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Grifone, Malotti salva la squadra

Il nuovo allenatore in sole due settimane è riuscito a far ritrovare l’equilibrio nel campo, che si traduce in vittoria contro il Follonicagavorrano. Vetrini: «Quello che ha trasmesso in così poco tempo non l’ho mai visto in 14 anni di carriera»
Roberto Malotti, nuovo tecnico del Grosseto (foto Noemy Lettieri per Grosseto 1912)
Roberto Malotti

GROSSETO. Alla 23ª giornata lo Zecchini è tornato a sorridere. Fisicamente e spiritualmente. Anche integralmente visto che l’abbraccio ha coinvolto società, popolo e media. Le modalità su cui è stato innalzato il successo contro il Follonicagavorrano ha scolorito il velo, che, nel tempo, aveva impacchettato le vicende biancorosse e pensieri poco dorati. L’uscita dalla nebbia porta il nome di Roberto Malotti, l’allenatore dilettante.

«Un successo da libro Cuore» incide nel dopo gara, infrangendo così i mille e più accostamenti pronti a sedersi accanto a quella figura vorticosa, a quella voce aspra, un insieme dove De Amicis sembrava essere estraneo. Probabilmente sono questi controsensi ad alimentare l’andatura di Malotti sul campo di calcio, un mix di dolcezza, rigidità, spalmata senza differenze, e un dialogo privo di compromessi. «I ragazzi sono andati oltre quello che potevano fare in questo periodo e di questo li ringrazio – espone – sono entusiasta, euforico e voglioso di riprovare queste vitali emozioni, quelle che solo i tifosi possono regalarti».

Malotti in due parole: ironia e passione

Tutto questo in sole due settimane. Malotti sta scoprendo se stesso, il suo modo di intendere il calcio, di modellarlo su piloni elementari: sacrificio, corsa, abnegazione e appartenenza. «Il campo detta quello che è la vita – specifica Malotti – senza questi presupposti non puoi ottenere niente, la sorgente del progetto nasce da qui. Le partite si vincono attraverso la sofferenza, l’amore, la passione e l’appartenenza: questa è l’unica ricetta che conosco. Non ho visto la squadra a cui penso, ma ho visto tante altre belle cose, che mi fanno guardare al domani con tanta fiducia».

Il mister sa usare anche l’ironia parlando del passaggio a 4 difensori. «Come si è giocato, a 4? Non me ne sono accorto – dice – non sono queste le cose che mi interessano. I giocatori devono sapersi adattare in corso di gara, quindi non ci facciamo imbambolare dai numeri. Il successo col Follonicagavorrano è nato dalla voglia del gruppo di dimostrare che ci sono e possono dire la loro».

Il vento è cambiato anche per i fuori quota rappresentati da Grasso, l’autore dell’assist di esterno destro, che Romairone ha tradotto in rete. «Si avverte qualcosa di diverso nello spogliatoio – dice – adesso siamo più uniti con gli anziani, più coesi».

Filippo Vetrini interviene su queste parole con fermezza. «Di allenatori ne ho conosciuti davvero tanti e non voglio fare dei paragoni – dice – ma quello che Malotti è riuscito a trasmettere al gruppo in sole due settimane non l’avevo mai visto nei miei 14 anni di carriera».

Malotti e Grifone, società e popolo, under e anziani, fiducia e aspettative, gli astri si stanno allineando in maniera positiva. San Giovanni darà altre risposte aggiungendo o togliendo penne a questo Grifone. tornato con gli occhi da predatore

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