Grosseto Città Aperta: «Asterisco? C'è dietro una manina...» | Skip to content

Grosseto Città Aperta: «Asterisco? C’è dietro una manina…»

Il gruppo di opposizione fa la propria ricostruzione della vicenda e si prepara a un’interrogazione in consiglio comunale
Il Polo Le Clarisse in via Vinzaglio a Grosseto
Il Polo delle Clarisse di Grosseto, in via Vinzaglio

GROSSETO. Anche Grosseto Città Aperta dà una propria lettura della vicenda asterisco, sulla quale l’intera città si è scatenata, con commenti schierati da una parte e dall’altra. Centinaia quelli sui nostri social.

Fra l’altro è arrivata anche la precisazione del Cda di Fondazione Grosseto Cultura, che dice che l’asterisco non c’entra, ma anche hanno un’offerta migliore per i servizi museali. QUI L’ARTICOLO.

Grosseto città aperta: «Vicenda grave»

«La notizia che ha chiuso il 2022 è stata la decisione della Fondazione Grosseto Cultura di far fuori il collettivo giovanile CLAN, ormai da anni uno dei più interessanti motori culturali della nostra città ed al quale fin dal 2019 erano affidati i servizi museali del Polo culturale Le Clarisse, che si compone della Collezione Luzzetti e dello spazio espositivo e centro di documentazione Clarisse Arte».

«Una vicenda grave che induce ad una riflessione sulle perniciose ingerenze della politica in ambiti che meriterebbero maggiore attenzione e rispetto».

«Prima di tutto i fatti. Nei tre anni di gestione CLAN il Polo Le Clarisse ha raggiunto risultati straordinari: dal riconoscimento a ‘Museo di rilevanza regionale’ al conseguimento di importanti contributi economici, passando per un aumento esponenziale di visitatori e incassi, questi ultimi raddoppiati ogni anno».

Quella manina che fa arrivare la nota alla consigliera

«Accade tuttavia che il 28 novembre il CdA della Fondazione riceve un testo, predisposto da CLAN per mero uso interno, nel quale compare un asterisco al termine della parola bambin*, una delle modalità ormai usate in tutto il pianeta (eccetto, forse, Iran, Russia e Ungheria) per includere attraverso il linguaggio un universo più ampio di quello solo maschile, ma anche più semplicemente per esigenze di sintesi».

«Di lì ad un paio di giorni si scoprirà che una qualche manina aveva veicolato quella nota interna a Carla Minacci, consigliera comunale in quota Vivarelli Colonna la quale pubblicamente grida allo scandalo denunciando l’uso improvvido dell’asterisco (sic) ricorrendo ai più vieti slogan delle teorie cospirazioniste sul gender, dimentica evidentemente del suo ruolo di presidente della commissione pari opportunità che dovrebbe indurla a veicolare politiche inclusive e non certo discriminatorie».

«È solo il primo colpo di un fuoco di fila cui si associano Nuovo Millennio, il gruppo di riferimento dell’assessore Ginanneschi, ma soprattutto Fratelli d’Italia, al quale il CdA della Fondazione immediatamente dà manforte con un comunicato surreale nel quale, come cadendo dal pero, esprime rammarico per l’accaduto».

«D’altronde Fratelli d’Italia ormai da anni ha trasformato la Fondazione Cultura in una propria succursale riversandovi le proprie ideologie retrive e imponendovi le figure apicali»

«Il resto poi è storia nota, se possibile ancor più desolante delle premesse, con la pretesa del CdA della Fondazione che CLAN faccia pubblica abiura sottoscrivendo un documento confezionato dallo stesso CdA e, all’indomani del rifiuto di CLAN di prestarsi ad un simile gioco, con la decisione della Fondazione di fare marcia indietro sul rinnovo del servizio al collettivo al quale, solo qualche giorno prima, era stata inviata la proposta per la nuova convenzione».

«Né più né meno che una ritorsione, gravissima nei contenuti perché contraria alla stessa mission di una fondazione culturale, se è vero come è vero che la cultura è molteplicità dei pensieri e rispetto di ogni sensibilità, e profondamente sciocca nelle sue conseguenze, perché così facendo la Fondazione si è privata – ed ha privato tutti noi grossetani – di un partner come CLAN che in questi anni ha prodotto risultati sotto gli occhi di tutti».

Cosa fanno sindaco e assessore alla cultura?

«In tutto ciò quale è stato il ruolo del sindaco e dell’assessore alla cultura? Fin qui non sono pervenuti commenti. La Fondazione Grosseto Cultura è un ente controllato dall’Amministrazione comunale, dalla quale dipendono la nomina del Presidente e della maggioranza del CdA, oltre che la gran parte delle sue risorse finanziarie».

«Con una vicenda come questa il 2022 non si è certo chiuso bene. Vorrà dire che il 2023 lo inaugureremo con un’interrogazione al sindaco ed all’assessore alla cultura, confidando fin d’ora che esercitino le loro prerogative per ricomporre i cocci lasciati dal CdA della Fondazione Grosseto Cultura, restituendo a CLAN gli incarichi, ed anche il rispetto, che merita. Per il momento, da parte di Grosseto Città Aperta, la più grande stima, e solidarietà, al collettivo CLAN».

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