Quei fiori, quell’amore, una vita insieme: Follonica ricorda la storica “Primavera” | MaremmaOggi Skip to content

Quei fiori, quell’amore, una vita insieme: Follonica ricorda la storica “Primavera”

Nel giorno dell’anniversario di matrimonio dei genitori, Bettina Della Maggiore racconta la storia di Asia Bagnoli e dello storico negozio “La Primavera”, simbolo di una Follonica che non c’è più
Luciana Gentilin e Umberto Della Maggiore e una foto del negozio Primavera

FOLLONICA. Ci sono profumi che non se ne vanno mai. Restano nascosti nella memoria, pronti a riaffiorare all’improvviso insieme a un volto, una carezza o una vecchia fotografia. Per Bettina Della Maggiore quel profumo è quello dei fiori appena arrivati in negozio all’alba, delle carte veline colorate, del verde raccolto nei boschi insieme ai genitori e delle mani operose di una famiglia che ha intrecciato amore e lavoro per tutta una vita.

E così, nel giorno che ricorda il matrimonio di mamma Luciana e papà Umberto, Bettina ha scelto di riaprire idealmente le porte de “La Primavera”, storico negozio di fiori che per 50 anni è stato un punto di riferimento a Follonica. Una storia fatta di sacrifici, intuizioni e affetto, nata grazie alla forza straordinaria di Asia Bagnoli, donna moderna prima ancora che il tempo fosse pronto ad accoglierla

La storia di Asia e de La Primavera

La Primavera fiori“, negozio di eccellenza di quegli anni, venne inaugurato proprio nel giorno di primavera del 1976 in via Bicocchi 28 per iniziativa di due donne intraprendenti e lavoratrici:  Asia Bagnoli (classe 1907) e la figlia Luciana Gentilin che a quel tempo aveva 33 anni.

In realtà Asia era un’ imprenditrice ante litteram: tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, infatti, grazie alla sua bicicletta andava di casa in casa per vendere biancheria. Donna libera dagli stereotipi comuni a quei tempi, si spostava per tutto il territorio pedalando come un uomo. Messi insieme i soldi sufficienti per un salto di qualità, riuscì ad aprire un vero e proprio negozio in via Roma dove continuò a trattare stoffe pregiate al metro, camicie da uomo Facis e piccola biancheria di qualità per signore.

Da quella prima attività passò poi all’apertura de La Cicogna, negozio di vestiti per bambini, anticipando di decenni quello che oggi potremmo definire un “brand” di successo. Solo nei primi anni ’70 Asia decise di lasciare il commercio: il motivo era dare una mano alla figlia che nel frattempo si era sposata con Umberto Della Maggiore, giovane di bell’aspetto e dagli occhi come il mare, ed aveva avuto una bambina che chiamarono Bettina.

Un nome che racconta da solo il periodo del boom economico e delle modelle dalle gonne corte.

«Mia nonna Asia è stata una mamma, un’amica, una consigliera, una mano sempre vicina su cui potevo contare in ogni momento della mia crescita», ricorda oggi la nipote Bettina.

Nel 1984 l’azienda si ingrandisce e si sposta nel fondo commerciale davanti, ben più spazioso, al numero 57 sempre della centralissima via Bicocchi; era così grande che, dentro all’ampia sala che accoglieva i clienti, c’era addirittura una grande fontana che molti ammiravano da una delle vetrine.

A cascata, piante e fiori di ogni genere profumavano i locali, i colori inebriavano chi in fila aspettava il proprio turno mentre, come ricorda la figlia Bettina, «dietro a quei banconi i miei genitori con il grembiule blu e la scritta in giallo “Interflora” passavano dalla composizione di un mazzo all’altro, tra nastri e carte veline, cellofan e biglietti ancora da scrivere. Il loro lavoro però non è mai stato fine a se stesso», sottolinea con sentimento Bettina.

«C’è stato molto di più che non semplice business, come spesso accadeva alle attività di una volta che coinvolgevano famiglie intere: c’era la passione, la voglia di fare il meglio anche a costo della fatica nello svegliarsi presto per correre alle serre e prendere i prodotti più belli al minor prezzo, prima ancora che passasse il fornitore; c’era lo stare insieme quando andavamo a fare il verde nei boschi o nelle campagne vicine cercando eucalipto, ruscus o la felce. Un’intimità familiare, dice oggi Bettina, che oggi si è purtroppo persa. Ricordo che osservavo l’amore dei miei genitori e quello di mia nonna della quale ricordo il sorriso e la fede, semplice ma irremovibile».

Per un periodo che si è chiuso definitivamente nel 1992, la famiglia gestì anche la rivendita di fiori all’ingresso del cimitero comunale, l’ingresso vecchio su via Leopardi.

Una ricorrenza di matrimonio rispolvera una lunga storia

«Oggi, nella ricorrenza del loro matrimonio, (Luciana e Umberto si sposarono il 27 maggio 1967) e nel 50esimo anniversario dell’apertura dell’attività, ho pensato che il loro ricordo meritasse di essere rinfrescato, come i tanti fiori che hanno consegnato nel corso della loro vita, rivivendo con le storie di molti follonichesi che certamente ancora li ricordano e che avranno piacere di sapere che il mio legame con la Maremma e Follonica è e sarà sempre forte».

«Da anni ormai vivo a Cervia dove mi sono sposata e lavoro, ma Follonica è la mia origine ed è il luogo dove ancora si trovano i miei parenti e tantissime care persone follonichesi che ci hanno sempre aiutato, come i fiorai Chiti e Nocciolini oppure Domenico Andreani socio nel periodo del primo negozio di via Colombo; ad occhi chiusi li ricorderò tutti mentre il profumo di quei giorni e di quei fiori mi riporta al periodo più struggente della mia vita che voglio condividere con tutti coloro che ci hanno conosciuto. Ai miei parenti Alberto e Mauro Bertini, a Carla Bagnoli e al figlio Carlo dell’agenzia Traveller Tour Operator, a Rosanna e Roberto Barbafieri e al figlio Gianni il mio caro saluto».



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