Grossetofiere, Pd e Grosseto Città Aperta contrattaccano: «Il Comune evita di rispondere sul futuro del Madonnino» | MaremmaOggi Skip to content

Grossetofiere, Pd e Grosseto Città Aperta contrattaccano: «Il Comune evita di rispondere sul futuro del Madonnino»

I gruppi di opposizione replicano al sindaco e all’assessore: «La questione non è la gestione della società, ma la scelta politica sul nuovo polo fieristico e sulla variante urbanistica»
Il centro fiere del Madonnino, Carlo De Martis e Leonardo Culicchi
Il centro fiere del Madonnino, Carlo De Martis e Leonardo Culicchi

GROSSETO. Si accende ulteriormente il confronto politico sul futuro di Grossetofiere e dell’area del Madonnino. Dopo la risposta del sindaco e dell’assessore Fabrizio Rossi, arriva la controreplica dei gruppi consiliari del Partito Democratico e di Grosseto Città Aperta, che accusano l’amministrazione comunale di aver evitato il tema centrale della vicenda.

Secondo le opposizioni, il Comune avrebbe risposto a contestazioni «mai formulate», spostando l’attenzione sul ruolo del consiglio di amministrazione della società anziché affrontare la questione della scelta politica relativa al futuro polo fieristico.

«Il punto è la delibera della Giunta»

Pd e Grosseto Città Aperta indicano come elemento centrale della polemica la delibera di Giunta n. 239 del 25 giugno.

Secondo i consiglieri di opposizione, l’atto non si limiterebbe a una presa d’atto tecnica, ma sancirebbe una precisa scelta politica.

In particolare evidenziano che la Giunta condivide l’impostazione strategica del Piano operativo, che prevede la vendita del Madonnino, e contemporaneamente incarica gli uffici comunali di avviare l’istruttoria per individuare l’area destinata al futuro polo fieristico.

«Questo è il gioco delle tre carte – dichiarano Pd e Grosseto Città Aperta –. Ci si nasconde dietro lo statuto della società quando fa comodo, mentre sulle scelte urbanistiche il Comune decide eccome».

«La localizzazione del nuovo polo compete al Comune»

Le opposizioni sottolineano come la scelta della futura sede del polo fieristico e la relativa variante urbanistica non siano competenza del consiglio di amministrazione di Grossetofiere, ma spettino al Comune e al consiglio comunale.

Proprio per questo motivo, spiegano, avevano chiesto un confronto politico prima dell’assemblea dei soci del 24 giugno.

Secondo Pd e Grosseto Città Aperta, la richiesta non sarebbe nata da una loro iniziativa autonoma, ma sarebbe stata suggerita durante la commissione consiliare dell’8 giugno dal segretario generale del Comune, che aveva proposto un nuovo incontro per il 22 giugno, poi mai convocato.

Per le opposizioni, definire oggi quella richiesta «strumentale» significa smentire quanto emerso in quella commissione.

«Serve un voto del consiglio comunale»

Pd e Grosseto Città Aperta ribadiscono che il confronto dovrà avvenire prima che le decisioni diventino definitive, affrontando temi come la localizzazione del nuovo polo fieristico, i collegamenti infrastrutturali e le ricadute sul territorio di Braccagni e delle frazioni.

La proposta avanzata dai gruppi consiliari resta quella di affidare al consiglio comunale la scelta attraverso un atto di indirizzo votato dall’assemblea, anziché procedere con una presa d’atto della Giunta.

«Vendere non è un progetto, ma una premessa – concludono – Decidere la rotta senza un reale confronto significa rinunciare al valore della partecipazione».

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati