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Massa Marittima, la battaglia per il Distretto è per l’ospedale

Il distretto delle Colline Metallifere ha senso se porta con sé la tutela e il potenziamento dell’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima
L'ospedale Sant'Andrea di Massa Marittima
L’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima

MASSA MARITTIMA. La battaglia per il Distretto delle Colline Metallifere, sostenuta da quasi 2500 firme raccolte dall’associazione Fare, è soprattutto una battaglia per l’ospedale Sant’Andrea.

Il Comune ha sostenuto la mozione, firmata anche da tanti militanti Pd, riconoscendo che l’associazione guidata da Andrea Vinciarelli ha intercettato un sentimento popolare forte. La mozione È stata approvata dal consiglio all’unanimità, con delibera numero 6 del 2024. (clicca QUI per scaricarla)

E lo ha fatto pur avendo un sindaco che, in questa partita, gioca in un complicato doppio ruolo, essendo anche presidente del Coeso, la società della salute che riunisce tutti i Comuni del distretto grossetano.

Perché, e lo vedremo, un tema è l’ospedale, con i reparti e anche la medicina territoriale, quindi gli ambulatori, e un altro tema è il sociale.

Una firma per il Sant’Andrea

Il punto, quindi, è l’ospedale.

Chi ha firmato l’ha fatto soprattutto per tutelare il Sant’Andrea, ospedale quarto per accessi dopo Arezzo, Grosseto e Montevarchi, ospedale che ha più accessi di Orbetello, che pure è riferimento del distretto delle Colline dell’Albegna

Una cosa è bene chiarirla. La nascita di un eventuale distretto,  non porta con sé che l’ospedale diventi il riferimento dello stesso. Per la Regione, che ha l’ultima parola sui distretti, il passaggio non è automatico.

Nell’aretino le zone della Valtiberina e del Casentino hanno ottenuto il distretto, staccandosi da Arezzo, ma gli ospedali di Bibbiena e Sansepolcro sono rimasti sotto quello del capoluogo.

Quindi la battaglia ha senso se porta con sé la tutela del Sant’Andrea, altrimenti le cose cambiano fino a un certo punto.

Fra l’altro il Sant’Andrea è un ospedale  in attesa di due nuovi primari e, soprattutto in estate, sopporta una pressione importante. Niente lascia pensare che possa essere depotenziato, serve piuttosto un percorso di crescita.

Il tema del sociale

Poi c’è il tema del sociale. Prima c’erano tre Sds (Grosseto, Amiata, Colline), ma con il Coeso che le ha accorpate, la situazione è decisamente migliorata. In questo settore la forza di più Comuni riuniti può avere un peso maggiore, anche nell’intercettare finanziamenti.

Il quadro dell’organizzazione dell’Asl Sud Est

Per farsi un’idea più chiara, questa è, al momento, l’organizzazione dell’Asl Sud Est, all’interno della quale ci sono 10 sedi territoriali, o zone.

Grosseto (4503 kmq di territorio, 28 Comuni) ne ha 2

La zona distretto Amiata Grossetana – Colline Metallifere – Grossetana

comprende i comuni di: Arcidosso, Campagnatico, Castel Del Piano, Castell’Azzara, Castiglione Della Pescaia, Cinigiano, Civitella Paganico, Follonica, Gavorrano, Grosseto, Massa Marittima, Montieri, Roccalbegna, Roccastrada, Santa Fiora, Scansano, Scarlino, Seggiano, Monterotondo Marittimo e Semproniano.

La zona distretto Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana corrisponde con il Coeso, la Società della Salute delle zone Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana.

Gli ospedali presenti sono il Misericordia di Grosseto, il Sant’Andrea di Massa Marittima e l’ospedale di Castel del Piano.

La zona distretto Colline dell’Albegna

comprende i comuni di: Capalbio, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano, Sorano. Non ha società della salute.

Gli ospedali presenti sono quello di Orbetello e quello di Pitigliano.

Siena (3232 kmq territorio, 36 Comuni) ne ha 3

La zona distretto Senese

comprende i comuni di: Asciano, Buonconvento, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Chiusdino, Gaiole in Chianti, Montalcino, Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Monticiano, Murlo, Radda in Chianti, Rapolano Terme, Siena, Sovicille.

La zona distretto Senese corrisponde con la Società della Salute Senese.

Qui è presente l’Azienda ospedaliera universitaria senese, una delle tre in Toscana (le altre sono Pisa e Firenze) che, con l’ospedale Le Scotte, è riferimento per la città di Siena per le funzioni di base e per la popolazione dell’area vasta Toscana sudest, cioè residente nelle province di Siena, Arezzo e Grosseto, per le funzioni regionali (cardiochirurgia, chirurgia toracica, neurochirurgia, attività trapiantologica).

La zona distretto Amiata Val d’Orcia Valdichiana Senese

comprende i comuni di: Abbadia San Salvatore, Castiglione d’Orcia, Cetona, Chianciano Terme, Chiusi, Montepulciano, Piancastagnaio, Pienza, Radicofani, San Casciano dei Bagni, San Quirico d’Orcia, Sarteano, Sinalunga, Torrita di Siena, Trequanda.

La zona distretto Amiata Senese e Val d’Orcia – Valdichiana Senese corrisponde con la Società della Salute Amiata Senese e Val d’Orcia – Valdichiana Senese.

Gli ospedali presenti sono quelli di Nottola-Montepulciano e Abbadia San Salvatore.

La zona distretto Alta Val d’Elsa

comprende i comuni di: Casole d’Elsa, Colle Val D’Elsa, Poggibonsi, Radicondoli, San Gimignano.

La zona distretto Alta Val d’Elsa corrisponde con la Società della Salute Alta Valdelsa.

È presente l’ospedale di Campostaggia Poggibonsi.

Arezzo (3820 kmq di territorio, 35 Comuni) ne ha 5

La zona distretto Aretina

comprende i comuni di: Arezzo, Capolona, Castiglion Fibocchi, Civitella della Chiana,  Monte San Savino e Subbiano.

Non ha società della salute. L’ospedale presente è il San Donato di Arezzo.

La zona distretto Casentino

comprende i comuni di:  Bibbiena, Castel Focognano, Castel S.Niccolò, Chitignano, Chiusi della Verna, Montemignaio, Ortignano Raggiolo, Pratovecchio- Stia, Poppi e Talla.

Non ha società della salute. L’ospedale è quello di Bibbiena.

La zona distretto Valdarno

comprende i comuni di: Bucine, Castelfranco Piandiscò, Cavriglia, Laterina Pergine Valdarno, Loro Ciuffenna, Montevarchi, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini.

Non ha società della salute. L’ospedale è La Gruccia di Montevarchi.

La zona distretto Valdichiana aretina

comprende i comuni di: Cortona, Castiglion Fiorentino, Foiano, Lucignano, Marciano.

Non ha società della salute. L’ospedale è quello di Cortona.

La zona distretto Valtiberina

comprende i comuni di: Anghiari, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Monterchi, Pieve S. Stefano, Sansepolcro e Sestino.

Non ha società della salute. L’ospedale è quello di Sansepolcro.

Il tavolo della salute: «Grave l’assenza di Follonica»

L’audizione a Firenze dell’8 febbraio è stato un momento di esposizione e confronto con i rappresentanti della Regione Toscana che lascia soddisfatti anche i rappresentanti del  Tavolo della salute e dei gruppi politici di opposizione che hanno sposato da subito la proposta dell’Associazione Fare per tornare alla zone – distretto che sino alla fine del 2017 avevano governato i processi di salute sul territorio.

«Abbiamo raccolto impressioni positive dal confronto – dicono Luciano Fedeli, Fiorenzo Borelli, Daniele Brogi e Daniele Gasperi – e auspichiamo che si possa giungere ad una conclusione positiva rispetto alla richiesta avanzata nel documento approvato in consiglio comunale e sul quale abbiamo contribuito in modo sostanziale ad apportare modifiche rafforzative».

Un momento dell'audizione in commissione sanità della Regione
Un momento dell’audizione in commissione sanità della Regione

«Dobbiamo tuttavia evidenziare alcuni punti che dovranno essere chiariti che fanno parte della metodologia di lavoro e sui contenuti».

«È indubbio che l’assenza di alcune amministrazioni locali rappresenta un punto di debolezza della proposta e questo deriva dal fatto che il comune di Massa ha fatto propria la proposta di Fare senza attivare quei confronti istituzionali che attivassero quel percorso per arrivare ad una condivisione della costituzione o meglio del ripristino del distretto socio – sanitario delle Colline Metallifere».

«L’assenza all’audizione di Follonica pesa notevolmente anche perché sarà quella la sede naturale e logica del distretto e non si può certo pensare che sia l’associazione Fare a “mediare” con gli altri comuni la proposta ma dovrà necessariamente farlo il comune di Massa in un confronto tra medesimi livelli istituzionali».

«Questo evidentemente non è stato fatto e lo si capisce soprattutto dalle parole di Giacomo Termine che ha rilanciato l’idea di sub aree distrettuali che sono ben altra cosa dall’andare a ricostituire una zona che per caratteristiche storiche, territoriali e culturali è omogenea come quella delle Colline Metallifere».

«Si deve quindi recuperare questo gap che si unisce ad una metodologia che non deve ripetere gli errori del passato quando la proposta è stata di fatto approvata, mai discussa e sottoposta all’approvazione dei consiglio comunale ed ha ottenuto i voti della sola maggioranza».

«Bisogna attivare un processo di partecipazione reale che coinvolga tutto il territorio partendo dai cittadini, dalle associazioni di volontariato, dalle parti sociali che sono i veri “sensori” che possono evidenziare i bisogni di salute presenti sul territorio».

«Rendere il presidio ospedaliero autonomo»

«Si dovrà puntare quindi al rilancio dei servizi e a rendere il presidio ospedaliero autonomo e quindi riferimento distrettuale per garantire quella continuità assistenziale e offrire ai cittadini percorsi chiari».

«Per questo il Tavolo della salute propone che venga elaborato un patto della salute elemento di comunicazione per i cittadini che disegni quelli che saranno i futuri servizi distrettuali e ospedalieri presenti nel distretto delle Colline Metallifere».

«Questo garantisce un cambiamento importante e fa sì che il governo di questi processi torni in mano ai sindaci, ai comuni e soprattutto alle comunità locali».

 

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