CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. I residenti del centro storico di Castiglione della Pescaia tornano a far sentire la propria voce e, con una lettera pubblica, chiedono all’amministrazione comunale interventi più incisivi contro quella che definiscono una vera e propria “mala movida”.
I cittadini sostengono che le problematiche legate alla vita notturna siano note da anni sia alle amministrazioni che alle forze dell’ordine e denunciano come le misure adottate finora siano state insufficienti a garantire la tutela di residenti, turisti e commercianti.
«Le misure adottate sono inadeguate»
Nel documento, i firmatari respingono qualsiasi strumentalizzazione politica del tema e sottolineano come il disagio non riguardi soltanto il rumore notturno, ma anche le conseguenze sulla qualità della vita e sulla sicurezza.
Secondo i residenti, a fronte delle perdite economiche lamentate da alcuni esercenti, vi sarebbero costi ben più elevati sostenuti da centinaia di cittadini, tra danni alle abitazioni, spese per la sostituzione degli infissi e ripercussioni sulla salute, soprattutto per le fasce più fragili come anziani e minori.
I cittadini ricordano inoltre la recente petizione lanciata su Change.org e sottolineano come molte persone non abbiano potuto aderire a causa della natura esclusivamente online della raccolta firme.
«Non è più movida, ma mala movida»
Nel mirino dei residenti finiscono anche le situazioni di degrado e i danni materiali, sia ai beni pubblici che alle proprietà private, oltre ai costi sostenuti dal Comune per pulizia straordinaria e servizi di vigilanza aggiuntivi. I firmatari evidenziano, inoltre, il malcontento di una parte dei turisti che, a loro dire, avrebbe rinunciato a soggiornare nel centro storico a causa dei disagi notturni.
«Raggiunti certi orari non si parla più di movida, bensì inevitabilmente di mala movida», dicono i residenti, chiedendo che ci sia una tutela più equa fra i diritti di cittadini, turisti ed esercenti.
La richiesta al Comune
Nel documento viene richiamato anche il cosiddetto “Sistema Castiglione”, più volte citato dall’amministrazione comunale, che prevede una distribuzione equilibrata degli orari e dei servizi presenti sul territorio. I residenti chiedono al Comune di assumere una posizione chiara sul tema, concentrando l’attenzione soprattutto sulle ore notturne, considerate il momento più critico.
«Abbiamo più volte chiesto l’intervento di Arpat per testimoniare i nostri disagi – sdicono i residenti – Vi è mai capitato, nelle vostre abitazioni, di notte, che tremino addirittura i termosifoni? Di non poter dormire senza un aiuto medico?».
Molti dei firmatari spiegano di vivere nel centro storico da generazioni e si chiedono se sia giusto essere costretti a lasciare le proprie case. «Non tollereremo più alcun compromesso», concludono i residenti, riservandosi di tutelare le proprie ragioni qualora la situazione dovesse protrarsi nel tempo.




