ORBETELLO. Il termine per raggiungere l’intesa sulla nomina dell’amministratore unico del Consorzio della Laguna scadeva il 25 ottobre e adesso la richiesta di una presa di posizione pubblica arriva direttamente dal suo partito: Eugenio Giani dica cosa pensa della terna proposta dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e di una scelta che, secondo il Pd grossetano, rischia di rispondere alle appartenenze politiche prima che alle competenze necessarie per guidare il nuovo ente.
A chiamare in causa il presidente della Regione sono Giacomo Termine, segretario provinciale del Pd, e Marco Simiani, capogruppo democratico nella commissione Ambiente della Camera, che in una nota congiunta criticano il silenzio delle istituzioni e chiedono trasparenza sul percorso di selezione.
La proposta ministeriale risultava trasmessa alla Regione il 25 settembre: il termine di trenta giorni per l’intesa portava dunque al 25 ottobre. Una scadenza già trascorsa, che rende ancora più rilevante conoscere la posizione della Toscana e l’esito del confronto con il Ministero. Il decorso del termine, da solo, non consente però di stabilire se l’intesa sia stata raggiunta oppure no.
Il Pd a Giani: «Il silenzio non è neutralità»
Il passaggio politicamente più significativo della nota riguarda proprio Giani, al quale Termine e Simiani chiedono di intervenire pubblicamente sulla terna composta, secondo i nomi circolati, da Roberto Berardi, Roberta Bardi e Lucia Leoni.
«Avremmo voluto, e continuiamo a sollecitarlo con forza, che, di fronte a una lottizzazione così evidente, anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenisse pubblicamente, prendendo una posizione su questa vicenda», scrivono i due esponenti democratici.
È una richiesta che porta il confronto anche dentro il centrosinistra, perché non riguarda soltanto le scelte del ministro, ma il ruolo della Regione nel procedimento di nomina.
«La Laguna di Orbetello è un patrimonio ambientale delicatissimo e ha bisogno di una guida autorevole, scelta sulla base delle competenze e non delle appartenenze politiche. Il silenzio istituzionale non è neutralità, ma finisce per avallare decisioni che penalizzano il territorio e minano la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».
Termine e Simiani chiedono dunque a Giani di rendere riconoscibile la posizione della Regione, mentre resta aperta la contestazione sui criteri che hanno portato all’individuazione dei tre candidati.
Le critiche al silenzio di Fratelli d’Italia
La nota chiama in causa anche le forze della maggioranza di governo, a cominciare da Fratelli d’Italia, alle quali il Pd rimprovera di non essersi espresse sulle nomine di un ente alla cui nascita hanno contribuito più soggetti istituzionali e politici.
«Stiamo purtroppo registrando con rammarico la mancata presa di posizione di alcune delle istituzioni che hanno avuto un ruolo nei passaggi che hanno contribuito alla nascita del Consorzio del Parco Ambientale della Laguna di Orbetello», affermano Termine e Simiani.
Un silenzio che, nella loro lettura, rischia di favorire le scelte del ministro Pichetto Fratin.
La contestazione riguarda una terna che i due esponenti del Pd descrivono come composta da esponenti locali di Forza Italia, «individuata senza che siano stati chiariti criteri, verifiche e modalità di selezione».
È questa l’accusa politica dei democratici: che la costruzione della guida del Consorzio venga condizionata dagli equilibri di partito, anziché dalla ricerca delle professionalità più adatte alla tutela della Laguna.
Simiani e Termine chiedono il passaggio parlamentare
Il Pd annuncia inoltre di voler portare la questione nelle commissioni Ambiente di Camera e Senato, richiamando la legge 14 del 1978 sulle nomine pubbliche.
«Chiederemo che la legge sia applicata anche per la nomina dell’amministratore unico del Parco della Laguna di Orbetello», spiegano Termine e Simiani, che intendono utilizzare quel confronto anche per rendere esplicite le posizioni delle diverse forze politiche.
Il passaggio parlamentare viene quindi rivendicato dai democratici come un ulteriore momento di verifica della scelta ministeriale e dei requisiti del candidato. La nota non comunica, invece, che una richiesta di parere sia già stata trasmessa alle commissioni.
Avs interroga il ministro sui requisiti della terna
Alla presa di posizione del Pd si aggiunge quella di Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, che dichiara di aver depositato un’interrogazione al ministro Pichetto Fratin.
«Un parco ambientale non è un ufficio di collocamento per Forza Italia», attacca Grimaldi, chiedendo di conoscere l’istruttoria svolta dal Ministero, i criteri di selezione e le verifiche sui requisiti dei candidati.
Il deputato richiama le competenze ambientali e l’esperienza manageriale o di direzione richieste per l’incarico, contestando una selezione che, secondo Avs, appare caratterizzata soprattutto dalla riconducibilità dei nomi allo stesso partito.
«La Laguna di Orbetello ha già pagato abbastanza per anni di frammentazione e cattiva gestione: non può diventare anche la poltrona di una spartizione di partito», sostiene Grimaldi.
Il patteggiamento di Berardi e la domanda sulla conferibilità
Nell’interrogazione annunciata da Avs entra anche la vicenda giudiziaria di Roberto Berardi, l’ex senatore e consigliere comunale delegato alla Laguna sostenuto dal sindaco Andrea Casamenti per la guida del Consorzio.
Il 19 giugno 2025 Berardi ha patteggiato due anni per peculato, con pena sospesa, non menzione e sospensione condizionale delle pene accessorie, nel procedimento relativo all’utilizzo di un’auto di servizio del Comune di Orbetello. La vicenda è stata già raccontata da MaremmaOggi. La difesa aveva sostenuto che gli spostamenti fossero legati all’attività istituzionale e che le irregolarità riguardassero la registrazione dell’uso del mezzo.
Grimaldi richiama il decreto legislativo 39 del 2013 e chiede al ministro se l’incarico sia conferibile, alla luce del precedente giudiziario.
È un quesito che richiede una risposta specifica: il patteggiamento non consente, da solo, di affermare automaticamente l’inconferibilità dell’incarico. Gli effetti sulle nomine pubbliche devono essere valutati tenendo conto della disciplina vigente e del contenuto del provvedimento, anche rispetto alle pene accessorie, materia sulla quale è intervenuta l’Autorità nazionale anticorruzione.
Casamenti sostiene Berardi, ma il confronto si allarga
Sul nome di Berardi il sindaco Andrea Casamenti ha già espresso una posizione netta, difendendone l’esperienza e la conoscenza delle persone, delle procedure e delle criticità della Laguna.
Il primo cittadino ha inoltre sostenuto che il confronto tra Ministero e Regione fosse ancora in corso e che gli enti consorziati sarebbero stati sentiti al termine di quel passaggio, respingendo come premature le contestazioni sulla procedura.
Adesso, però, il confronto si allarga: Termine e Simiani chiedono a Giani di prendere pubblicamente posizione, mentre Avs domanda al ministro di chiarire selezione, requisiti e conferibilità dell’incarico.
Con il termine del 25 ottobre ormai trascorso, il primo punto da chiarire resta l’esito del confronto istituzionale: quale posizione abbia assunto la Regione sulla terna e quale percorso porterà alla scelta dell’amministratore unico.



