C'è chi va in ferie e chi le usa per spegnere gli incendi: «Lo facciamo per il territorio» | MaremmaOggi Skip to content

C’è chi va in ferie e chi le usa per spegnere gli incendi: «Lo facciamo per il territorio»

Una sessantina di volontari, oltre 20 interventi in una stagione e nuove reclute da formare: la Vab Colline Metallifere prepara anche i pattugliamenti
Un volontario della Vab su un incendio
Un volontario della Vab su un incendio

ROCCASTRADA. C’è chi le ferie le trascorre al mare e chi, invece, sceglie di passarle a difendere il territorio dagli incendi. Sono circa 60 i volontari della Vab Colline Metallifere, persone che dedicano il proprio tempo alla protezione civile, all’antincendio boschivo e alla salvaguardia dell’ambiente. Un impegno che non si ferma con la fine dell’estate e che adesso guarda anche al futuro, con nuovi corsi e un progetto di pattugliamento.

La stagione appena trascorsa è stata impegnativa, anche se meno pesante rispetto ad altre annate. A tracciare il bilancio è Andrea Boncioli, il capo sezione della Vab Colline Metallifere. «Abbiamo fatto più di una ventina di interventi, parecchi nel comune di Roccastrada e poi a Gavorrano e Grosseto – dice Boncioli – Siamo intervenuti ovunque ce ne fosse bisogno, anche a Selvena, dove l’incendio ha interessato anche le le abitazioni. È stata una stagione molto impegnativa».

Una rete di volontari in tutta la provincia

La Vab è presente sul territorio provinciale con diverse sezioni, che lavorano in coordinamento e si supportano nelle emergenze. Il coordinamento provinciale è gestito da Stefano Bianciardi.

A disposizione dei volontari ci sono mezzi leggeri, autobotti e strumenti specialistici. Ci sono poi droni e unità cinofile con cani brevettati per la ricerca di superficie.

Un’organizzazione complessa che, però, ha bisogno soprattutto di persone. «I volontari sono necessari, l’impegno è sempre tanto – dice Boncioli – Vogliamo creare un bel gruppo e un’organizzazione ancora più ampia. Un buon volontario ha diverse caratteristiche, ma la cosa più importante è la passione. Il volontariato richiede tanto tempo e tanta ».

Nella sezione Colline Metallifere sono circa 60 i volontari, con un’età media compresa fra i 30 e i 50 anni. I pensionati sono pochi, circa cinque.

«La gente lavora, spesso fa i turni e poi il volontariato richiede altro tempo – continua – Ci sono persone che sacrificano le proprie ferie per fare volontariato. La disponibilità c’è e, sia la passione aiuta che la voglia di aiutare è molto d’aiuto. Di giovani ce ne sono molti e in caso di urgenza in qualche modo riusciamo a rispondere alle emergenze, ma nuove reclute sono sempre e comunque ben accette».

Dall’antincendio ai droni: le tante anime della Vab

Entrare nella Vab non significa necessariamente salire su un’autobotte e andare a spegnere un incendio. Le attività sono numerose: protezione civile, antincendio boschivo, salvaguardia dell’ambiente, logistica, attività d’ufficio, unità cinofile e droni.

«Ci sono tante mansioni e tanti settori nei quali impegnarsi, sia a livello operativo che non operativo – dice Boncioli – La Vab è puro volontariato, dai vertici fino alle sezioni provinciali: nessuno è stipendiato».

Le risorse arrivano dalle attività legate all’antincendio, dalle convenzioni di protezione civile e con le Unioni dei Comuni, ma anche dalla partecipazione a manifestazioni insieme ad altre associazioni e a feste private.

Per Boncioli, chi sceglie di diventare volontario deve avere soprattutto «passione, serietà e voglia di difendere il territorio».

La formazione prima di affrontare gli incendi

La passione, però, da sola non basta. Soprattutto quando ci si trova davanti alle fiamme. La preparazione dei volontari impegnati nell’antincendio passa dalla scuola di addestramento di Monticiano, nella pineta di Tocchi, convenzionata con la Regione Toscana.

«La formazione è molto professionale – spiega Boncioli – Si va dal singolo operatore fino al direttore delle operazioni. È una scuola rinomata e riconosciuta in tutta Italia».

Il percorso parte dalla formazione di base del volontario di protezione civile, che permette di avere un primo approccio ai piani di emergenza. Dopo un periodo di affiancamento, chi sceglie il settore dell’antincendio viene indirizzato verso la formazione specialistica.

I nuovi corsi dovrebbero partire in primavera, prima dell’inizio della prossima stagione, anche in base al numero delle persone che decideranno di iscriversi.

Il progetto dei pattugliamenti

Fra i progetti per la prossima stagione c’è anche quello di rafforzare i pattugliamenti nel comune di Roccastrada, compatibilmente con le convenzioni.

L’obiettivo è semplice: essere già presenti sul territorio significa ridurre i tempi di intervento e riuscire a spegnere più rapidamente i principi d’incendio, prima che le fiamme possano propagarsi. Un’attività che potrebbe affiancarsi anche alle telecamere posizionate sul territorio.

Gli incendi più difficili da affrontare sono soprattutto quelli nei quali entrano in gioco vento, combustibile e vegetazione fitta. Condizioni che possono trasformare rapidamente un principio d’incendio in un evento complesso e rendere più difficili anche le operazioni di spegnimento.

A complicare gli interventi può esserci poi la difficoltà di raggiungere alcune zone. E non tutti gli incendi hanno origine dall’attività umana: fra le cause ci sono anche eventi naturali, come accaduto nell’incendio di Montalto, innescato da un fulmine.

Una nuova sede a Montelattaia

Il futuro della Vab Colline Metallifere passa anche da Montelattaia, dove il progetto è quello di realizzare la nuova sede dell’associazione all’interno del vecchio asilo.

La struttura è del Comune di Roccastrada e necessita di lavori, ma l’obiettivo è trasformarla in un nuovo punto di riferimento per le attività di protezione civile e antincendio sul territorio comunale.

Un investimento che permetterebbe alla sezione di avere una struttura più adatta alle proprie necessità e di continuare a crescere. Per farlo, però, serviranno anche nuove persone disposte a mettere a disposizione una parte del proprio tempo.

Perché mezzi, autobotti, droni e formazione sono fondamentali. Ma dietro ogni intervento della Vab ci sono, prima di tutto, volontari che scelgono di esserci quando il territorio ne ha bisogno.

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