GROSSETO. Quel cane è morto su una spiaggia della Maremma, mentre alcune persone cercavano disperatamente di aiutarlo. Chi avrebbe dovuto prendersene cura, invece, si era già allontanato. Una storia che continua a scuotere le coscienze e che, con il passare delle ore, sta assumendo anche un rilievo giudiziario.
Dopo l’annuncio di Aidaa, anche Lndc Animal Protection ha deciso di presentare un esposto alla Procura di Grosseto, chiedendo che venga fatta piena luce sulla morte dell’animale avvenuta a Cala di Forno e che siano individuate eventuali responsabilità.
«Quel cane è stato lasciato a morire»
Per la presidente nazionale di Lndc Animal Protection, Piera Rosati, quanto accaduto non può essere liquidato come una tragica fatalità.
«Quel cane è morto di stenti e chi era la sua famiglia – dice – invece di soccorrerlo e portarlo immediatamente in una struttura veterinaria, ha scelto di andarsene. È un gesto vile e codardo».
L’associazione chiede che vengano acquisiti il prima possibile tutti gli elementi utili alle indagini.
«Lasciare un animale sofferente sotto il sole significa condannarlo a un’agonia terribile – aggiunge – Per questo chiediamo che vengano verificati eventuali impianti di videosorveglianza presenti agli accessi, nelle aree di sosta e nei parcheggi. Ogni immagine potrebbe essere determinante per ricostruire quanto è successo».
L’appello a chi era sulla spiaggia
L’associazione rivolge poi un invito a chi domenica 19 luglio si trovava nella zona di Cala di Forno e potrebbe aver visto qualcosa.
Chiunque abbia informazioni utili può inviare una segnalazione all’indirizzo avvocato@lndcanimalprotection.org oppure telefonare al numero 02 26116502. Le testimonianze potranno essere raccolte anche in forma riservata.
«Chi sa qualcosa non resti in silenzio. La morte di questo cane non può essere archiviata come una semplice fatalità», conclude Rosati.
Le indagini continuano
La vicenda è ora al centro dell’attività delle guardie del Parco della Maremma, impegnate a ricostruire ogni fase di quella tragica giornata, raccogliendo testimonianze e verificando tutti gli elementi disponibili.
Con gli esposti annunciati dalle associazioni animaliste, cresce la pressione affinché venga fatta piena luce sull’accaduto. L’obiettivo è capire se vi siano responsabilità e ricostruire con precisione gli ultimi momenti di vita dell’animale, morto dopo essere stato lasciato sulla spiaggia in condizioni gravissime.




