Venturina, Fiera allagata: progetto da 400mila euro | MaremmaOggi Skip to content

Venturina, bastano poche ore di pioggia e la Fiera torna sott’acqua

Bastano poche ore di pioggia intensa e l’acqua invade nuovamente la zona. Nessun paragone con il disastro dell’ottobre 2024, ma la paura riaffiora. Via della Fiera è già stata individuata tra le aree più esposte: finanziato un intervento con aiuole drenanti e pavimentazioni permeabili
La zona della Fiera con l'acqua alta in strada
La zona della Fiera con l’acqua alta in strada

VENTURINA TERME. L’acqua attraversa di nuovo la strada, le auto avanzano lentamente sollevandola ai lati delle ruote e per chi vive a Venturina quelle immagini hanno ormai un significato che va molto oltre qualche centimetro di pioggia accumulata sull’asfalto. Perché sono passati meno di due anni dalla notte in cui l’acqua non si fermò lì.

Oggi, giovedì 10 settembre, dopo alcune ore di pioggia intensa, la zona della Fiera di Venturina si è nuovamente allagata. Niente che possa essere paragonato alla devastazione dell’ottobre 2024, sia chiaro. Non ci sono le case invase dall’acqua, le evacuazioni, le campagne sommerse e le rotte arginali di allora.

Ma c’è una strada che torna sott’acqua. E c’è soprattutto la memoria di quello che è già successo. Quasi due anni dopo l’alluvione, basta quindi molto meno per fare paura. E stavolta c’è anche un elemento in più: proprio per la zona della Fiera esiste un progetto specifico contro gli allagamenti, finanziato dalla Regione Toscana con 400mila euro.

Via della Fiera, una delle zone più esposte

Non è una definizione giornalistica. Quando, il 29 gennaio 2026, il Comune di Campiglia Marittima annunciò il finanziamento regionale, indicò via della Fiera come «una delle aree urbane a più alto rischio di allagamento in caso di pioggia».

Il problema, dunque, è conosciuto. Il progetto, elaborato dal Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, punta proprio ad aumentare la capacità di assorbire e gestire l’acqua meteorica lungo il viale, intervenendo non con le tradizionali opere idrauliche sul fiume, ma direttamente sullo spazio urbano.

Un intervento pensato per quelle situazioni nelle quali molta acqua cade in poco tempo e asfalto, caditoie e rete di smaltimento possono non riuscire ad assorbirla abbastanza velocemente. Esattamente il tipo di fenomeno che le immagini di oggi riportano al centro dell’attenzione.

Un'altra immagine della zona della Fiera a Venturina
Un’altra immagine della zona della Fiera a Venturina

Il progetto da 400mila euro

L’intervento ha una storia che precede persino la grande alluvione dell’ottobre 2024. Era stato studiato nell’ambito di un progetto dedicato alle soluzioni sostenibili per il drenaggio urbano e successivamente candidato ai finanziamenti regionali per la mitigazione del rischio idraulico.

Il costo complessivo indicato nella documentazione progettuale era di circa 496mila euro. Alla fine del 2024 l’opera risultava ammessa alla graduatoria regionale ma non ancora finanziata. Poi, nel gennaio di quest’anno, è arrivato lo stanziamento: 400mila euro dalla Regione Toscana.

Il progetto prevede la realizzazione lungo il Viale della Fiera di 20 aiuole filtranti, tecnicamente aree di bioritenzione, capaci di intercettare una parte dell’acqua che arriva dalla carreggiata.

Complessivamente le strutture interesserebbero una superficie di circa 92 metri quadrati, ma sarebbero chiamate a drenare le precipitazioni provenienti da circa 2.352 metri quadrati di strada.

Non solo. Davanti al giardino della locomotiva è prevista la trasformazione del parcheggio attraverso l’impiego di una pavimentazione permeabile, mentre sul viale sono programmati anche la scarifica e il rifacimento dell’asfalto. L’obiettivo è fare in modo che una parte della pioggia non debba necessariamente correre tutta sull’asfalto e raggiungere contemporaneamente il sistema di raccolta, ma possa essere trattenuta e progressivamente assorbita.

Dopo l’alluvione, il problema delle acque dentro Venturina

Perché la sicurezza idraulica di Venturina non riguarda soltanto gli argini del Cornia. La grande alluvione della notte tra il 17 e il 18 ottobre 2024 mostrò certamente la fragilità del sistema fluviale, con il Cornia che ruppe gli argini in più punti e l’acqua che invase campagne, strade e abitazioni. Ma fece emergere anche un secondo problema: quello della gestione delle acque all’interno del centro abitato.

Dopo l’alluvione, la stessa Amministrazione comunale indicò il sistema di smaltimento delle acque come una delle criticità sulle quali intervenire e avviò ulteriori approfondimenti sulla regimazione idraulica di Venturina.

L’attenzione si è concentrata in particolare sulla parte sud-est dell’abitato, su via dei Mille, via del Lavoro e sui corsi d’acqua che attraversano quella zona.

Da quegli studi sono emerse anche ipotesi molto più consistenti, come quella di una nuova vasca di laminazione nell’area di via del Lavoro, con soluzioni progettuali il cui costo è stato stimato tra 1,7 e 2,9 milioni di euro. Un’opera che è entrata nella pianificazione per la riduzione del rischio idraulico di Venturina Est e per la quale resta centrale il tema delle risorse necessarie alla realizzazione.

Gli argini rotti nel 2024 sono stati riparati

Questo non significa che in questi due anni nulla sia stato fatto. Anzi. Dopo l’alluvione sono stati eseguiti numerosi interventi di somma urgenza sulle ferite lasciate dalla piena. Le rotte del Cornia a Bandita, quelle tra la Vecchia Aurelia e la ferrovia, gli interventi sul Rio Merdancio a Montioncello e altri lavori sul territorio sono stati progressivamente realizzati e, in diversi casi, sono arrivati al certificato di regolare esecuzione.

Anche sul Corniaccia è in corso un intervento strutturale importante: il nuovo ponte di via Cerrini, inserito in un sistema di opere che comprende la riprofilatura del corso d’acqua e la grande vasca di laminazione già realizzata negli anni precedenti.

Il problema che emerge oggi alla Fiera è dunque diverso. Non è corretto sovrapporre qualche ora di pioggia intensa del settembre 2026 all’evento eccezionale dell’ottobre 2024, né attribuire l’allagamento della strada alle stesse cause delle rotte del Cornia senza elementi tecnici che lo dimostrino, ma è altrettanto difficile ignorare ciò che quelle fotografie mostrano.

Quando l’acqua torna, torna anche la paura

Oggi sulla Val di Cornia era stata emessa un’allerta arancione per temporali forti e rischio idrogeologico-idraulico del reticolo minore. Il Comune aveva adottato preventivamente una serie di misure, arrivando a chiudere anche l’impianto indoor dell’area fieristica. Poi la pioggia è arrivata. E l’acqua si è nuovamente raccolta proprio lì. Per chi ha visto cosa accadde nell’ottobre di due anni fa, probabilmente è questo il dato più difficile da misurare: la paura non segue i millimetri del pluviometro.

Nell’ottobre 2024 l’acqua entrò nelle case, costrinse le persone a lasciare le proprie abitazioni, sommerse migliaia di ettari di campagne e aprì enormi ferite negli argini. Oggi non è successo niente di tutto questo.

Ma proprio per questo l’immagine della Fiera allagata pone una domanda molto concreta, senza bisogno di allarmismi e senza processi sommari: quanto tempo servirà ancora perché il progetto pensato specificamente per quella zona diventi realtà? Perché i 400mila euro sono stati trovati. E dopo quello che Venturina ha vissuto, ogni volta che la pioggia torna a cadere forte il tempo diventa parte della sicurezza.

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