GROSSETO. L’estate è finita sul calendario, ma non nei termometri. Per tre mesi Grosseto ha vissuto dentro una lunga parentesi di caldo, quasi senza interruzioni: 79 giornate sopra i 30 gradi, 49 oltre i 34 e 68 notti tropicali, durante le quali la temperatura minima non è mai scesa sotto i 20 gradi.
Numeri che trasformano una sensazione condivisa da tutti – quella di un’estate interminabile, soffocante anche dopo il tramonto – in un dato scientifico. L’analisi realizzata da Roberto Costantini, responsabile della sede distaccata del LaMMA a Grosseto, sulla base delle rilevazioni della stazione meteorologica cittadina, ricostruisce l’andamento dell’intera estate 2026 e lo confronta con le medie climatiche degli ultimi decenni.
Ne emerge il racconto di una stagione eccezionale, caratterizzata da temperature molto elevate sia di giorno sia di notte, ma anche da un cambiamento più profondo: il progressivo indebolimento dell’anticiclone delle Azzorre e la sempre maggiore influenza sul Mediterraneo dell’anticiclone subtropicale africano.
Quello che segue è il report completo di Costantini.
Un’estate che non dimenticheremo
Con il 31 agosto si è conclusa l’estate meteorologica. Possiamo quindi fare alcune analisi che ci illustrino, dati alla mano, l’andamento di un trimestre apparso eccezionalmente caldo non soltanto nelle nostre zone, ma nell’intera Europa.
Prima di vedere nel dettaglio i dati – che potremmo riassumere con la formula «caldo eccezionale sia diurno sia notturno per tutta l’estate» – è utile spiegare in modo semplice che cosa sono l’anticiclone delle Azzorre e quello subtropicale africano, definito anche “sahariano”.
Il fenomeno che più di ogni altro ha caratterizzato quest’estate, a partire dalla metà di giugno, è sicuramente la persistente presenza dell’anticiclone subtropicale africano. Se fino a pochi anni fa l’influenza di questo anticiclone sull’Italia era decisamente marginale, per non dire quasi assente, negli ultimi anni – e certamente in modo preponderante nel 2026 – la sua presenza è diventata molto importante.
La netta perdita di potenza dell’anticiclone delle Azzorre, che assicurava una naturale barriera alla risalita delle correnti calde di origine sahariana, convogliando sull’area mediterranea flussi atlantici e quindi correnti d’aria relativamente fresca, ha lasciato campo libero all’altro anticiclone.
Il rapporto che intercorre tra queste due figure atmosferiche è quindi alla base del meccanismo che spiega l’aumento delle temperature estive che, di anno in anno, stiamo sperimentando in maniera sempre più pesante.
Che cosa sono i due anticicloni
Entrambi appartengono alla stessa famiglia: quella degli anticicloni subtropicali, cioè le aree di alta pressione semipermanenti che si formano intorno al trentesimo parallelo per effetto della cella di Hadley. L’aria calda equatoriale sale, si raffredda in quota e ridiscende comprimendosi proprio in quella fascia di latitudine.
L’anticiclone delle Azzorre ha origine oceanica ed è centrato sull’omonimo arcipelago nell’Atlantico. Porta aria mite e stabilità, con un’escursione termica tra il giorno e la notte contenuta.
L’anticiclone subtropicale africano, chiamato anche nordafricano o sahariano, ha invece origine continentale e sovrasta il Sahara in modo quasi permanente. Porta aria molto calda, a volte carica di polveri desertiche, con caldo intenso sia di giorno sia di notte.
Una competizione per lo stesso spazio
I due anticicloni possono essere considerati come differenti forme di alta pressione, i cui effetti si estendono al bacino del Mediterraneo e a buona parte dell’Europa occidentale.
Sono tra loro in competizione, un po’ come se si contendessero lo stesso spazio di influenza.
Fino alla metà degli anni Novanta l’anticiclone delle Azzorre era decisamente forte e riusciva a tenere confinato a sud quello africano, assicurando estati con temperature tipiche di quello che viene definito clima mediterraneo: massime intorno ai 30 gradi, notti fresche e un basso tasso di umidità relativa.
La progressiva perdita di forza dell’anticiclone delle Azzorre ha consentito l’espansione verso nord di quello africano, che è andato a occupare un’ampia area dell’Europa occidentale lasciata libera dalla mancata presenza dell’alta pressione azzorriana.

Perché l’anticiclone delle Azzorre si è indebolito
La causa è legata alla circolazione atmosferica generale, alterata dal riscaldamento globale.
In questo processo hanno grande importanza quelle che vengono chiamate celle di Hadley, aree nelle quali avviene il rimescolamento atmosferico dalle zone tropicali più calde a quelle subtropicali meno calde.
È il meccanismo principale per il trasferimento del calore da sud verso nord nel nostro emisfero, cioè tra la zona calda equatoriale e quella fredda del Polo.
Il cambiamento climatico ha modificato il posizionamento dei centri di alta e bassa pressione e, di conseguenza, quello di queste strutture, che a loro volta hanno cambiato il comportamento degli anticicloni estivi.

Come si stabilisce se un’estate è normale
Per valutare se questa estate, o quelle degli anni appena trascorsi, possano essere considerate climaticamente “normali” o “particolari”, bisogna fare riferimento alle cosiddette medie trentennali.
Le medie trentennali, ufficialmente definite dall’Organizzazione meteorologica mondiale come “Normali climatiche”, sono i valori medi di variabili meteorologiche – come temperatura, precipitazioni, umidità e soleggiamento – calcolati su un periodo standard di trent’anni.
Istituite dall’Organizzazione meteorologica mondiale nel 1935, servono a definire il clima tipico di una determinata area geografica e a stabilire se un certo periodo – un giorno, un mese oppure un anno – sia più caldo o più freddo, più secco o più piovoso rispetto alla normalità. Sono quelle che vengono definite anomalie.
Il periodo di trent’anni è stato scelto perché è considerato abbastanza lungo da smorzare le normali variazioni meteorologiche da un anno all’altro, come un’annata insolitamente nevosa o un’estate eccezionalmente fresca. Allo stesso tempo, è abbastanza breve da consentire di rilevare eventuali tendenze legate ai cambiamenti climatici.
Queste medie vengono aggiornate ogni dieci anni. Attualmente, il riferimento storico utilizzato per valutare i cambiamenti climatici sul lungo periodo va dal 1961 al 1990, mentre il trentennio 1991-2020 costituisce il periodo standard più recente.
Tra questi due riferimenti si collocano i trentenni 1971-2000 e 1981-2010, che permettono di comprendere la progressione dei cambiamenti avvenuti negli ultimi cinquant’anni.
In questa analisi utilizzeremo i dati degli ultimi tre riferimenti climatologici trentennali disponibili, confrontandoli sia con gli anni successivi all’ultimo trentennio di riferimento, cioè il periodo 2021-2026, sia, in particolare, con il 2026.
Da Archimede alla stazione meteorologica del LaMMA
Dopo l’assedio e la conquista di Siracusa, nel 212 avanti Cristo, il console romano Marco Claudio Marcello portò a Roma le macchine e le sfere celesti create da Archimede, intuendone la grandissima importanza scientifica per lo studio del cielo.
Oggi, molto più semplicemente, abbiamo a Grosseto la stazione meteorologica del LaMMA, che ci consente – senza dover ricorrere a interpretazioni fantasiose e prive di fondamento scientifico – di monitorare e studiare, anno dopo anno, l’andamento del clima della nostra città.
Vediamo quindi, proprio sulla base dei dati registrati da questa stazione meteorologica, come si può caratterizzare l’estate appena trascorsa.
Giugno, il caldo arriva subito
Già il primo mese dell’estate ha fatto registrare valori di temperatura molto elevati.
Il 22 giugno è stato il giorno più caldo del mese, con ben 38,2 gradi, mentre la media delle temperature massime giornaliere ha sfiorato i 32 gradi, attestandosi esattamente a 31,8 gradi.
Un valore che si discosta in modo molto significativo dalle medie trentennali: 5,1 gradi in più rispetto ai 26,7 gradi del periodo 1971-2000 e 3,4 gradi in più rispetto all’ultimo trentennio 1991-2020, durante il quale la media delle temperature massime di giugno era già salita a 28,4 gradi.
Il grafico mostra chiaramente l’inarrestabile incremento delle temperature massime già nel mese di giugno, con un’accelerazione importante negli ultimi anni.

Le minime aumentano ancora più rapidamente
Ancora più consistente è l’aumento delle temperature minime, registrate tipicamente durante le ore notturne. Nel periodo 1971-2000 la temperatura minima media mensile si attestava su un valore inferiore ai 14 gradi. È poi passata a 14,3 gradi nel trentennio 1981-2010 ed è salita ancora, fino a 15 gradi, nel periodo 1991-2020.
Giugno 2026 ha invece registrato una temperatura minima media mensile di ben 19,3 gradi, vale a dire 5,5 gradi in più rispetto a trent’anni fa.
Vedremo come l’anomalia termica riferita alle temperature minime sia rimasta importante anche nei successivi mesi di luglio e agosto, caratterizzando in modo davvero eccezionale l’intera estate 2026.

Luglio, il caldo non concede tregua
Anche luglio è stato caratterizzato da una forte anomalia termica. Per quanto riguarda le temperature massime, il mese ha fatto segnare 3,8 gradi in più rispetto alla media climatologica del periodo 1971-2000, raggiungendo una temperatura massima media mensile di 33,9 gradi.
Il 31 luglio è stato il giorno più caldo del mese: il termometro della stazione LaMMA di Grosseto ha registrato 38,2 gradi.

La brusca accelerazione del caldo notturno
Una situazione simile riguarda le temperature minime. Il valore minimo medio mensile di luglio 2026 è stato di 22,4 gradi, dunque nettamente superiore ai 20 gradi che rappresentano il limite utilizzato per definire le cosiddette notti tropicali.
È interessante osservare come si sia verificata una brusca accelerazione del caldo notturno a partire dall’inizio degli anni Venti del Duemila.
Mentre la media trentennale del periodo 1991-2020 rimaneva infatti ferma a 17,8 gradi, la media dei sei anni successivi – dal 2021 al 2026 – registra già un netto innalzamento, arrivando a 21,2 gradi.
Un aumento che risulta ancora più evidente prendendo in considerazione soltanto luglio 2026, quando la temperatura minima media ha raggiunto i 22,4 gradi.

Agosto, a Grosseto si sfiorano i 40 gradi
Anche agosto ha mantenuto l’andamento al rialzo osservato durante giugno e luglio. Per quanto riguarda le temperature massime, si passa dal valore medio mensile di 30,4 gradi, registrato nel trentennio 1971-2000, ai 35,3 gradi dell’agosto 2026.
Un aumento vicino ai cinque gradi: 4,9 gradi per la precisione.
Il giorno con la temperatura massima più elevata è stato il 13 agosto, quando a Grosseto sono stati raggiunti ben 39,2 gradi.


Cinque gradi in più anche durante la notte
Stessa sorte per le temperature minime, anch’esse aumentate di cinque gradi in poco più di trent’anni.
Si passa infatti dal valore medio mensile di 17,3 gradi del riferimento climatologico 1971-2000 ai 22,3 gradi registrati nell’agosto 2026.

L’estate 2026 nel suo insieme
L’analisi dei dati della stazione meteorologica cittadina del LaMMA dimostra quindi che quella appena conclusa è stata davvero un’estate eccezionale, che non ha lasciato tregua neppure durante le ore notturne.
A differenza di quella astronomica, l’estate meteorologica comincia il 1° giugno e termina il 31 agosto. Anche in questo caso, i grafici restituiscono una visione preoccupante del cambiamento climatico ormai in atto.
Assistiamo infatti a un aumento costante e consistente sia delle temperature massime diurne sia delle minime notturne, con un’accelerazione nell’ultimo quinquennio che non può lasciare indifferenti.

Un’estate particolarmente calda? Decisamente sì
Anche nel suo insieme trimestrale, l’estate 2026 rispecchia pienamente le caratteristiche evidenziate nei tre mesi che la compongono. La costante anomalia termica, riscontrata senza interruzioni a partire approssimativamente dalla metà di giugno, ha segnato l’intera stagione.
I valori delle temperature massime giornaliere indicano l’estate 2026 come più calda di 4,6 gradi rispetto alla media climatologica del trentennio 1971-2000.
Le temperature minime notturne hanno invece compiuto un balzo di ben 5,3 gradi, passando da un valore medio trimestrale di 16 gradi a 21,3 gradi.
Dal 17 giugno sempre sopra i 30 gradi
Vediamo adesso come si caratterizza l’intero periodo estivo, evidenziando soprattutto i valori estremi e le cosiddette ondate di calore.
Queste ultime sono state così continue da risultare difficilmente distinguibili le une dalle altre, proprio per la loro quasi totale assenza di interruzioni.
Dal 17 giugno, infatti, la temperatura massima giornaliera è stata sempre superiore ai 30 gradi. Se vogliamo individuare alcuni periodi caratterizzati da vere e proprie ondate di calore, ci viene in aiuto il grafico, nel quale sono evidenziate in rosso le serie di giorni consecutivi con temperature massime superiori ai 34 gradi.

Dal 19 giugno quasi soltanto notti tropicali
Per quanto riguarda l’andamento delle temperature minime, a partire dal 19 giugno Grosseto ha vissuto quasi esclusivamente notti tropicali, cioè con temperature superiori ai 20 gradi.
Le uniche eccezioni sono state tre brevissime interruzioni, registrate alla fine di luglio e alla fine di agosto.

La firma dell’anticiclone africano
Possiamo quindi affermare che l’aumento delle temperature massime estive, e in maniera ancora più marcata quello delle temperature minime, rappresenti la firma di un’area mediterranea sempre più dominata dall’anticiclone subtropicale africano anziché da quello delle Azzorre.
La conseguenza è un caldo intenso sia durante il giorno sia nel corso della notte. L’aria costantemente calda presente in quota impedisce infatti il raffreddamento notturno per irraggiamento, che era invece garantito dall’aria oceanica più mite trasportata dall’anticiclone delle Azzorre.
I dati dell’estate 2026 non descrivono dunque soltanto una stagione eccezionalmente calda. Mostrano la velocità con cui stanno cambiando le caratteristiche climatiche dell’intera area mediterranea.
Tutti i numeri dell’estate 2026
| Valore estremo | Data | Temperatura |
|---|---|---|
| Temperatura massima più elevata | 13 agosto | 39,2 °C |
| Temperatura massima più bassa | 5 giugno | 25,6 °C |
| Temperatura notturna più elevata | 14 agosto | 26 °C |
| Temperatura notturna più bassa | 14 giugno | 14,9 °C |
Giorni di caldo e notti tropicali
| Indicatore | Giorni | Incidenza sull’estate |
|---|---|---|
| Massima superiore a 30 °C | 79 | 86% |
| Massima superiore a 32 °C | 71 | 77% |
| Massima superiore a 34 °C | 49 | 53% |
| Massima superiore a 36 °C | 17 | 18% |
| Minima superiore a 20 °C | 68 | 74% |
| Minima superiore a 22 °C | 44 | 48% |
Il caldo continua fino al 9 settembre
Il caldo non si esaurirà immediatamente con la fine dell’estate meteorologica. Secondo Costantini, il tempo stabile continuerà fino al 9 settembre, con temperature massime ancora ben superiori alla media e oltre i 30 gradi. Le minime notturne saranno in diminuzione, ma non ancora propriamente fresche.
Dal 9 settembre si affaccerà una perturbazione che determinerà una consistente diminuzione delle temperature, riportandole sui valori tipici del periodo, con massime inferiori ai 30 gradi.
Tra il 10 e l’11 settembre è prevista una nuvolosità più consistente, con possibilità di piogge anche a carattere temporalesco, soprattutto nelle zone collinari e montane della provincia.
Rimane inoltre valida l’indicazione di prestare attenzione alla formazione pomeridiana dei cumulonembi: nubi spiccatamente temporalesche che possono svilupparsi anche durante giornate apparentemente serene, caratterizzate da temperature elevate e da vento debole o quasi assente.





