Ex anagrafe, il nuovo colore divide i grossetani: «Troppo giallo». Ma il Comune rassicura: «Tornerà com'è sempre stata» | MaremmaOggi Skip to content

Ex anagrafe, il nuovo colore divide i grossetani: «Troppo giallo». Ma il Comune rassicura: «Tornerà com’è sempre stata»

In via Saffi si avviano alla conclusione i lavori da 7 milioni di euro finanziati con il Pnrr. Il nuovo colore della facciata fa discutere, ma l’assessore Ginanneschi spiega: «È quello originario dell’edificio e con il tempo perderà intensità»
Il palazzo dell’ex anagrafe in via Saffi

GROSSETO. C’è chi passando davanti al cantiere ha rallentato il passo per osservarlo meglio. Chi ha commentato con un sorriso. E chi, invece, ha storto il naso. A far discutere non sono i lavori, ormai vicini alla conclusione, ma il colore scelto per la facciata dell’ex anagrafe di via Saffi, lo storico edificio che in passato ospitava anche l’ospedale cittadino.

Il nuovo rivestimento, infatti, è di un giallo particolarmente acceso, tanto da non passare inosservato a chi attraversa uno dei tratti più caratteristici del centro storico di Grosseto.

Dietro quella facciata, però, si nasconde uno dei più importanti interventi di recupero urbano degli ultimi anni: 20 nuove residenze realizzate grazie a un investimento di circa 7 milioni di euro finanziato con fondi del Pnrr.

Un progetto cambiato rispetto all’idea iniziale

L’intervento che oggi sta prendendo forma è molto diverso da quello immaginato nelle prime fasi progettuali.

Le versioni iniziali prevedevano infatti soluzioni architettoniche che, secondo l’amministrazione comunale, avrebbero rischiato di alterare l’identità del contesto storico nel quale l’edificio è inserito.

La scelta finale è stata quindi quella di modificare il meno possibile l’impianto originario, recuperando materiali, proporzioni e caratteristiche estetiche dell’antico fabbricato.

Proprio per questo motivo il colore scelto non rappresenta una novità, ma un ritorno alle origini.

«È il colore storico dell’edificio»

A spiegare la scelta è l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Ginanneschi. «Il colore giallo è in continuità con quello accanto – dice l’assessore – I pantoni, una volta stesi, si spengono e perdono di intensità. Anche le trame delle finestre e degli infissi riprendono quelle della vecchia anagrafe, proprio per non snaturare quel tratto di centro storico e rendere tutto il contesto armonico».

Chi teme che quel giallo così brillante possa restare invariato nel tempo, quindi, dovrà attendere ancora qualche mese. Secondo i tecnici e l’amministrazione, infatti, l’effetto visivo attuale è destinato ad attenuarsi progressivamente.

Nessuno slancio creativo: «Volevamo rispettare il centro storico»

L’obiettivo dei progettisti non era quello di realizzare un edificio moderno o di forte impatto estetico.

«Il palazzo è stato ristrutturato senza perseguire ambizioni architettoniche o artistiche – aggiunge Ginanneschi – Il progetto precedente, con la facciata a mattoncini e gli archi, non rispondeva al contesto del centro storico e proprio per questo abbiamo deciso di modificare il meno possibile l’esistente».

Il cantiere all’ex anagrafe

Una scelta che punta quindi alla continuità con il passato e alla valorizzazione dell’identità urbana della zona.

Venti nuove abitazioni grazie ai fondi del Pnrr

Il recupero dell’ex anagrafe rappresenta uno degli interventi più significativi finanziati attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

L’edificio, per anni inutilizzato, tornerà a vivere con la realizzazione di 20 nuove abitazioni, contribuendo al recupero di un immobile storico nel cuore della città.

Un’operazione che si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione del patrimonio pubblico grossetano, che comprende anche il restauro del Cassero senese, uno dei monumenti simbolo della città.

«Tra poco sembrerà che sia sempre stata così»

Per rassicurare i cittadini più scettici, l’assessore richiama un precedente molto noto ai grossetani. «Quando mi occupai del restauro della chiesa della Misericordia – ricorda Ginanneschi – successe la stessa cosa: il colore della facciata è rosato, ma alla prima stesura appariva rosso. Tra poco sembrerà che l’ex anagrafe di via Saffi sia sempre stata in questo modo».

Il dibattito, intanto, continua tra curiosità e commenti. Ma con il cantiere ormai alle battute finali sarà il tempo, più che le polemiche, a dire se quel giallo destinato a spegnersi riuscirà davvero a conquistare i grossetani o se continuerà a dividere l’opinione pubblica cittadina.

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