Distanziamento a scuola, ci pensano i possessori di Rdc | MaremmaOggi Skip to content

Distanziamento a scuola, ci pensano i possessori di Rdc

Sono tre le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza che svolgeranno questo servizio per la polizia municipale
Il comune di Grosseto

GROSSETO. Chi percepisce il reddito di cittadinanza può partecipare ai Progetti di utilità collettiva che sono stati attivati dal Comune di Grosseto. E che prevedono azioni per il reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. I progetti, messi a punto dalla segreteria generale, sono rivolti ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza che abbiano sottoscritto un Patto per il Lavoro o un Patto per l’Inclusione Sociale (di competenza rispettiva del Centro per l’Impiego e del Coeso) e, proprio in questo ambito, sono tenuti a dare la loro disponibilità.

Dal reddito di cittadinanza al reinserimento nel mondo del lavoro

Nello specifico, proprio a partire da oggi, 1° marzo, sono tre i percettori di Rdc (appositamente individuati tramite colloquio con assistenti sociali) impegnati nell’iniziativa promossa dalla polizia municipale, dal titolo “Distanti oggi per abbracciarci domani”, che ha come finalità l’educazione al rispetto delle regole del distanziamento all’ingresso e all’uscita dei plessi scolastici.  Le tre nuove risorse saranno impegnate nelle scuole di via Scansanese, via Einaudi e via Giotto, fornendo assistenza e indicazioni agli studenti e ai loro accompagnatori nell’attesa di entrare nell’edificio oppure al momento dell’uscita, controllando in particolare che non si creino assembramenti.

«La partecipazione ai progetti di utilità collettiva non è solo un obbligo per chi ne prende parte – affermano il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore alla polizia municipale Riccardo Megale – ma una vera e propria occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività. Da un lato, facciamo in modo che chi percepisce il reddito di cittadinanza, in coerenza con le proprie capacità personali e professionali, possa acquisire ulteriori competenze che siano in grado di facilitarne l’ingresso nel mondo del lavoro; dall’altro, mettiamo a disposizione della comunità servizi complementari di supporto e integrazione rispetto alle attività ordinarie che vengono svolte. Proprio in virtù di questo doppio beneficio – concludono Vivarelli Colonna e Megale – il nostro obiettivo è di continuare su questa strada, potenziando sempre di più l’impatto dei progetti di utilità collettiva».

Le attività introdotte nell’ambito dei Puc rispondono ad uno specifico obiettivo da raggiungere in un intervallo di tempo definito e possono riguardare sia una nuova attività sia il potenziamento di un servizio esistente: in nessun caso le attività svolte potranno essere sostitutive di quelle ordinarie né saranno in alcun modo assimilabili a lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo.

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