Anziana truffata dai finti carabinieri: «Hanno rubato i miei ricordi più cari» | MaremmaOggi Skip to content

Anziana truffata dai finti carabinieri: «Hanno rubato i miei ricordi più cari»

Il doloroso racconto di un’ottantenne isolata al telefono e derubata dei gioielli di una vita. Al momento del sopralluogo dei veri militari i truffatori richiamano, ma ad aspettarli trovano le forze dell’ordine: indagini in corso
Anziana signora truffata per telefono

PIOMBINO. Anelli, collane, orecchini e bracciali. Tutto l’oro in suo possesso strappato via in pochi minuti. Ma il danno più grande, quello che fa più male, non si calcola in grammi o in euro: è il furto dei ricordi di una vita. È una storia dolorosa quella che arriva dai pressi di via Raffaello, a Piombino, dove un’anziana signora ultra ottantenne è diventata l’ennesima vittima di una truffa telefonica, ordita da delinquenti senza scrupoli che si sono spacciati per esponenti delle forze dell’ordine.

La donna, ancora oggi sotto shock e profondamente scossa, fa fatica a riordinare i dettagli di una mattina da incubo. Ogni parola fa riaffiorare l’amarezza per quegli affetti legati a gioielli che molto probabilmente non vedrà mai più.

La chiamata dei finti carabinieri: «Sapevano tutto di me»

Tutto è iniziato con uno squillo di telefono qualche giorno fa. Dall’altro capo del filo, due voci calme e autorevoli.

«Mi hanno contattata con la scusa di fare una verifica – racconta la vittima -. Si sono presentati come due carabinieri di Follonica. Di me sapevano tutto, persino il nome e il cognome del mio povero marito defunto. Mi hanno circuita parlandomi della sua auto, venduta ormai più di dieci anni fa».

Fornendo particolari così intimi e precisi, che la signora riteneva impossibili da conoscere per un estraneo, i malviventi sono riusciti ad annullare ogni difesa della donna, convincendola della loro buona fede.

Il blitz in casa e l’isolamento

I finti militari sono stati talmente persuasivi da spingere l’anziana a raccogliere tutti i suoi preziosi in una scatolina, annunciando l’arrivo imminente di una giovane incaricata per il ritiro. Pochi istanti dopo, il campanello ha suonato.

In quel momento, un barlume di diffidenza ha sfiorato la mente dell’ottantenne: «Lì per lì non volevo aprire, c’era qualcosa che non mi tornava». I truffatori, tuttavia, avevano calcolato tutto. Per evitare che la donna potesse ragionare o, peggio, chiamare il figlio per chiedere aiuto, l’hanno tenuta costantemente agganciata al telefono, pressandola psicologicamente.

Sotto scacco, la signora ha aperto la porta a una ragazza, vestita normalmente, senza divisa  o altro che potesse ricondurla a far parte delle forze dell’ordine. Tuttavia, la donna l’ha accompagnata in camera da letto, dove erano custoditi i suoi gioielli e le ha consegnato la scatola con l’oro. Una volta ottenuto il bottino, la complice è fuggita e i complici al telefono hanno riagganciato.

Il colpo di scena all’arrivo dei veri carabinieri

Solo a quel punto l’anziana ha realizzato che qualcosa non quadrava. Ha chiamato immediatamente la nipote, la quale ha capito al volo la situazione e ha dato l’allarme ai veri carabinieri.

Mentre i militari dell’Arma erano nell’abitazione della donna per i rilievi e per raccogliere la denuncia, il telefono ha squillato di nuovo. Erano ancora i truffatori, tornati alla carica per verificare se il “colpo” fosse andato a buon fine.

Questa volta, però, a rispondere non è stata la vittima: l’anziana ha passato la cornetta ai veri carabinieri.

Il dramma psicologico: «Ora ho paura di tutti»

Anche se le indagini sono in corso per identificare la banda, resta il dramma umano di una donna violata nella propria intimità domestica ed emotiva.

«Non so se riusciranno mai a prenderli – conclude l’anziana con voce rotta dal pianto -. Io però adesso ho paura di tutti, non mi fido di nessuno, non so nemmeno se lei che mi sta intervistando sia una vera giornalista. Ho paura e mi dispiace molto per i gioielli, non tanto per il valore economico, ma perché erano ricordi legati a momenti belli della mia vita passata, di persone che me li hanno regalati e che adesso non ci sono più. Tutti ricordi che adesso non rivedrò mai più. E a me non rimanevano altro che quelli».

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