Le 48 pale sono lontane, ma l'energia arriva fino a Suvereto: il viaggio del maxi eolico | MaremmaOggi Skip to content

Le 48 pale sono lontane, ma l’energia arriva fino a Suvereto: il viaggio del maxi eolico

Il progetto ATIS disegna una nuova geografia energetica lungo la costa toscana: 864 megawatt prodotti al largo tra Gorgona e Capraia, cavi che attraversano il mare e poi una grande infrastruttura terrestre che scende verso sud fino alla stazione Cornia. Ecco perché, anche se le turbine saranno lontane, la partita riguarda da vicino la Val di Cornia
Un parco eolico in mare

SUVERETO. Le 48 pale eoliche previste dal progetto Atis saranno molto lontane dalla Val di Cornia, in mare aperto tra Gorgona e Capraia, ma per capire quanto questa gigantesca infrastruttura energetica riguardi anche il nostro territorio bisogna guardare oltre la posizione degli aerogeneratori e ricostruire il percorso che farà l’elettricità una volta prodotta.

È proprio seguendo i documenti depositati nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale che si arriva fino a Suvereto, dove la stazione elettrica Cornia rappresenta uno dei nodi interessati dalle opere necessarie al collegamento del parco offshore con la rete nazionale.

Il progetto, presentato da Atis Floating Wind Srl, prevede la realizzazione di un impianto eolico galleggiante da 864 megawatt, formato da 48 aerogeneratori da 18 megawatt ciascuno, installati in un’ampia zona di mare al largo della costa toscana.

Si tratta ancora di un progetto sottoposto alla procedura autorizzativa e ambientale e non di un’opera definitivamente approvata. Le carte disponibili permettono però di ricostruirne dimensioni, percorso e territori interessati, compresa una parte importante della provincia di Livorno.

Le pale in mare tra Gorgona e Capraia

Il cuore dell’impianto sarà molto lontano dalla costa della Val di Cornia. ATIS è stato progettato come un parco eolico offshore flottante, con turbine installate su piattaforme galleggianti ancorate al fondale anziché sulle tradizionali fondazioni fisse.

Complessivamente gli aerogeneratori saranno 48, ognuno con una potenza nominale di 18 megawatt, per arrivare agli 864 megawatt complessivi dell’impianto.

Una produzione enorme che rende necessario un sistema altrettanto importante per raccogliere l’elettricità generata dalle turbine e trasportarla verso la terraferma.

Ed è proprio questa seconda parte del progetto a interessare direttamente la provincia di Livorno e, più a sud, la Val di Cornia.

I cavi arrivano a Rosignano, poi il collegamento prosegue sulla terra

L’energia prodotta dagli aerogeneratori sarà raccolta in mare e convogliata attraverso cavi sottomarini verso la costa, con l’approdo previsto nell’area di Rosignano Marittimo.

Da quel momento comincia la parte terrestre dell’infrastruttura.

Per immettere nella rete nazionale una quantità di energia di queste dimensioni sono infatti necessari nuovi collegamenti e interventi sulle stazioni elettriche esistenti. Il sistema previsto interessa così una lunga fascia della provincia e coinvolge territori molto diversi tra loro.

Nella documentazione pubblicata dal ministero dell’Ambiente compaiono Rosignano Marittimo, Castellina Marittima, Cecina, Castagneto Carducci, Bibbona, Casale Marittimo, Montescudaio, Guardistallo, Riparbella, Sassetta e Suvereto.

È proprio quest’ultimo comune a portare il progetto ATIS dentro la Val di Cornia.

Da Castellina a Suvereto con il collegamento a 380 kV

Una delle opere principali previste a terra riguarda il collegamento fra l’area di Castellina Marittima e la stazione Cornia, nel territorio di Suvereto.

Il progetto prevede un elettrodotto ad altissima tensione, a 380 kV, lungo circa 45 chilometri, che per buona parte del percorso dovrebbe essere realizzato con linea aerea.

Un’infrastruttura che attraverserebbe quindi la campagna della provincia livornese da nord a sud, interessando anche territori nei quali il paesaggio agricolo, i vigneti e l’attività turistica rappresentano una componente importante dell’economia.

Non a caso proprio la parte terrestre del progetto ha già acceso il confronto nei territori attraversati, dove il tema non riguarda soltanto la produzione di energia rinnovabile ma anche l’impatto delle infrastrutture necessarie per trasportarla.

Il ruolo della stazione Cornia

Alla fine di questo percorso c’è la stazione elettrica Cornia, che si trova nel territorio comunale di Suvereto.

Per la stazione sono previsti interventi di potenziamento legati all’inserimento del nuovo collegamento a 380 kV e alla riorganizzazione della rete necessaria a gestire l’energia proveniente dall’impianto offshore.

Ed è questo il dato più interessante per la Val di Cornia: pur trovandosi a grande distanza dalle turbine, il territorio entrerebbe direttamente nel sistema infrastrutturale del progetto attraverso uno dei suoi nodi elettrici principali.

Una situazione che si inserisce in un quadro già molto articolato, considerando la quantità di progetti energetici presentati negli ultimi anni nell’area compresa tra Suvereto, Campiglia Marittima e Piombino.

Fotovoltaico, agrivoltaico, sistemi di accumulo Bess e nuove infrastrutture di rete stanno progressivamente concentrando l’attenzione su questa parte della Toscana, storicamente caratterizzata dalla presenza di importanti collegamenti elettrici legati anche all’area industriale piombinese.

Piombino non è tra i comuni direttamente interessati da Atis

Proprio su questo punto è però necessaria una precisazione.

Nell’elenco ufficiale pubblicato dal ministero dell’Ambiente per la procedura relativa ad ATIS Piombino non compare tra i comuni direttamente interessati dalle opere, mentre è indicato Suvereto.

Il riferimento alla Val di Cornia nasce quindi dalla presenza della stazione Cornia e dal collegamento previsto fino a Suvereto, non da un approdo dei cavi sottomarini nella zona di Piombino.

È una distinzione importante, soprattutto in un territorio nel quale sono contemporaneamente in discussione diversi progetti energetici e dove è facile sovrapporre infrastrutture che appartengono invece a procedimenti differenti.

Una partita ancora aperta

Il progetto ATIS si trova ancora all’interno della procedura nazionale di Valutazione di impatto ambientale. Saranno quindi gli approfondimenti tecnici, le osservazioni degli enti interessati e le valutazioni ambientali a stabilire se e in quale forma potrà essere realizzato.

Questo significa anche che i tracciati e le soluzioni indicate nella documentazione progettuale non devono essere considerati come opere già decise e definitive.

Resta però un dato sul quale vale la pena cominciare a discutere già adesso.

La realizzazione dei grandi impianti per la produzione di energia rinnovabile non riguarda soltanto il luogo nel quale vengono installati pannelli o aerogeneratori. Una parte consistente dell’impatto ricade infatti sulle reti necessarie a trasportare l’elettricità, soprattutto quando si parla di impianti delle dimensioni di ATIS.

Ed è per questo che un parco eolico progettato in mare aperto tra Gorgona e Capraia finisce per interessare anche un comune che si trova decine di chilometri più a sud.

Suvereto è l’ultimo tratto di questo lungo percorso: l’energia prodotta in mare arriverebbe sulla costa a Rosignano e, attraverso le nuove infrastrutture elettriche previste dal progetto, raggiungerebbe la stazione Cornia.

Le pale resteranno lontane. Le opere necessarie a portare la loro energia nella rete nazionale, invece, arriveranno fin dentro la Val di Cornia.

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