Con le forbici in mano fino a pochi mesi fa: addio allo storico barbiere di piazza Gioberti | MaremmaOggi Skip to content

Con le forbici in mano fino a pochi mesi fa: addio allo storico barbiere di piazza Gioberti

Carlo Concilio aveva 77 anni e aveva cominciato a fare il barbiere quando ne aveva appena 13. Da 35 anni era un punto di riferimento di piazza Gioberti, dove il suo negozio era diventato un luogo di incontro e di amicizia. Lascia la moglie Ersilia, tre figli e due nipotini. L’ultimo saluto al Cottolengo
Carlo Concilio e il negozio in piazza Gioberti

GROSSETO. C’era chi entrava per farsi tagliare i capelli e chi, invece, si fermava semplicemente per fare due chiacchiere. Perché la bottega di Carlo Concilio, lo storico barbiere di piazza Gioberti, non era soltanto un negozio. Era un luogo dove incontrarsi, raccontarsi la giornata, parlare di calcio e ritrovare un amico.

Carlo se n’è andato a 77 anni sabato 24 ottobre lasciando un grande vuoto nella sua famiglia e tra le tante persone che, negli ultimi 35 anni, avevano imparato a conoscerlo e a volergli bene.

Nato a Portici, aveva portato con sé in Maremma il calore della sua città, una straordinaria capacità di stare in mezzo agli altri e una passione smisurata per la squadra azzurra.

Ma soprattutto aveva portato con sé un mestiere, quello del barbiere, che aveva cominciato a imparare quando era poco più di un bambino.

Barbiere da quando aveva 13 anni, fino all’ultimo

Carlo aveva cominciato a lavorare a 13 anni. Da allora, forbici e pettine erano diventati parte della sua vita.

Era uno di quegli artigiani di una volta, per i quali il lavoro non è soltanto un modo per guadagnarsi da vivere, ma un pezzo della propria identità.

Per 35 anni aveva lavorato in piazza Gioberti, costruendo giorno dopo giorno un rapporto speciale con i clienti. Molti, con il passare del tempo, erano diventati amici.

Il suo negozio era un piccolo punto di riferimento del quartiere. Carlo conosceva tutti, salutava tutti, aveva sempre qualcosa da raccontare. Era socievole, allegro, legato alle persone e alla quotidianità della piazza.

Nemmeno la malattia era riuscita a tenerlo completamente lontano dalla sua bottega. Appena due mesi fa, nonostante non stesse già bene, era voluto tornare per fare ancora due o tre tagli di capelli.

Un gesto che racconta meglio di tante parole quanto amasse il suo lavoro. Quella poltrona, gli attrezzi del mestiere, le persone che entravano dalla porta erano stati la sua vita per oltre sessant’anni.

Oggi a portare avanti l’attività di famiglia è il figlio Giuseppe, per tutti Beppe, che continua la tradizione del padre.

Ersilia, i figli e i nipotini: il suo mondo più grande

Ma se il lavoro era una parte fondamentale della vita di Carlo, la famiglia veniva prima di tutto.

Accanto a lui c’era la moglie Ersilia, compagna di una vita e anche di un’altra delle sue grandi passioni: il ballo.

A Carlo piaceva ballare insieme a lei. Erano momenti di felicità condivisa, lontani dalla bottega e dalla quotidianità del lavoro.

Poi c’erano i figli, Giuseppe, Filomena e Sabrina, per i quali aveva un amore immenso. Era un padre presente, sempre pronto a dare una mano, anche nelle loro attività.

Non si tirava mai indietro quando c’era bisogno di lui.

E poi erano arrivati Bartolomeo e Chiara, i suoi due nipotini, che avevano aggiunto un’altra gioia alla sua vita.

Famiglia, lavoro e affetti erano il centro del suo mondo. Senza dimenticare il Napoli, la squadra del cuore, una passione che lo aveva accompagnato fin da bambino e che era diventata inevitabilmente uno degli argomenti di conversazione nella sua bottega.

L’ultimo saluto lunedì al Cottolengo

Con Carlo se ne va uno di quei personaggi che diventano parte della storia quotidiana di una città senza bisogno di gesti clamorosi.

Bastano una bottega, una porta sempre aperta, una parola gentile, la capacità di ascoltare e di far sentire le persone a casa.

Per 35 anni piazza Gioberti ha avuto anche il suo sorriso, le sue battute, le sue forbici e i suoi racconti.

E quel negozio, oggi portato avanti dal figlio Beppe, continuerà a custodire un pezzo importante della sua storia.

Carlo lascia la moglie Ersilia, i figli Giuseppe, Filomena e Sabrina e i nipotini Bartolomeo e Chiara.

I funerali saranno celebrati lunedì 26 ottobre alle 9, nella chiesa del Cottolengo a Grosseto.

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