GROSSETO. L’ondata di caldo che sta investendo la Maremma si fa sentire anche al pronto soccorso del Misericordia, dove negli ultimi giorni si è registrato un aumento degli accessi. La situazione non è critica e l’aumento degli accessi rispetto al mese scorso è di circa il 10%.
«Abbiamo registrato un lieve aumento degli accessi, nell’ordine del 10%, ma niente di preoccupante – spiega Simone Geraci, nuovo direttore del pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto – Nei giorni precedenti al caldo avevamo circa 200-210 accessi al giorno, mentre adesso siamo intorno ai 230-235. Sono numeri che rientrano nella normalità per un territorio a forte vocazione turistica come il nostro, dove nei mesi più caldi arriviamo anche a 380 accessi al giorno».
Il pronto soccorso dispone inoltre di un percorso assistenziale dedicato ai pazienti con i sintomi del così detto “colpo di calore”, che al momento non è stato necessario attivare.
Anziani, bambini e donne in gravidanza: chi rischia di più
Non tutti reagiscono allo stesso modo al caldo. Le categorie più fragili sono diverse e fra loro ci sono gli anziani, i pazienti cronici, i bambini piccoli e le donne in gravidanza.
«Negli anziani diminuisce lo stimolo della sete e di conseguenza i meccanismi di termoregolazione diventano meno efficaci – spiega Geraci – Questo li rende più esposti alle complicanze legate al caldo, fra cui la disidratazione».
Attenzione anche a neonati e bambini, che hanno una minore capacità di regolare la temperatura corporea e che spesso non sanno come esprimere il disagio che vivono a causa del caldo.
«Devono rimanere in ambienti freschi, bere frequentemente e, in caso di dubbi, è bene contattare il pediatra o portare loro al pronto soccorso pediatrico – dice Geraci – Anche in questo caso abbiamo un percorso dedicato».
Particolare cautela anche per le donne in gravidanza. «Durante la gestazione l’organismo va incontro a importanti cambiamenti fisiologici. La perdita di liquidi e sali minerali dovuta alla sudorazione può alterare l’equilibrio materno-fetale – dice Geraci – È quindi fondamentale mantenersi ben idratate ed evitare di uscire nelle ore più calde».
Cardiopatici, diabetici e malati cronici
Il caldo può avere effetti importanti anche su chi soffre di patologie croniche, come cardiopatici e diabetici. E per loro i consigli sono sempre gli stessi: non uscire nelle ore più calde, bere molto e misurare la pressione la mattina.
«I pazienti ipertesi e cardiopatici sono particolarmente sensibili – dice Geraci – Le alte temperature possono provocare un abbassamento della pressione fino a causare capogiri o perdite di coscienza, soprattutto quando ci si alza in piedi. Inoltre il caldo può potenziare l’effetto di alcuni farmaci, quindi è bene confrontarsi con i propri medici per eventuali aggiustamenti terapeutici».
Anche i diabetici sono più esposti alla disidratazione. «È importante bere molta acqua ed evitare alcolici e bevande zuccherate, che possono portare alla disidratazione – dice Geraci – Anche per chi soffre d’asma o di patologie respiratorie è a rischio, per loro il consiglio è di portare sempre con sé i farmaci necessari e di seguire le terapie».
Lavoratori all’aperto e persone sole
Agricoltori, operai edili e lavoratori impegnati all’aperto sono tra le categorie più esposte. «Chi svolge lavori fisicamente impegnativi dovrebbe cercare di concentrare le attività nelle ore più fresche della giornata, fare pause frequenti e bere molto – dice Geraci – E bisogna stare attenti anche mentre si fa sport e, soprattutto, evitarlo nella fasce orarie più calde».
Il direttore richiama poi l’attenzione sulle persone sole o che vivono in condizioni di disagio economico e sociale.
«Spesso chi vive da solo o non dispone di ambienti climatizzati non percepisce il rischio a cui va incontro. In questi casi la rete di vicinato può fare la differenza: controllare un vicino anziano o fragile può essere un gesto molto importante – dice Geraci – Ed è bene dare un occhio anche a chi soffre di dipendenze, visto che l’uso di sostanze e alcol può aumentare il rischio di disidratazione».
Con il caldo aumenta anche il rischio di cistiti, soprattutto nelle persone predisposte. «La disidratazione riduce la quantità di urina prodotta e può favorire l’irritazione della mucosa vescicale – dice Geraci – Per questo bere molto resta la principale forma di prevenzione».
I consigli per affrontare il caldo
Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, seguire un’alimentazione leggera ricca di frutta e verdura, mantenere gli ambienti domestici tra i 25 e i 27 gradi ed evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata sono alcune delle principali raccomandazioni.
Attenzione anche al mare. «La ventilazione può dare una sensazione di sollievo, ma non elimina il rischio di disidratazione – spiega Geraci – Anche in spiaggia bisogna continuare a bere, anzi, spesso è necessario bere di più».
I ventilatori possono essere utili, purché il getto d’aria non sia diretto sul corpo, visto che buttarsi aria calda addosso potrebbe aumentare il rischio di disidratazione. Importante inoltre utilizzare sempre creme solari ad alta protezione per evitare scottature ed eritemi.
Gli esperti ricordano infine di non lasciare mai persone o animali all’interno delle auto parcheggiate.



