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Sunia Cgil: «Con il nuovo decreto casa rischio sfratti accelerati per 300 famiglie»

Antonio Terribile lancia l’allarme: «La fascia grigia resterà senza tutele e senza possibilità di trovare una nuova casa»
Emergenza sfratti: una veduta di Grosseto e il presidente del Sunia Antonio Terribile
Il segretario del Sunia Antonio Terribile

GROSSETO. Un vero e proprio allarme sugli sfratti accelerati. È quello lanciato dal Sunia Cgil provinciale, che parla di una possibile “trappola” contenuta nel recente decreto casa promosso dal Governo Meloni, nato con l’obiettivo di realizzare 100mila abitazioni nei prossimi dieci anni per fronteggiare l’emergenza abitativa.

Secondo il segretario provinciale del Sunia, Antonio Terribile, il nuovo provvedimento potrebbe avere pesanti conseguenze su moltissime famiglie, anche in provincia di Grosseto.

Terribile: «Rischio concreto per centinaia di famiglie»

«Il recente decreto casa che promette 100mila appartamenti in 10 anni introduce anche una “trappola” sulle procedure di sfratto – scrive Terribile – che sarà esiziale per gli inquilini sottoposti a sfratto».

Secondo il sindacato, molte persone rischiano di trovarsi in una situazione senza sbocchi: impossibilitate ad accedere agli alloggi per l’emergenza abitativa ma anche incapaci di sostenere nuovi canoni di affitto o di acquistare una casa.

La “fascia grigia” esclusa dagli aiuti

Il problema riguarda soprattutto quella che il Sunia definisce “fascia grigia”, composta da lavoratori e famiglie con un reddito troppo alto per ottenere una casa popolare ma troppo basso per affrontare il mercato immobiliare privato.

«Si tratta di persone e famiglie che, pur lavorando, hanno un Isee troppo elevato per chiedere l’assegnazione di alloggi pubblici – spiega Terribile – ma troppo basso per permettersi un nuovo affitto o un mutuo».

Secondo il segretario provinciale, a Grosseto il rischio riguarda una buona parte delle oltre 300 famiglie per le quali è già stato richiesto lo sfratto.

Affitti sempre più alti in provincia di Grosseto

A peggiorare il quadro, secondo il Sunia, è anche l’assenza di strumenti di sostegno economico.

«I Comuni – aggiunge Terribile – dopo l’azzeramento del fondo nazionale di sostegno agli affitti, da tre anni non hanno più risorse adeguate per aiutare chi deve affrontare canoni che spesso superano il 30% delle proprie entrate».

Un problema aggravato dall’aumento dei prezzi delle locazioni.

«In provincia di Grosseto – sottolinea – l’affitto medio sta passando da 86 euro al metro quadrato a 110 euro al metro quadrato».

Cosa cambia con il decreto casa

Il Sunia punta il dito soprattutto contro le modifiche alle procedure di sfratto introdotte dal decreto.

L’ingiunzione di rilascio accelerata

«Con il decreto casa viene introdotta l’ingiunzione di rilascio per finita locazione – spiega Terribile – in sostituzione della convalida di licenza per finita locazione, con l’obiettivo di assicurare la celere liberazione degli immobili».

In pratica, prima della scadenza del contratto, il proprietario potrà chiedere al giudice un’ingiunzione che scatterà automaticamente alla fine del contratto stesso.

In caso di mancato rilascio dell’immobile, scatterà inoltre una sanzione pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di ritardo.

Tempi ridotti per sanare la morosità

Il decreto introduce anche una forte riduzione dei tempi per regolarizzare eventuali morosità.

«Il giudice – aggiunge Terribile – emetterà il decreto entro 15 giorni dal deposito del ricorso».

Se il contratto sarà già scaduto, il rilascio dell’immobile dovrà avvenire entro un periodo compreso tra 30 e 60 giorni.

Ridotti anche i tempi concessi agli inquilini per saldare gli arretrati:

  • il termine assegnato dal giudice passa da 90 a 45 giorni
  • il cosiddetto “termine di grazia” scende da 120 a 60 giorni
  • nel quadriennio sarà possibile sanare la morosità soltanto due volte anziché tre

«Nessuna alternativa per chi perde casa»

Secondo il Sunia, il vero problema è che chi verrà sfrattato difficilmente riuscirà a trovare una soluzione alternativa.

«Oggi a Grosseto e provincia gli appartamenti disponibili sul mercato privato sono pochissimi e costosissimi – conclude Terribile – e chi verrà sfrattato non avrà le condizioni economiche per ricollocarsi».

Dubbi anche sul piano annunciato dal Governo per la costruzione di nuove abitazioni.

«Gli ipotetici alloggi previsti nei prossimi dieci anni non saranno realmente pubblici – sostiene il segretario del Sunia – perché il piano prevede la realizzazione di appartamenti tramite fondi immobiliari che resteranno proprietari degli immobili».

Critiche infine anche alla formula del “rent to buy”, che secondo il sindacato continuerà a escludere molte famiglie dall’accesso alla prima casa.

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