GIANNUTRI. È stata una mattinata movimentata quella del 19 settembre nelle acque di Giannutri. Durante un’attività di monitoraggio, un’imbarcazione di Sea Shepherd Italia ha notato un natante intento nella pesca a traina con più canne in una zona dove vige il divieto assoluto di pesca.
Non si tratta di un’area qualsiasi, ma della zona 1 del Parco nazionale arcipelago toscano, ovvero l’area a protezione integrale che circonda l’isola.
La segnalazione e l’intervento delle autorità
Erano circa le 7.30 quando l’equipaggio di Sea Shepherd ha avvistato l’imbarcazione nei pressi di punta del Capel Rosso. La segnalazione è partita immediatamente verso le autorità competenti di Porto Santo Stefano: guardia costiera e guardia di finanza. Pochi minuti dopo, una vedetta della guardia di finanza ha raggiunto il natante, avviando le verifiche del caso.
L’episodio rientra nel quadro della collaborazione avviata oltre due anni fa tra Parco nazionale arcipelago toscano e Sea dhepherd Italia onlus, con l’obiettivo di rafforzare i controlli nelle acque protette e contrastare le attività illecite. Le operazioni congiunte si concentrano soprattutto a Pianosa, Capraia e Giannutri, isole dove il patrimonio ambientale è particolarmente delicato.
Pattugliamenti in corso nelle isole toscane
Le attività di monitoraggio proseguiranno anche nelle prossime settimane, sempre in stretto coordinamento con la Capitaneria di Porto e la Guardia di Finanza. L’impegno congiunto si inserisce in un piano più ampio di sorveglianza, che interessa la più grande area marina protetta d’Italia, pari a circa il 20% della superficie protetta nazionale.
Un lavoro di squadra che non si limita al controllo, ma che punta anche a sensibilizzare residenti e visitatori sul valore della tutela del mare nell’arcipelago toscano, patrimonio naturalistico unico e prezioso.


