GROSSETO. Ci sono luoghi che fanno parte della città tanto quanto le sue piazze e le sue strade. Il convento di San Francesco è uno di questi. Da decenni i frati sono un punto di riferimento per intere generazioni di grossetani: c’è chi li ha conosciuti da bambino, chi si è rivolto a loro in un momento difficile, chi ha trovato in quella chiesa un luogo di ascolto e di silenzio.
Per questo la notizia arrivata con le nuove disposizioni della Provincia Toscana dei Frati Minori ha colpito molti come un fulmine a ciel sereno.
La fraternità di Grosseto sarà infatti ridimensionata: i frati passeranno da quattro a due.
Un taglio che preoccupa
Non è ancora la chiusura del convento. Ma è un segnale che inevitabilmente apre interrogativi sul futuro.
Ridurre una comunità religiosa significa ridurre anche la sua presenza quotidiana: meno persone disponibili ad accogliere, celebrare, ascoltare e portare avanti le tante attività che da anni ruotano attorno alla chiesa di San Francesco.
Per molti fedeli il timore è che questo possa rappresentare il primo passo verso un progressivo disimpegno fino alla possibile chiusura della fraternità.
Al momento, però, non ci sono decisioni in questo senso.
I prossimi passi con il vescovo
Le modalità con cui sarà attuato il ridimensionamento non sono ancora state definite.
Nei prossimi giorni la Provincia Toscana dei Frati Minori si confronterà con il vescovo di Grosseto per stabilire tempi e organizzazione della nuova presenza religiosa in città.
Sarà da questo confronto che emergeranno le modalità con cui il convento continuerà la propria attività e i servizi che potranno essere garantiti alla comunità.
Un incontro per spiegare la scelta
La decisione ha inevitabilmente suscitato domande e preoccupazioni tra i fedeli.
Per questo il Ministro Provinciale ha deciso di incontrare direttamente la comunità grossetana.
L’appuntamento è fissato per mercoledì 29 luglio alle 18, nella chiesa di San Francesco, dove verranno illustrate le ragioni che hanno portato al ridimensionamento della fraternità e sarà possibile confrontarsi con i religiosi su una scelta che segna una pagina importante nella storia della presenza francescana a Grosseto.
Sarà anche l’occasione per guardare al futuro di una comunità che, pur destinata a ridursi, continua a rappresentare uno dei punti di riferimento spirituali più significativi della città.



