GROSSETO. Alla 23ª giornata lo Zecchini è tornato a sorridere. Fisicamente e spiritualmente. Anche integralmente visto che l’abbraccio ha coinvolto società , popolo e media. Le modalità su cui è stato innalzato il successo contro il Follonicagavorrano ha scolorito il velo, che, nel tempo, aveva impacchettato le vicende biancorosse e pensieri poco dorati. L’uscita dalla nebbia porta il nome di Roberto Malotti, l’allenatore dilettante.
«Un successo da libro Cuore» incide nel dopo gara, infrangendo così i mille e più accostamenti pronti a sedersi accanto a quella figura vorticosa, a quella voce aspra, un insieme dove De Amicis sembrava essere estraneo. Probabilmente sono questi controsensi ad alimentare l’andatura di Malotti sul campo di calcio, un mix di dolcezza, rigidità , spalmata senza differenze, e un dialogo privo di compromessi. «I ragazzi sono andati oltre quello che potevano fare in questo periodo e di questo li ringrazio – espone – sono entusiasta, euforico e voglioso di riprovare queste vitali emozioni, quelle che solo i tifosi possono regalarti».
Malotti in due parole: ironia e passione
Tutto questo in sole due settimane. Malotti sta scoprendo se stesso, il suo modo di intendere il calcio, di modellarlo su piloni elementari: sacrificio, corsa, abnegazione e appartenenza. «Il campo detta quello che è la vita – specifica Malotti – senza questi presupposti non puoi ottenere niente, la sorgente del progetto nasce da qui. Le partite si vincono attraverso la sofferenza, l’amore, la passione e l’appartenenza: questa è l’unica ricetta che conosco. Non ho visto la squadra a cui penso, ma ho visto tante altre belle cose, che mi fanno guardare al domani con tanta fiducia».
Il mister sa usare anche l’ironia parlando del passaggio a 4 difensori. «Come si è giocato, a 4? Non me ne sono accorto – dice – non sono queste le cose che mi interessano. I giocatori devono sapersi adattare in corso di gara, quindi non ci facciamo imbambolare dai numeri. Il successo col Follonicagavorrano è nato dalla voglia del gruppo di dimostrare che ci sono e possono dire la loro».
Il vento è cambiato anche per i fuori quota rappresentati da Grasso, l’autore dell’assist di esterno destro, che Romairone ha tradotto in rete. «Si avverte qualcosa di diverso nello spogliatoio – dice – adesso siamo più uniti con gli anziani, più coesi».
Filippo Vetrini interviene su queste parole con fermezza. «Di allenatori ne ho conosciuti davvero tanti e non voglio fare dei paragoni – dice – ma quello che Malotti è riuscito a trasmettere al gruppo in sole due settimane non l’avevo mai visto nei miei 14 anni di carriera».
Malotti e Grifone, società e popolo, under e anziani, fiducia e aspettative, gli astri si stanno allineando in maniera positiva. San Giovanni darà altre risposte aggiungendo o togliendo penne a questo Grifone. tornato con gli occhi da predatore.





