Picchiò la compagna a Capalbio: condannato a un anno e mezzo, assolto dai maltrattamenti | MaremmaOggi Skip to content

Picchiò la compagna, condannato: il tribunale fa cadere l’accusa più grave

Il tribunale di Grosseto ha condannato un 34enne per percosse e lesioni, escludendo il reato di maltrattamenti in famiglia. Revocata la misura cautelare in carcere
In tribunale cade l’accusa più grave, l’uomo è stato scarcerato

GROSSETO. Il tribunale ha escluso l’ipotesi di maltrattamenti in famiglia, ma ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per percosse e lesioni ai danni della compagna.

Si è concluso così il processo nei confronti di un 34enne di origine tunisina, da tempo in Italia e senza una fissa dimora, finito davanti al giudice per una vicenda avvenuta nel territorio di Capalbio.

La sentenza, pronunciata dalla giudice Karpinska del tribunale di Grosseto, ha portato alla condanna dell’uomo a un anno e sei mesi di reclusione, escludendo però il reato più grave contestato inizialmente dalla procura.

Le accuse nate dopo le denunce della donna

Secondo quanto emerso durante le indagini, la vicenda riguardava il rapporto con la compagna, una donna di 59 anni, che aveva denunciato una serie di episodi di violenza.

Fra i fatti contestati c’erano aggressioni fisiche che, secondo l’accusa, in un’occasione sarebbero state compiute anche utilizzando una stampella.

La donna aveva inoltre raccontato di essere stata più volte colpita dall’uomo, spesso in stato di alterazione dovuto all’alcol. In uno degli episodi era dovuta ricorrere alle cure dell’ospedale di Orbetello, dove i medici le avevano diagnosticato la frattura di una costola.

Il tribunale ridimensiona l’impianto accusatorio

Nel corso del dibattimento il quadro accusatorio è stato in parte rivisto.

La procura, inizialmente rappresentata dal pubblico ministero Federico Falco e successivamente dalla collega Pamela Di Guglielmo, sosteneva l’esistenza di una condotta riconducibile ai maltrattamenti in famiglia.

Il tribunale, al termine dell’istruttoria, ha invece ritenuto che non vi fossero gli elementi necessari per sostenere quella contestazione, pronunciando l’assoluzione da quel capo d’imputazione e riconoscendo la responsabilità dell’imputato per i reati di percosse e lesioni, senza aggravanti.

La difesa dell’uomo, affidata all’avvocato Ivan Esposito e, durante il processo, sostituita dall’avvocato Thomas Vignoli, aveva chiesto una diversa qualificazione dei fatti, tesi che è stata accolta solo in parte dal tribunale.

Revocato il carcere

Con la lettura del dispositivo, la giudice ha disposto anche la revoca della misura cautelare che l’uomo stava scontando in carcere.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate nelle prossime settimane e consentiranno di conoscere le ragioni che hanno portato il tribunale a escludere il reato di maltrattamenti, confermando invece la responsabilità per gli episodi di violenza contestati.

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