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Gianfranco Mignarri, un anno dopo: messa a Roselle per ricordare il fondatore di Humanitas

La comunità si ritrova a Roselle per ricordare il volontario fondatore di Humanitas, appassionato di pesca e di moto d’epoca
Gianfranco Mignarri all'inaugurazione di una nuova ambulanza di Humanitas
Gianfranco Mignarri all’inaugurazione di una nuova ambulanza di Humanitas

GROSSETO. Un anno fa la Maremma perdeva uno dei suoi volti più conosciuti e stimati. Il 26 febbraio 2025, a 76 anni, si è spento Gianfranco Mignarri, fondatore di Humanitas, volontario instancabile e uomo profondamente legato alla sua comunità. Era nato il 26 novembre del 1948.

Oggi. 26 febbraio 2026, a un anno dalla scomparsa, la moglie Graziana Lorenzoni e la figlia Cecilia Mignarri lo ricordano con una messa in programma alle 17,30 a Roselle. Un momento semplice, ma carico di significato, per chi gli ha voluto bene e per quanti hanno condiviso con lui un tratto di strada.

Una foto scherzosa di Gianfranco con la moglie Graziana e la figlia Cecilia
Una foto scherzosa di Gianfranco con la moglie Graziana e la figlia Cecilia

Una vita tra lavoro, associazionismo e pesca

Dipendente Enel per tanti anni, Gianfranco era conosciuto non solo per la professionalità ma anche per la disponibilità verso colleghi e amici.

Negli anni ’90 aveva ricoperto il ruolo di presidente dell’Aps Etruria, portando avanti con entusiasmo la sua grande passione per la pesca. Il mare e i fiumi erano per lui luoghi di libertà, silenzio e amicizia, spazi in cui coltivare relazioni autentiche.

Chi lo ha conosciuto in quegli anni lo ricorda sempre pronto a dare una mano, a organizzare, a coinvolgere. Non era solo un appassionato: era un punto di riferimento.

Le moto d’epoca e l’arte del restauro

Con il tempo un’altra passione aveva preso forma: il recupero e il restauro di vecchie moto.

Lambrette e Moto Guzzi tornavano a vivere tra le sue mani, trasformandosi in vere e proprie opere d’arte. Non si trattava solo di meccanica, ma di cura, pazienza e amore per la storia. Ogni mezzo restaurato raccontava un pezzo di passato che Gianfranco restituiva al presente.

Gianfranco su una Lambretta
Gianfranco su una Lambretta

Era capace di passare ore in garage, tra attrezzi e cromature, con la stessa dedizione che metteva in tutto ciò che faceva. Era anche socio del Vespa Club di Grosseto.

Il cuore grande del volontario Humanitas

Ma la sua vera, grandissima passione è stata il volontariato.

Gianfranco Mignarri è stato fra i fondatori di Humanitas e, da allora, non ha mai smesso di salire su un’ambulanza. Servizio dopo servizio, turno dopo turno, con discrezione e spirito di sacrificio.

Gianfranco Mignarri con la divisa di Humanitas
Gianfranco Mignarri con la divisa di Humanitas

Per molti era “Gianfranco dell’Humanitas”. Un uomo affidabile, presente, sempre pronto a intervenire quando qualcuno aveva bisogno. In ambulanza non portava solo competenza, ma umanità, parola gentile, rassicurazione.

Il suo impegno non era fatto di proclami, ma di fatti concreti. Di notti, di emergenze, di mani tese.

Un ricordo che resta vivo

A un anno dalla sua scomparsa, il ricordo è ancora forte nella comunità grossetana.

La messa di oggi a Roselle non è soltanto un momento di raccoglimento familiare, ma un’occasione per dire grazie a un uomo che ha lasciato un segno profondo. Nel lavoro, nelle associazioni, tra gli amici motociclisti e soprattutto nel mondo del volontariato.

Gianfranco Mignarri ha dimostrato che si può vivere con passione, generosità e senso del dovere. E che il bene fatto in silenzio continua a camminare sulle gambe di chi resta.

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