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Fare Massa Marittima: «Fuori la politica dalla battaglia per il distretto»

L’associazione Fare ribadisce la natura civica della battaglia per il distretto. Ma è gran parte della Maremma che critica le gestione della sanità
L'ospedale Sant'Andrea di Massa Marittima e il pronto soccorso
L’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima e il pronto soccorso

MASSA MARITTIMA. La politica resti fuori dalla battaglia per il distretto delle Colline Metallifere. Lo ribadisce l’associazione Fare di Massa Marittima che, da poco più di un anno, ha raccolto oltre 2000 firme a sostegno dell’iniziativa.

Firme trasversali, sia chiaro, tanto che anche il consiglio comunale, visto il sostegno da parte di numerosi esponenti del Pd, ha votato all’unanimità una mozione che chiede, di fatto, la “secessione” da Grosseto.

E lo ha fatto pur essendo, il sindaco di Massa Marittima, il presidente del Coeso, cioè la Società della salute dell’attuale distretto che comprende tre quarti della Maremma.

Certo è che il tema, ma non poteva essere diversamente, è diventato anche un caso politico.

Un caso sintomo di un malessere diffuso, tanto che anche l’Amiata vuole intraprendere un percorso analogo.

Le recenti dimissioni del sindaco di Santa Fiora, Federico Balocchi, dal Coeso stesso, sono un chiaro messaggio dell’insoddisfazione dei territori per la gestione della sanità. Balocchi ha anche incassato il sostegno dell’ex sindaco di Castel del Piano, Franco Ulivieri, che si trovò a dover gestire in prima persona gli accorpamenti fra zone.

E le due lettere aperte del sindaco di Grosseto all’Asl sulla penalizzazione della Maremma, rimaste per il momento senza risposta, confermano che il pentolone sta ribollendo. 

Dai territori insoddisfazione per la gestione della sanità in Maremma

Dai territori sempre più si manifesta l’insoddisfazione, a oltre 8 anni dalla creazione dell’Asl Sud Est (1° gennaio 2016), per la gestione della sanità in un’area vastissima e in Maremma in particolare.

Un’area che da sola è oltre la metà della Toscana (circa 11.560 km² su 22.990 km²) con una popolazione che invece è quasi un quinto (838.150 contro 3.744.398, 72,50 ab./km² contro 162,87 ab./km² dell’intera regione, 255 ab./km² nelle altre 7 province), distribuita su 101 Comuni, molti dei quali piccoli e montani. Comuni svantaggiati, con indice di vecchiaia altissimo.

Il sindaco di Grosseto l’ha detto chiaro, altri sfumano la questione, ma il problema è nella distribuzione del potere, che poi è la cosa che alla politica interessa di più: la “testa” dell’Asl è ad Arezzo, a Siena c’è l’ospedale più importante e l’università, la Maremma si sente al terzo posto in un sistema che, quando era nato, prometteva di essere equidistante.

Lunedì 26 all’ospedale Misericordia il direttore generale Antonio D’Urso illustrerà la nuova programmazione di Area Vasta per il trienno 24-26. Sarà quella l’occasione per avere le risposte sui malesseri di un’intera provincia.

Fare: «È una richiesta civica, che viene dalla gente»

L’associazione Fare di Massa Marittima interviene quindi in considerazione della risonanza mediatica sul dibattito relativo all’istituzione di un distretto socio sanitario delle Colline Metallifere e fa alcune considerazioni per rimarcare la centralità che l’associazione stessa ha avuto nel generare un così forte interesse civico e politico.

«Al momento della sua costituzione – scrive il presidente di Fare, Andrea Vinciarelli -, il 28 gennaio 2023, fu annunciata, come prima iniziativa, una petizione con una raccolta di firme, finalizzata a far valutare agli organi amministrativi preposti il ripristino di un distretto socio sanitario delle Colline Metallifere, scorporandosi dall’attuale  struttura».

«Raccolta firme che ha poi raggiunto un insperato successo di sottoscrizioni, ottenuto con il contributo  di componenti civiche, associative e politiche».

«Sono stati poi organizzati due convegni pubblici, il 31 marzo 2023 e il16 settembre sul primo il percorso da intraprendere  per ottenere la riuscita della proposta e con le testimonianze di amministratori dell’aretino, che hanno vissuto questa modifica organizzativa del socio sanitario nel loro territorio». Valtiberina e Casentino, infatti, si sono staccati da Arezzo.

La mozione in consiglio regionale

«Successivamente è stata presentata una mozione in Regione Toscana, la n.1360 del 18 luglio 2023,a cura del vice presidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli e sottoscritta dai consiglieri Maurizio Sguanci e Andrea Ulmi, in cui si impegna la giunta regionale  a valutare, di concerto con la commissione consiliare competente l’ipotesi di istituzione di un distretto socio sanitario delle Colline Metallifere».

«Il 4 ottobre 2023 l’associazione Fare  ha consegnato al presidente della terza commissione sanità e politiche sociali, Enrico Sostegni, le circa 2300 firme raccolte sul territorio».

«L’8 febbraio scorso il presidente della stessa associazione, Andrea Vinciarelli, è stato audito dalla stessa commissione».

«In quella sede sono state ribadite le motivazioni che si ritengono alla base  della richiesta proveniente dalla collettività  del comprensorio delle Colline Metallifere. In tutto questo percorso ,si è progressivamente assistito ad una forte politicizzazione sul  tema, con conseguenti confronti partitici».

«L’auspicio ,è che la tematica debba  rimanere nell’alveo essenzialmente civico, in cui  è nata e si è sviluppata».

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