GROSSETO. Adesso c’è anche la firma. Dario Rosini è formalmente il nuovo direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est e da lunedì 12 ottobre prenderà in mano l’azienda sanitaria che comprende le province di Grosseto, Siena e Arezzo.
Il presidente della Regione Eugenio Giani ha firmato oggi, martedì 6 ottobre, il decreto di nomina, completando così l’iter iniziato con la designazione di Rosini, avvenuta lo scorso 12 settembre.
E per la sanità maremmana non si tratta soltanto di un cambio al vertice. Rosini arriva alla guida dell’Asl in una fase particolarmente delicata, mentre sul territorio è aperto il confronto sul futuro della rete ospedaliera e dei servizi sanitari, a partire dalla riorganizzazione della chirurgia prevista dalla delibera 901.
Il doppio via libera prima della firma
Prima del decreto del presidente della Toscana erano necessari due passaggi istituzionali: quello nella Conferenza aziendale dei sindaci e quello nella Commissione sanità del Consiglio regionale. Da entrambi è arrivato parere favorevole.
Concluso l’iter, Rosini può dunque lasciare l’azienda ospedaliero-universitaria di Careggi, a Firenze, dove negli ultimi tre anni ha ricoperto l’incarico di direttore amministrativo.
Prende il posto di Marco Torre, passato in Regione alla guida della direzione “Sanità, welfare e coesione sociale”.
Rosini: «Dovrò capire come sono cambiati i bisogni»
Le prime parole da direttore generale indicano già uno dei temi sui quali Rosini intende concentrare l’attenzione.
«Entro in servizio in un’azienda che conosco – dice – e dove conosco gran parte dei colleghi. Ovviamente negli ultimi tre anni sono stato fuori, a Careggi: quindi dovrò capire come si sono evoluti i bisogni della popolazione di quel territorio, che è complesso, dopodiché valuterò se e come i servizi che in questo momento vengono erogati siano all’altezza o meno delle esigenze».
Una valutazione che, spiega il nuovo direttore generale, non sarà fatta soltanto all’interno degli uffici dell’Asl.
«Sarà un’analisi fatta insieme ai professionisti e a tutti gli interlocutori del territorio».
Poi Rosini mette l’accento su un’altra questione decisiva per un’azienda sanitaria che deve garantire assistenza anche nelle zone più lontane dai grandi ospedali.
«In un’area così vasta, anche il tema dell’accessibilità ai servizi è centrale e ne va tenuto di conto e condiviso insieme ai cittadini e a chi li rappresenta».
La sfida di un’Asl grande quanto metà Toscana
È proprio la dimensione dell’azienda a dare il senso della sfida che attende Rosini.
L’Asl Toscana Sud Est comprende Arezzo, Siena e Grosseto e copre un territorio che rappresenta circa il 51% dell’intera superficie regionale.
Un’estensione enorme, nella quale convivono città, zone costiere, aree rurali, territori montani e comuni delle aree interne. Realtà con esigenze sanitarie e problemi di accessibilità molto diversi tra loro.
Un tema particolarmente sentito in provincia di Grosseto, dove nelle ultime settimane il confronto tra Asl e amministratori locali si è concentrato proprio sul futuro della rete ospedaliera.
Sul tavolo c’è il futuro della sanità maremmana
Quando lunedì entrerà nel suo nuovo ufficio, Rosini troverà quindi diversi dossier già aperti.
Tra questi c’è la delibera 901 del 28 agosto sulla riorganizzazione delle attività chirurgiche, che ha provocato la reazione dei sindaci della provincia di Grosseto.
Gli amministratori maremmani hanno chiesto all’azienda di non procedere con l’attuazione della riorganizzazione fino alla conclusione del confronto e di discutere complessivamente il futuro della sanità provinciale.
Al centro ci sono il ruolo dell’ospedale Misericordia di Grosseto e quello degli ospedali di Orbetello, Massa Marittima, Castel del Piano e Pitigliano, insieme al rafforzamento dell’assistenza territoriale e dei servizi nelle aree interne.
Il documento dei sindaci punta a mantenere Grosseto come riferimento per l’alta complessità e la chirurgia robotica, ma contemporaneamente chiede di garantire funzioni, attività e volumi adeguati agli ospedali periferici.
Ed è in questo scenario che acquistano particolare rilievo le prime parole di Rosini sull’accessibilità ai servizi e sulla necessità di verificare se l’attuale organizzazione sia effettivamente adeguata ai bisogni della popolazione.
Non è ancora una risposta alle richieste dei sindaci. Ma sarà inevitabilmente uno dei primi terreni sui quali il nuovo direttore generale sarà chiamato a confrontarsi con la Maremma.
Per Rosini è un ritorno a casa
La Toscana del sud, del resto, Rosini la conosce molto bene. Ha 56 anni ed è originario di Castel del Piano, sull’Amiata grossetana. Per nove anni ha vissuto anche a Buonconvento, nel Senese, mentre oggi vive a Grosseto.
Dopo la laurea in Economia e Commercio all’Università di Firenze ha iniziato la propria carriera proprio nell’allora Asl di Siena, per poi trasferirsi in quella di Grosseto.
Prima funzionario e poi dirigente, ha costruito gran parte della propria esperienza professionale all’interno del sistema sanitario della Toscana meridionale.
Dal 2016 al 2023 è stato direttore delle risorse umane dell’Asl Toscana Sud Est. Poi il trasferimento a Careggi come direttore amministrativo.
Adesso torna nell’azienda nella quale ha lavorato per anni. Ma questa volta lo fa dalla posizione più alta.
Giani: «È la persona più adatta»
«Dario Rosini – dice il presidente della Toscana Eugenio Giani – è per me la persona che può contemporaneamente rispondere sia a una rappresentanza sia alla necessaria conoscenza del territorio e della struttura della Asl che dovrà guidare».
Secondo Giani, Rosini è «la persona più adatta al ruolo in virtù dell’esperienza accumulata in questi anni nei vari incarichi avuti e per conoscenza e competenza».
Il presidente si dice inoltre «molto contento» del parere favorevole espresso sia dalla Commissione sanità del Consiglio regionale sia dalla Conferenza dei sindaci.
Ora la fase delle procedure è terminata.
Da lunedì 12 ottobre Dario Rosini sarà alla guida dell’Asl più estesa della Toscana. E sulla sua scrivania troverà subito alcune delle scelte più delicate per il futuro della sanità maremmana.




