GROSSETO. Trentanove anni dopo quel tragico 22 giugno 1987, il ricordo di Paolo Carnicelli continua a essere vivo nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco e nella comunità maremmana. Lunedì 22 giugno il comandante dei vigili del fuoco di Grosseto, Roberto Bonfiglio, insieme al personale del comando e ai rappresentanti dell’Associazione nazionale dei vigili del fuoco, ha ricordato il caposquadra sommozzatore morto in servizio durante un intervento alle Formiche di Grosseto.
A Paolo Carnicelli sono intitolate sia la sede centrale del comando provinciale sia la strada cittadina che conduce alla caserma, un omaggio permanente a un uomo che perse la vita durante le complesse operazioni di recupero di una salma in mare e che per quel gesto fu insignito della medaglia d’argento al valore civile.
Il sacrificio alle Formiche che la Maremma non ha dimenticato
Era il 22 giugno 1987 quando il caposquadra sommozzatore dei vigili del fuoco perse la vita durante un delicato intervento nelle acque delle Formiche di Grosseto. Una tragedia che colpì profondamente il comando e tutto l’ambiente subacqueo maremmano, nel quale Carnicelli era molto conosciuto e stimato.
A distanza di quasi quattro decenni, il suo esempio continua a rappresentare uno dei simboli più alti del servizio alla collettività, del coraggio e del senso del dovere che caratterizzano il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Presente il figlio Fausto, che ha seguito le orme del padre
Alla commemorazione ha partecipato anche Fausto Carnicelli, figlio di Paolo, entrato nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco nel 1988.
Una presenza particolarmente significativa, che testimonia la continuità di un legame familiare e professionale fondato sugli stessi valori di dedizione, servizio e altruismo che hanno accompagnato la vita del padre.
La benedizione della targa e il ricordo dei colleghi
La cerimonia si è svolta in un clima di raccoglimento e rispetto. A rendere omaggio alla memoria del caposquadra sommozzatore è stato anche don Gjini Marjan, parroco della chiesa Madre Teresa di Calcutta, che ha impartito la benedizione alla targa collocata all’ingresso della sede centrale.

Un momento particolarmente sentito, nel quale colleghi, amici e familiari hanno ricordato un uomo che ha sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere e il cui esempio continua ancora oggi a vivere nella memoria del comando dei vigili del fuoco di Grosseto e dell’intera comunità maremmana.



