Ex sugherificio, condanna del Tar: quasi 234mila euro al Comune e un’area ceduta gratis | MaremmaOggi Skip to content

Ex sugherificio, condanna del Tar: quasi 234mila euro al Comune e un’area ceduta gratis

Svolta nella lunga vicenda urbanistica del Bivio Rondelli. I giudici danno ragione al Comune di Follonica sulle opere di urbanizzazione rimaste incompiute: Impredil e i proprietari dovranno risarcire l’ente. Ordinata anche la cessione di 990 metri quadrati e una nuova fideiussione
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L’area dell’ex sugherificio

FOLLONICA. Diciassette appartamenti realizzati, le opere di urbanizzazione che avrebbero dovuto accompagnare l’intervento rimaste invece incomplete e una controversia che, dopo anni di interrogazioni, atti amministrativi e carte bollate, arriva a un passaggio decisivo.

Il Tar della Toscana dà ragione al Comune di Follonica nella lunga vicenda dell’ex sugherificio Signori, nell’area del Bivio Rondelli, alla periferia sud della città.

Con la sentenza numero 1677 del 2026, il Tribunale amministrativo regionale ha accolto le richieste dell’amministrazione relative agli inadempimenti degli obblighi previsti dalla convenzione urbanistica e ha riconosciuto al Comune un risarcimento di 233.942,86 euro, oltre agli accessori stabiliti dal provvedimento.

La decisione non riguarda soltanto il denaro.

I giudici hanno disposto anche il trasferimento gratuito al Comune di un’area di 990 metri quadrati e ordinato la presentazione di una nuova garanzia fideiussoria entro 60 giorni.

Un pronunciamento importante in una vicenda che si trascina da anni e sulla quale già nel 2024 il Comune aveva deciso di rivolgersi alla giustizia amministrativa.

Diciassette appartamenti e le opere pubbliche rimaste incomplete

Al centro della controversia c’è la trasformazione urbanistica dell’area dell’ex sugherificio di via Massetana.

La convenzione sottoscritta nel 2016 disciplinava gli obblighi legati all’intervento edilizio: alla possibilità di realizzare gli edifici privati corrispondeva l’impegno a eseguire le opere di urbanizzazione e le altre opere previste dall’accordo con il Comune.

La parte privata dell’intervento è stata portata avanti e nell’area sono stati realizzati 17 appartamenti.

Diversa è stata invece la sorte di una parte delle opere che avrebbero dovuto accompagnare la lottizzazione.

Proprio la «mancata e/o incompleta e/o difettosa realizzazione delle opere di urbanizzazione» aveva spinto l’amministrazione comunale, già nel 2024, ad avviare l’azione davanti al Tar.

All’epoca il Comune aveva quantificato la propria richiesta di risarcimento in circa 256mila euro.

Adesso è arrivata la decisione dei giudici amministrativi.

Il Tar riconosce al Comune 233.942 euro

La somma riconosciuta dalla sentenza è pari a 233.942,86 euro.

La quantificazione è arrivata al termine del giudizio anche sulla base degli accertamenti tecnici effettuati nel corso del procedimento.

È importante, però, distinguere il riconoscimento giudiziale della somma dal suo effettivo incasso.

Impredil Srl si trova infatti in liquidazione giudiziale, circostanza che rende necessario attendere gli sviluppi della procedura anche per quanto riguarda il recupero delle somme riconosciute al Comune.

Non è quindi corretto affermare, allo stato, che i quasi 234mila euro siano già entrati nelle casse dell’ente.

La sentenza rappresenta comunque un risultato rilevante per l’amministrazione, che vede riconosciute dal Tar le proprie richieste relative agli obblighi rimasti inadempiuti.

Al Comune anche 990 metri quadrati

C’è poi un secondo passaggio particolarmente significativo.

Il Tar ha disposto il trasferimento coattivo e gratuito in favore del Comune di Follonica di un’area di 990 metri quadrati, individuata negli atti catastali richiamati nel provvedimento.

La disponibilità dell’area è legata alla necessità di poter procedere con il completamento delle opere previste dalla convenzione urbanistica.

Il Comune, quindi, non ottiene soltanto il riconoscimento economico del danno, ma anche la possibilità di acquisire una superficie necessaria per affrontare concretamente ciò che è rimasto incompiuto.

Una nuova fideiussione entro 60 giorni

La sentenza interviene anche su un altro tema che aveva accompagnato per anni la vicenda dell’ex sugherificio: quello delle garanzie fideiussorie.

I giudici hanno ordinato ai soggetti obbligati di presentare una nuova fideiussione entro 60 giorni.

Un passaggio tutt’altro che marginale, perché proprio la presenza e l’efficacia delle garanzie destinate ad assicurare l’esecuzione delle opere di urbanizzazione erano finite negli anni al centro delle contestazioni politiche e amministrative.

Una storia che era già esplosa nel 2024

La questione dell’ex sugherificio era diventata pubblica ben prima dell’arrivo della sentenza.

Nel 2024 MaremmaOggi aveva ricostruito la decisione del Comune di rivolgersi al Tar proprio per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla realizzazione incompleta o difettosa delle opere di urbanizzazione relative alla lottizzazione.

La vicenda era stata sollevata anche attraverso numerose interrogazioni del consigliere comunale Daniele Pizzichi, che aveva chiesto chiarimenti sulle opere e sulle fideiussioni collegate all’intervento.

Da quelle contestazioni si era sviluppata una vicenda molto più ampia, arrivata poi sul tavolo della giustizia amministrativa.

Ora resta da completare ciò che manca

La sentenza 1677/2026 rappresenta dunque una svolta, ma non necessariamente l’ultimo capitolo della storia.

Come ogni pronuncia del Tar, infatti, la decisione può essere oggetto degli strumenti di impugnazione previsti dall’ordinamento.

C’è inoltre la liquidazione giudiziale di Impredil, che dovrà essere tenuta in considerazione nella fase di recupero delle somme.

Ma dal punto di vista del Comune il risultato ottenuto è significativo: il Tar ha riconosciuto le pretese economiche legate agli inadempimenti della convenzione, ha disposto il trasferimento dell’area di 990 metri quadrati e ha imposto una nuova garanzia fideiussoria.

Dopo anni di contenzioso, il nodo torna quindi al punto dal quale tutto era cominciato: completare le opere pubbliche che avrebbero dovuto accompagnare fin dall’inizio la costruzione dei 17 appartamenti dell’ex sugherificio.

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