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Coltivare un giardino è curare la propria mente

Grazie al progetto di Uscita di Sicurezza, parte delle Mura della città sono tornate a splendere: lavorare con piante e fiori fa bene alla salute
I ragazzi del progetto di uscita di sicurezza sulle Mura

USCITA DI SICUREZZA: TUTTI I PROGETTI DELLA COOPERATIVA

GROSSETO. Piantare fiori, sistemare il terreno, imparare le tecniche di coltivazioni in serra. Curando un giardino, si cura l’anima.  E l’anima di chi ogni giorno da un anno a questa parte si prende cura di una porzione delle Mura medicee, la ritroviamo tutta nelle belle fioriere sistemate accanto alla Sala Eden, nella discesa appena sistemata al Cinghialino, nello stemma della città, rinato tra le piante del maggior monumento grossetano. 

Mura rinate grazie a Uds

Un anno fa, quando nel regolamento comunale fu inserita la possibilità per i privati di prendersi cura del verde pubblico, Uscita di sicurezza si fece avanti. La cooperativa aveva appena preso in gestione il chiosco al Cinghialino, Hottimo, e, con Nicola Giusti, progettista di parchi e giardini che si è poi specializzato anche in ortoterapia, decise di farsi avanti per chiedere di poter fare la manutenzione della parte di monumento che ospita la struttura. È così che è partito il progetto di Uscita di sicurezza, che coinvolge i “ragazzi” che partecipano al progetto: persone tra i 20 e i 60 anni che sono seguite dal Dipartimento di salute mentale dell’Asl e dal Serd, il servizio per le dipendenze e dal Coeso.

Nicola Giusti, coordinatore del progetto delle serre di Uds

Un progetto di inserimento lavorativo che, oltre a insegnare un mestiere, aiuta le persone a prendere maggiore consapevolezza di sé e della natura che ci circonda. 

Il risultato è sotto agli occhi di tutti. «Quando abbiamo cominciato con questo progetto – spiega Giusti – c’erano diverse fioriere sulle Mura che erano state divelte. le abbiamo rifatte, utilizzando la pietra di Moscona, quella originale». Il risultato di quel lavoro è sotto agli occhi di tutti: le Mura, nella zona del Cinghialino, sono fiorite con tutti i colori della primavera. 

E anche intorno alla sala Eden, svettano girasoli e dalie, mentre la fontana del Cinghialino è tornata finalmente pulita. Non solo: durante l’inverno, i ragazzi di Uscita di sicurezza hanno sistemato le panchine che erano state divelte dai vandali e hanno anche rimesso a nuovo il simbolo della città. Per rifarlo, hanno utilizzato la terra rossa del campo da tennis di via Cimabue. 

La pandemia non ha fermato il lavoro nelle serre

Curare un giardino significa curarsi l’anima. Ma non è solo la coltivazione di piante e fiori a fare bene a chi sta seguendo un percorso di salute mentale o di recupero dalle dipendenze. C’è anche il progetto delle serre che sono nate, sempre grazie a Uscita di sicurezza, a Villa Pizzetti. Serre dove si mettono a dimora gli ortaggi, dove si piantano semi che si trasformano, con la cura e l’attenzione di Giusti e dei ragazzi che fanno parte del progetto, in verdure e in piante che poi vengono utilizzate anche per abbellire gli altri spazi della cooperativa, come appunto la sala Eden

Non solo: anche il grande parco che circonda Villa Pizzetti, sede dell’Asl, sta cambiando volto: qui sono state realizzate delle staccionate e sono stati creati spazi verdi con le siepi e le piante. Un lavoro, anche questo, che ha coinvolto non soltanto i ragazzi seguiti da Uds, ma anche i diversamente abili seguiti dalla Fondazione Il Sole e gli anziani dell’istituto Ferruccio. «Prima del Covid eravamo un bel gruppo – spiega Giusti – Le persone che hanno lavorato al progetto delle serre sono migliorate molto: hanno acquisito maggiore autonomia e sicurezza». Così è stato anche per i ragazzi seguiti dal Dsm e dal Serd e affidati a Uscita di sicurezza. 

Con il lockdown, per fortuna, il progetto delle serre non si è mai fermato. «Un esempio su tutti di quanto questo progetto sia utile per migliorare la propria condizione fisica e mentale ce lo dà un ragazzo che seguiamo da tempo – aggiunge Giusti – Era molto sovrappeso e seguiva una terapia farmacologica abbastanza pesante. Durante il lockdown, ogni giorno, ha lavorato con noi nella serra: ha perso peso e i medici hanno anche abbassato la dose di farmaci da prendere. Questo per noi è il successo principale». 

Informazioni e contatti

Per informazioni è possibile chiamare il numero 0564/458899 o inserire la propria richiesta al link presente sul sito della cooperativa. 

 

 

 

 

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