GROSSETO. Mentre la grandine batteva sui tetti e sulle auto, il vento faceva cadere gli alberi e l’acqua trasformava alcune strade di Grosseto in torrenti, Antonietta Luciani era fuori. Non aveva una porta da chiudere, una finestra dietro la quale aspettare che il temporale passasse e neppure un letto asciutto nel quale rifugiarsi.
Ha 54 anni e da 160 giorni dorme per strada a Grosseto, in giacigli di fortuna lontani dal centro della città. MaremmaOggi.net abbiamo già raccontato la sua storia.
e il paradosso di una donna che dispone dei soldi necessari per pagare un affitto, ma che non riesce a trovare qualcuno disposto ad affittarle una casa perché, senza un lavoro stabile, non può offrire le garanzie richieste.
La mattina del 10 settembre Antonietta racconta invece che cosa significa affrontare uno dei temporali più violenti degli ultimi giorni senza avere un tetto sopra la testa.
«Ho sentito moltissimi colpi, la grandine era grande come una pallina da ping-pong e ho avuto molta paura – racconta – C’era da avere paura anche dentro casa, figuriamoci per strada».
«Mi sono bagnata dalla testa ai piedi»
La notte di maltempo ha lasciato segni in tutta Grosseto, con alberi caduti nei parchi e lungo le strade, sottopassaggi invasi dall’acqua e grandine che ha colpito auto e abitazioni.
Per Antonietta, però, non si è trattato di guardare il temporale dalla finestra aspettando che finisse.
«Ha piovuto tantissimo e ha grandinato, mi sono bagnata dalla testa ai piedi e anche le coperte erano completamente fradice – racconta –. Dormo in giacigli di fortuna fuori dal centro della città».
Quando arriva la pioggia, tutto ciò che normalmente rappresenta quel poco di protezione che riesce a costruirsi diventa inutilizzabile. E così una notte di maltempo che per molti significa danni, disagi e paura assume una dimensione completamente diversa per chi non ha un luogo nel quale ripararsi.
Antonietta è tornata a Grosseto per suo figlio
Dietro quei 160 giorni trascorsi per strada c’è una storia familiare che Antonietta continua a raccontare senza nascondere neppure le scelte che l’hanno portata fino a qui.
Ha tre figli, due giovani donne e un ragazzo, e tredici anni fa aveva lasciato l’Italia per trasferirsi in Germania, un Paese nel quale aveva trovato lavoro ma dove, racconta, non si era mai sentita veramente a casa.
Poi suo figlio ha dovuto affrontare un’operazione complicata e Antonietta ha deciso di tornare a Grosseto per stargli vicino, con il progetto di ricostruire qui la propria vita e, una volta trovata una sistemazione, far arrivare anche le due figlie rimaste in Germania.
«Sono tornata perché mio figlio aveva bisogno di me e ho sentito il desiderio di riunire tutta la mia famiglia nella stessa città – racconta –. Ho lasciato il lavoro e le mie due figlie in Germania, pensando di sistemarmi e poi farle venire qui. Inizialmente mio figlio mi ha ospitata, ma successivamente, per cause di forza maggiore, non ha più potuto farlo».
Il figlio continua ad aiutarla per quanto gli è possibile, ma non può offrirle una sistemazione stabile. Da lì è cominciata la vita per strada.
«In molti mi giudicano per essere andata via dalla Germania e qualcuno mi ha anche detto “chi non ha il pane ha i denti” – dice Antonietta –. Ma questo è il mio percorso. Ho deciso di ricostruirmi da zero un’altra volta e non avrei mai immaginato di ritrovarmi in questa situazione».
Da 160 giorni dorme per strada
Sono ormai 160 le notti trascorse senza una casa. Antonietta racconta di essersi rivolta al Coeso, alla Caritas e agli enti del territorio alla ricerca di una soluzione, ma il problema che deve affrontare è particolare: non chiede il denaro necessario per pagare un affitto perché, almeno per il momento, dispone di risorse proprie.
Quello che le manca è la garanzia che oggi molti proprietari chiedono prima di consegnare le chiavi di un appartamento.
«Mi servirebbe qualcuno che possa farmi da garante e soprattutto qualcuno che mi aiuti a trovare un lavoro – spiega –. I soldi per pagare un affitto li ho, ma senza entrate prima o poi finiscono. Nella mia vita ho fatto tanti lavori e mettermi nuovamente in gioco non mi spaventa».
La sua richiesta, ribadisce, non è quella di ottenere denaro.
«Non voglio una casa popolare e non chiedo soldi. Vorrei riuscire a trovare un lavoro e una casa da affittare, per poter finalmente far venire a vivere qui anche le mie figlie che sono ancora in Germania».
«C’è tanta indifferenza e poca umanità»
Il temporale della notte tra il 9 e il 10 settembre ha reso ancora più evidente una condizione che normalmente rimane lontana dagli occhi di gran parte della città, perché vivere per strada significa affrontare non soltanto la mancanza di una casa, ma anche ogni cambiamento del tempo senza avere la possibilità di mettersi veramente al riparo.
Quando arrivano vento, pioggia, grandine e le temperature si abbassano, ciò che per chi possiede una casa rappresenta un evento da osservare dietro una finestra diventa per chi dorme all’aperto un problema immediato, fatto di vestiti bagnati, coperte inutilizzabili e della necessità di trovare un luogo nel quale trascorrere le ore peggiori.
Antonietta continua però a guardare soprattutto a quello che potrebbe permetterle di uscire da questa situazione: un lavoro e un proprietario disposto a darle fiducia, affinché i risparmi che possiede possano finalmente diventare l’affitto di una casa e quella casa il primo passo per ricostruire la propria famiglia a Grosseto.
«C’è tanta indifferenza e poca umanità al giorno d’oggi», dice mentre, quasi per una coincidenza amara, il suo sguardo si posa su una casa sfitta poco distante dalla redazione di MaremmaOggi.
Chi dispone di una casa da affittare o di un’opportunità di lavoro e vuole entrare in contatto con Antonietta può rivolgersi alla redazione di MaremmaOggi scrivendo a redazione@maremmaoggi.net oppure chiamando il 331 3257187.



