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Rione Centro, viaggia verso la speranza di un mondo migliore

Viaggio nei rioni del Carnevale di Follonica. L’intervista alla presidente Silvia Gani: «Coinvolgere i giovani per crescere ancora un po’»
Da sinistra: Jennifer Sini (reginetta), Giulia Melillo, Rita Aloisi (trucco e scenografia), Silvia Gani (presidente rione), Daniele Bugiani (vice presidente).

FOLLONICA. Ultima settimana di lavoro per i Rioni del Carnevale follonichese: la prima sfilata dei carri allegorici del carnevale è domenica, 4 febbraio, e nei capannoni fervono le ultimazioni delle maschere.

Le rispettive reginette, invece, stanno facendo le ultime prove degli abiti e del trucco, perché saranno loro ad uscire per prime sabato 3 febbraio in occasione della presentazione ufficiale. Un’atmosfera febbricitante che solo all’interno dei capannoni si può respirare e dove è possibile capire il vero spirito che unisce le persone che ci gravitano intorno.

Un pezzo alla volta, seguendo quell’idea precedentemente condivisa, il carro prende vita grazie a quei pezzetti che giorno dopo giorno diventano un tutto che avrà il suo bel dire; infatti il carro alla fine è un messaggio, un pensiero che si vuol comunicare a tutti.

D’altra parte non è un caso che “Arlecchino si confessò burlando” e quindi il  Carnevale è il momento in cui ridendo si può dire tutto.

 

La scommessa vinta di Silvia e di tutti i volontari

Oggi siamo andati a trovare i volontari del rione Centro dove la presidente Silvia Gani e il vice Daniele Bugiani, ci hanno accolto con gli abiti da lavoro e la soddisfazione di chi ha quasi ultimato una scommessa.

Silvia, se non sbaglio qui ognuno ha un ruolo, almeno nell’esecuzione dell’idea che andate a costruire per il vostro carro.

«Esatto, ognuno ha il proprio compito in base alle proprie capacità: c’è la pittrice, o la parrucchiera, la costumista e il bozzettista, la sarta, la truccatrice, i dj che si occupano delle musiche, il trattorista, insomma, i ruoli sono tanti e per questo c’è sempre bisogno di qualche professionalità in più».

Secondo te, i giovani si stanno interessando a questa manifestazione così bella? Insomma ci sarà un ricambio generazionale? 

«Secondo me un cambio generazionale sarà difficile. Masticare freddo in questi capannoni può scoraggiare, vedo i giovani presi da altri interessi meno faticosi e più comodi che stare nei capannoni soprattutto quando la data di uscita dei carri si avvicina e c’è sempre tanto a finire di colorare, incartare e saldare. Una fatica che ripaga però di un’esperienza unica».

Secondo te cosa potrebbe essere fatto per attirare i giovani verso questa passione per il carnevale? 

«C’è già una scuola di cartapesta, più alcune iniziative finalizzate proprio a coinvolgere i giovani come quella di quest’anno della scuola media ex Ilva dove stanno preparando due piccoli carri. La cosa importante sarebbe che non diventasse un esperimento fine a se stesso, ma l’inizio di altri progetti ancora più brillanti».

Carnevale di Follonica 2024. Il bozzetto e la reginetta del rione Centro
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