Finisce la scuola, resta la solitudine: «Per mio figlio autistico non c'è nulla» | MaremmaOggi Skip to content

Finisce la scuola, resta la solitudine: «Per mio figlio autistico non c’è nulla»

Dopo la fine della scuola, un ragazzo autistico resta senza assistenza e senza centri estivi. La madre denuncia la solitudine delle famiglie che convivono con l’autismo grave. «Mancano le istituzioni. Non è giusto. Non è dignitoso. Non si può continuare ad abbandonare così le famiglie come la mia»
Immagine di repertorio

GROSSETO. «Finisce la scuola. E mentre ringrazio con tutto il cuore chi c’è stato davvero, non posso fare a meno di pensare a chi, ancora una volta, avrebbe dovuto esserci e non c’era».

È un saluto dal retrogusto amaro quello della mamma di un adolescente con autismo severo che da questi giorni in poi dovrà farei i conti con centri estivi assenti e nessuna assistenza.

Il grande assente in questa storia sono le istituzioni, e lei lo spiega in modo cristallino, parlando a cuore aperto.

Il grazie alla scuola pubblica

L’ultimo giorno di scuola per molti è solo l’inizio dell’estate. «Per noi, invece – dice – è molto di più».

Per la sua famiglia è stato un anno molto duro e, con l’inizio delle vacanze, per loro è arrivato il momento di fare dei bilanci. Il grazie più sentito va alle insegnanti che hanno seguito il figlio e che gli sono state vicine nei momenti più difficili. «Senza di loro io e mio marito ci saremmo sentiti completamente soli». Un sostegno che va oltre il programma scolastico e che spesso diventa un punto di riferimento fondamentale anche per i genitori.

L’assenza delle istituzioni

Le note dolenti arrivano però quando si parla di sostegni concreti da parte delle istituzioni. Durante l’anno si sono svolti tre gruppi di lavoro operativi alla presenza delle insegnanti e dell’educatrice. «Assenti, invece figure che dovrebbero essere fondamentali: la neuropsichiatra e l’assistente sociale. Mi chiedo a cosa servano certi incontri quando chi dovrebbe esserci non c’è».

Per la madre e la sua famiglia il problema non è la scuola «Il problema – sottolinea – è l’assenza delle istituzioni». E oggi con la fine della scuola finisce anche quel sostegno quotidiano che per il ragazzo era essenziale.

«D’ora in poi non c’è nulla»

«Da ora in poi non c’è nulla – prosegue – Niente scuola, niente supporto, niente centri estivi. E così le famiglie restano sole. Sole a cercare aiuti, sole a organizzare le giornate, sole a trovare qualcuno disposto a dare una mano».

Non c’è un centro che potrà ospitare il ragazzo durante l’estate: «Devi sperare nell’empatia e nella disponibilità delle persone perché anche riuscire ad andare a lavorare diventa un privilegio, perché per i centri estivi lui è considerato “troppo grave“, troppo difficile da seguire, troppo problematico».

Quella di questa madre è la realtà di tantissime famiglie in molte parti d’Italia. «Famiglie che ogni giorno devono lottare per ottenere diritti che dovrebbero essere garantiti. Famiglie costrette a scrivere, chiedere, sollecitare, ricorrere ad avvocati per vedere riconosciuto ciò che dovrebbe essere normale. Non è giusto. Non è dignitoso. Non si può continuare ad abbandonare così le famiglie come la mia».

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