GROSSETO. C’è chi evita di stare in giardino la sera, chi teme per le proprie proprietà e chi, semplicemente, non si sente più tranquillo come un tempo nel quartiere dove vive da anni.
A Barbanella cresce il malcontento di alcuni residenti che hanno deciso di rompere il silenzio e raccontare una situazione che, a loro dire, sta diventando sempre più difficile da sopportare.
Al centro delle segnalazioni ci sono gruppi di ragazzi, talvolta composti anche da una decina di persone, accusati di mettere in atto comportamenti che stanno creando disagio e preoccupazione tra gli abitanti.
«Lanci di pietre e bottiglie contro case e giardini»
I cittadini hanno affidato il loro sfogo a una lettera nella quale descrivono episodi che si ripeterebbero da tempo.
«Alcuni ragazzi lanciano pietre, bottiglie d’acqua, gavettoni e altri oggetti verso giardini e abitazioni» scrivono i residenti.
Comportamenti che potrebbero apparire come semplici bravate, ma che secondo chi vive nel quartiere rischiano di provocare conseguenze ben più serie.
«Quelli che possono sembrare scherzi rischiano invece di causare danni alle proprietà e, soprattutto, di far male a qualcuno», spiegano.
Secondo quanto riferito, la situazione avrebbe già spinto alcuni cittadini a presentare segnalazioni e esposti alle autorità competenti, senza però ottenere finora un cambiamento concreto.
La paura di vivere gli spazi di casa
Il problema, spiegano i residenti, non riguarda soltanto eventuali danni materiali. La preoccupazione più grande è legata alla serenità quotidiana.
«Molti residenti non riescono più a trascorrere del tempo nei propri giardini in tranquillità, temendo di essere colpiti o di subire danni alle proprie cose», si legge nella lettera.
Un disagio che coinvolge famiglie, anziani e bambini e che, secondo chi vive nella zona, rischia di compromettere la qualità della vita del quartiere.
L’appello ai genitori e ai ragazzi
Pur denunciando la situazione, i residenti non chiedono provvedimenti straordinari ma puntano soprattutto sul dialogo e sulla responsabilità delle famiglie.
«Chiediamo ai genitori di confrontarsi con i propri figli e ai ragazzi di riflettere sulle conseguenze di questi comportamenti», scrivono.
L’obiettivo è quello di riportare il problema all’interno di un percorso educativo e di confronto, prima che sia necessario ricorrere a ulteriori interventi formali.
«Barbanella deve restare un quartiere sicuro»
Nella parte finale della lettera emerge soprattutto il desiderio di preservare il clima di convivenza che da sempre caratterizza il quartiere.
«Siamo convinti che con il dialogo e il buon senso si possa risolvere la situazione senza dover ricorrere a segnalazioni formali», spiegano gli abitanti.
Poi l’appello conclusivo: «Nel quartiere vivono famiglie, bambini, anziani e persone che desiderano semplicemente godersi la propria casa e i propri spazi in serenità. Collaboriamo tutti affinché Barbanella rimanga un luogo sicuro e rispettoso per tutti».



