma.
La porta della bottega di piazza Vittorio Veneto è chiusa da qualche giorno e non riaprirà. I colori e i pennelli, la creta, i cartoncini e la carta da decoupage non saranno più sugli scaffali. Quell’epoca è finita: «Epilogo naturale, frutto dei suoi tempi», dicono Giovanni Marzeddu e la figlia Silvia, con un po’ di malinconia nascosta da un sorriso.
Nel giro di pochi anni tutto è cambiato e allora hanno deciso di cambiare anche loro: della grande bottega, dove trovare qualsiasi prodotto per i progetti artistici, resterà soltanto la parte di cornici. Silvia ha deciso di portare la sua professionalità in Cassarello, dove aprirà intorno a dicembre la sua quadreria “So’Quadro”. Una costola del negozio storico aperto nel 1981 dal padre.
Il centro di Follonica perde così un altro pezzetto, conseguenza dell’inesorabile sostituzione dei legami fisici e di prossimità con quelli digitali. Ma se i prodotti saranno reperibili in altro modo, online, ciò che mancherà di più saranno i preziosi consigli di chi per oltre 40 anni ha lavorato con tutti gli artisti passati da Follonica anche solo per una vacanza.
Quella bottega dove l’arte passava anche dai consigli
«Le persone non si strapperanno i capelli, compreranno su Internet, forse anche a prezzi più bassi e con una disponibilità da soddisfare qualsiasi esigenza – dice Giovanni – ma non potranno mai respirare quell’aria, sentirsi dire: perché non provi così? È uscito un prodotto che… perché non usi il fondo? Vedrai come cambia l’effetto».

Quarantacinque anni di incontri sotto le volte a botte
Sotto le volte a botte del negozio di piazza Vittorio Veneto si sono incrociati centinaia di artisti, tanto da poter disegnare una ricca mappa dell’arte locale: da Mario Bencini a Walter Sabatelli, passando per Ado Pericci e Aviero Bargagli fino a Giuliano Giuggioli, il Centrocolor è sempre stato uno spazio di scambio culturale.
«Qui scattavano amori e illuminazioni che nessuna pagina del web potrà mai innescare e, con orgoglio – afferma scherzando il titolare – posso dire che qui non si è mai parlato né di politica né di calcio e neanche di asparagi o di cinghiali».
L’arcata al centro del negozio porta il segno dei tanti pittori e scultori passati di lì: ognuno di loro ha lasciato ai Marzeddu una piccola tavola dipinta o incisa. Un regalo per l’attività che dispensava prodotti e consigli preziosi.
«Mi è sempre piaciuto questo mestiere, ma i tempi ci impongono di cambiare»
Da molti anni il negozio è nelle mani di Silvia, che ha continuato il lavoro del padre con grande passione: «Continuerò a lavorare con le cornici come abbiamo sempre fatto, ma i tempi ci impongono di cambiare, dobbiamo dire addio a tutta la parte di materiali artistici. Lo faccio con dispiacere perché mi è sempre piaciuto tantissimo questo mestiere, ma ormai non si può più portare avanti».
Dal 1981 una storia iniziata sotto le Tre Palme
Il Centrocolor aveva aperto nel 1981 sotto alle Tre Palme, trasferendosi prima in via Marconi e poi nella piazza attuale. Ad aprirlo era stato Giovanni Marzeddu, stanco della vita milanese da impiegato.
«È stato un colpo di testa, quasi una mattata – racconta orgoglioso – mi sono buttato in questo mondo in modo un po’ incosciente perché non sapevo nulla allora. Mi sono fatto un’esperienza per passione, ho sempre avuto sensibilità verso questo mondo. All’inizio questo era un colorificio classico, servivamo molto anche l’edilizia più che i pittori, poi piano piano ci siamo perfezionati e abbiamo iniziato ad avere un giro artistico importante».
Non una chiusura, ma un nuovo inizio a Cassarello
Non una chiusura, ma una rinascita altrove, nel quartiere Cassarello: Silvia continuerà la sua bottega di cornici. Un nuovo inizio che porta con sé il seme di una lunga storia.



