GROSSETO. Il prezzo del gasolio aumenta e per le aziende agricole della Maremma diventa sempre più difficile far quadrare i conti. Il caro carburanti torna a pesare sulle imprese agricole, già alle prese con costi di produzione elevati e margini di guadagno sempre più ridotti.
Il problema non riguarda soltanto il gasolio utilizzato dai trattori e dagli altri mezzi agricoli, ma anche l’energia necessaria per riscaldare serre e stalle, irrigare i campi e portare avanti le attività agricole.
A lanciare l’allarme è Confagricoltura Grosseto, che attraverso il presidente Attilio Tocchi chiede al governo interventi urgenti per contenere i rincari e sostenere le imprese.
«Le aziende agricole non riescono più a sostenere i rincari»
«Il carburante è un fattore essenziale per il funzionamento delle imprese agricole e ogni aumento si traduce inevitabilmente in maggiori costi di produzione – spiega Tocchi – Non si tratta soltanto del gasolio utilizzato dai mezzi agricoli, ma anche dell’energia necessaria per garantire il riscaldamento, l’irrigazione e il regolare svolgimento delle attività aziendali. Quando i costi crescono così rapidamente, diventa sempre più difficile mantenere gli equilibri economici delle imprese. Per questo è necessario intervenire con urgenza».
Tra le misure di breve periodo indicate nel comunicato come oggetto di valutazione da parte del governo ci sono il rinnovo dello sconto fiscale sui carburanti, un fondo dedicato e l’eventuale applicazione delle accise mobili.
Confagricoltura chiede di valutare tutte le soluzioni disponibili, anche attraverso il confronto tra governo e compagnie petrolifere.
«Non possiamo permetterci di lasciare sole le aziende di fronte a una nuova impennata dei costi – prosegue Tocchi – Occorrono strumenti tempestivi ed efficaci, capaci di alleggerire nell’immediato il peso del caro carburanti. Le imprese agricole non possono trasferire automaticamente tutti gli aumenti sui prezzi dei prodotti, perché lungo la filiera il potere contrattuale è distribuito in modo disomogeneo e a pagare il conto rischiano di essere sia i produttori sia i consumatori».
La richiesta di un piano europeo per l’energia
Per Confagricoltura, però, non bastano gli interventi di emergenza. Occorre anche una strategia di lungo periodo per ridurre la dipendenza dalle crisi energetiche internazionali.
Tra le proposte dell’associazione c’è un piano europeo per rafforzare la capacità di raffinazione dell’Unione europea, così da ridurre l’esposizione alle oscillazioni dei mercati dei carburanti.
«Le emergenze degli ultimi anni ci hanno dimostrato quanto sia rischioso dipendere da equilibri energetici fragili e da mercati esposti a crisi internazionali – osserva Tocchi – Dobbiamo lavorare per rendere il sistema più resiliente, con una strategia europea che rafforzi la capacità produttiva e riduca la nostra esposizione agli shock esterni. Servono interventi immediati, ma anche una visione di lungo periodo».
Il rischio di rincari anche per le famiglie
Le conseguenze dell’aumento dei carburanti non si fermano alle aziende agricole. I maggiori costi energetici si ripercuotono anche sul trasporto, sulla trasformazione e sulla distribuzione dei prodotti, con possibili conseguenze sui prezzi pagati dai consumatori.
Per questo Confagricoltura chiede anche misure economiche a sostegno delle famiglie e sollecita l’Unione europea ad adottare un temporary framework straordinario, un quadro temporaneo di sostegno per imprese e cittadini, accompagnato da una maggiore flessibilità nella spesa degli Stati membri.
«L’agricoltura è un settore strategico per la sicurezza alimentare, per l’economia dei territori e per la tenuta sociale delle comunità rurali – conclude Tocchi – Non possiamo chiedere alle imprese di garantire produzioni, occupazione e presidio del territorio senza metterle nelle condizioni di affrontare costi sempre più difficili da sostenere. Con due guerre alle porte dell’Europa, gli effetti del cambiamento climatico e le tensioni sui mercati finanziari, è il momento di dare risposte concrete. Se non ora, quando?».





