FOLLONICA. Per più di due mesi quella sedia è rimasta vuota senza fare troppo rumore. Adesso, paradossalmente, è proprio il fatto che possa tornare a essere occupata a trasformarla in una questione politica.
L’incarico della portavoce del sindaco Matteo Buoncristiani si è concluso il 30 giugno. Da allora non risulta rinnovato. Follonica ha attraversato luglio e agosto senza quella figura e proprio da questa circostanza partono oggi le opposizioni per porre una domanda che, dietro l’organizzazione della comunicazione istituzionale, ne contiene in realtà un’altra: che cosa sta succedendo nella maggioranza?
A firmare il documento sono Betti, Ciompi, Giorgieri, Pecorini e Stella. Nessun attacco alla professionista che ha ricoperto l’incarico, precisano, ma la conferma di una critica che accompagna lo staff del sindaco praticamente dalla sua nascita: quella sui costi e sull’effettiva necessità delle figure scelte.
Stavolta, però, il bersaglio politico è diverso.
«Se ne è fatto a meno per tutta l’estate»
Il ragionamento dell’opposizione è semplice. Se per oltre due mesi il Comune ha potuto funzionare senza portavoce, perché ricoprire nuovamente quella posizione? Una domanda che acquista ancora più peso perché nel frattempo il Comune ha individuato anche una figura dedicata alla gestione della comunicazione sui social network. «Follonica ha attraversato tutta l’estate senza una portavoce – scrivono i cinque consiglieri – e, a quanto pare, l’Amministrazione ha continuato tranquillamente a svolgere la propria attività».
Da qui la richiesta al sindaco di non procedere automaticamente alla sostituzione e, qualora decidesse invece di farlo, di garantire «la massima trasparenza sulle ragioni della scelta, sulle competenze richieste e sul percorso che porterà all’individuazione della nuova figura».
Fin qui potrebbe sembrare la prosecuzione della vecchia battaglia sul costo dello staff. Ma il cuore del comunicato viene dopo.
Quelle parole su «malumori» e «premi di consolazione»
L’opposizione sceglie infatti parole insolitamente precise. Gli incarichi pubblici, scrivono i consiglieri, non possono essere «premi di consolazione», «compensazioni» o «caselle da utilizzare quando c’è qualche malumore da gestire o qualche rapporto politico da ricucire». È difficile leggere questo passaggio senza tornare a quanto accaduto appena pochi giorni fa nella coalizione che sostiene Buoncristiani.
A fine agosto, infatti, un problema fino a quel momento rimasto dentro il perimetro della maggioranza è diventato pubblico. Tutto è partito dal mancato numero legale nella commissione consiliare sull’accordo di programma Sol.Tiox.
Il 28 agosto la Lista civica Matteo Buoncristiani Sindaco non aveva cercato alibi, riconoscendo che spetta alla maggioranza garantire il numero legale. Ma aveva fatto anche nomi e cognomi: le assenze, «a fasi alterne», di Stefano Boscaglia della Lega e Riccardo D’Ambra di Forza Italia avevano contribuito, secondo la civica, a far saltare i lavori.
Un richiamo pubblico agli alleati. E, soprattutto, un segnale che qualcosa nel meccanismo della coalizione non stava funzionando.
La Lega: «A un ruolo marginale non ci stiamo»
Il giorno successivo era arrivata la risposta del segretario provinciale della Lega Andrea Maule. Una risposta costruita attorno a due messaggi apparentemente opposti, ma politicamente complementari. Il primo: «Nessuna crisi di maggioranza». La Lega, spiegava Maule, è e intende restare «convintamente» dentro la coalizione che governa Follonica.
Il secondo era assai meno rassicurante: «Ad un ruolo marginale non ci stiamo». E soprattutto Maule aveva chiarito che l’assenza di Boscaglia dalla commissione non era stata un incidente o un contrattempo. Era stata «una scelta consapevole e mirata» del gruppo per chiedere maggiore coinvolgimento nelle decisioni della maggioranza.
La Lega lamentava una condivisione insufficiente degli atti e delle scelte amministrative e rivendicava per il proprio consigliere «un coinvolgimento politico adeguato e sostanziale». Insomma, nessuna crisi dichiarata. Ma un problema politico dichiarato sì.
Il posto da portavoce e le voci che circolano
È in questo quadro che va letto il comunicato diffuso oggi, 10 settembre, dalle opposizioni. Negli ambienti politici follonichesi circola infatti l’indiscrezione secondo la quale l’eventuale nuovo incarico di portavoce potrebbe andare a una figura vicina alla Lega.
Al momento è questo: un’indiscrezione. Non risulta una nomina e non ci sono atti ufficiali che consentano di affermare che il sindaco abbia già scelto il nuovo portavoce, né tantomeno che esista un accordo con la Lega su quella posizione. Ma è evidentemente su questo terreno che l’opposizione ha deciso di giocare d’anticipo.
E c’è una frase pronunciata da Maule il 29 agosto che oggi, inevitabilmente, torna alla memoria: «La nostra non è una richiesta di posti o di visibilità».
Non prova naturalmente che un eventuale incarico abbia qualcosa a che vedere con lo strappo politico di agosto. Ma spiega perché una nomina che, in altri momenti, sarebbe rimasta confinata nell’organizzazione dello staff del sindaco sia diventata improvvisamente una questione sulla quale le opposizioni hanno acceso i riflettori.
Una maggioranza che deve ritrovare il suo equilibrio
Il punto, dunque, non è soltanto sapere se Buoncristiani nominerà un nuovo portavoce. La questione è capire quale equilibrio uscirà dal confronto aperto dentro la sua maggioranza dopo il segnale mandato dalla Lega.
Il Carroccio non ha chiesto pubblicamente incarichi. Ha chiesto peso politico, condivisione e capacità di incidere. La lista civica del sindaco, dal canto suo, ha già dimostrato di non voler nascondere sotto il tappeto le assenze degli alleati quando queste incidono sul funzionamento della macchina consiliare.
Ora l’opposizione prova a infilarsi esattamente in quello spazio. E lo fa scegliendo una questione apparentemente amministrativa – una figura dello staff – per porre un problema squisitamente politico: se quella casella verrà nuovamente riempita, sarà perché serve davvero al Comune o perché nel frattempo è diventata utile agli equilibri della coalizione?
La risposta, per ora, non c’è. Ed è forse proprio per questo che una sedia rimasta vuota per tutta l’estate oggi pesa politicamente molto più di quando era occupata.




