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I 30 anni del 118. Grosseto fu la prima in Toscana

La prima centrale del 118 in Toscana è nata proprio a Grosseto il 15 settembre del 1995 ed è stata operativa fino al 2016
La squadra del 118 di Grosseto
La squadra del 118 di Grosseto

GROSSETO. Era il 27 marzo 1992 quando l’allora Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, firmò il decreto che ha istituito il sistema di emergenza territoriale 118, su tutto il suolo nazionale e nel 1995, il primo a nascere, fu proprio quello di Grosseto.

La prima centrale del 118 in Toscana è nata proprio a Grosseto il 15 settembre del 1995 ed è stata operativa fino al 2016.  

In questi 30 anni, il servizio, grazie anche a nuove tecnologie, è diventato sempre più innovativo. Oggi, 118 è sinonimo di sicurezza, tempestività, professionalità, competenza e lavoro di squadra, caratteristiche che hanno fatto la differenza in tutti questi anni e hanno permesso di salvare tante vite.

A Grosseto questo importante compleanno è stato ricordato oggi, 23 marzo, con un flash mob all’elisoccorso dell’ospedale Misericordia. Erano presenti medici, infermieri, operatori socio-sanitari, dirigenti, volontari, autisti, soccorritori che hanno formato un grande “118” tenendosi per mano.

107.000 interventi nel 2021, in tutta la Asl

Nel 2021, le due centrali di Siena – Grosseto e di Arezzo, hanno gestito quasi 107 mila interventi di emergenza in tutto il territorio della Asl sudest. 936 sono stati invece gli interventi dell’elicottero Pegaso 2.

L’attività del servizio di emergenza-urgenza in provincia di Grosseto si svolge in sinergia con la centrale operativa di Siena 24 ore al giorno per tutto l’anno, attraverso 8 postazioni medicalizzate, cui se ne aggiunge un’altra nel periodo estivo, e 9 infermieristiche (anche in questo caso diventano 9 in estate). Il 118 è supportato da una rete di ambulanze messe a disposizione dalle associazioni di volontariato e dalla Croce rossa.

«In questi anni, il servizio di emergenza dell’Aasl sudest – dichiara il direttore del Dipartimento emergenza/urgenza della Asl, Massimo Mandò – è diventato uno settore ad alta specializzazione. La nostra organizzazione è un modello riconosciuto a livello nazionale».

«Abbiamo una rete di intervento capillare – aggiunge – in grado di intervenire in pochi minuti in tutte le zone, anche le più distanti. Vorrei anche evidenziare il grande sforzo per il potenziamento tecnologico e sulla preparazione degli operatori. I due anni di pandemia ci hanno insegnato molto e ne faremo tesoro: una grande esperienza sul campo e nel rapporto ospedale-territorio, fondamentale per il buon funzionamento dell’assistenza. Il futuro della sanità si gioca proprio in questo binomio tra presidi ospedalieri e assistenza territoriale».

Pegaso 2, un’ambulanza in volo

Il servizio di elisoccorso Pegaso 2, in questi anni, è stato protagonista di una significativa evoluzione culturale e professionale, che ha portato il servizio a diventare un elemento di eccellenza – spiega il direttore dell’elisoccorso della Asl sudest, Stefano Barbadori – grazie anche all’impegno costante del personale. Tutto il personale, quello del sistema di emergenza-urgenza insieme e quello dell’Azienda che ha sempre creduto in questo progetto.

Abbiamo aumentato costantemente i nostri interventi nel corso degli anni, soprattutto per quanto riguarda i voli notturni grazie ai nuovi visori che ci permettono di atterrare di notte, anche su superfici non illuminate. Inoltre l’operatività diagnostica e sanitaria a bordo è cresciuta esponenzialmente. A bordo, possiamo effettuare trasfusioni, ecografie, emogasanalisi e anche la ventilazione per i pazienti più gravi. In pratica – conclude Barbadori – Pegaso 2 è un’ambulanza che può arrivare in tempi brevissimi in ogni luogo del territorio e in grado di rispondere sempre meglio alle domande di salute che quotidianamente i cittadini ci pongono».

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