Belisario Baggiani, una vita nel marmo e un angelo per abbracciare il figlio | MaremmaOggi Skip to content

Belisario Baggiani, una vita nel marmo e un angelo per abbracciare il figlio

Volti di Maremma. Da Arcidosso a Roma, poi a Grosseto: il racconto dello scultore che fondò la Marmifera Toscana e affidò al marmo il ricordo del figlio perduto
La lapide realizzata da Belisario Baggiani per il figlio Sergio

di ROSSANO MARZOCCHI

ARCIDOSSO. Dalla montagna alla pianura, dall’arte all’industria, in un viaggio di andata e ritorno. Così si potrebbe sintetizzare il percorso di vita di Belisario Baggiani.

Dall’Amiata all’apprendistato romano

Nato ad Arcidosso nel 1884, a diciassette anni lascia l’attività di scalpellino col padre per cominciare l’apprendistato romano col celebre scultore Vincenzo Jerace.

Nel 1923 si sposa, torna ad Arcidosso, crea un laboratorio sotto l’abitazione di famiglia e comincia a realizzare molte opere frutto di commissioni pubbliche e private. Si tratta di produzioni in serie di qualità, come ornamenti sacri per sepolture, che in breve spingono il lavoro di Baggiani verso un’accuratezza artigiana che emerge nella realizzazione di numerosi busti e ritratti, nonché di monumenti ai caduti per alcuni villaggi della montagna che gli ha dato i natali.

La Marmifera Toscana e il Palazzo delle Poste

Nel 1933 si trasferisce con la moglie e il figlio a Grosseto, dove apre la Marmifera Toscana, azienda che ottiene subito la commissione per la fornitura del marmo da utilizzare per la creazione del palazzo delle Poste, che ancora campeggia in Piazza della Vasca.

In questo periodo viene inaugurata la Prima Mostra Maremmana del settore, alla quale Baggiani partecipa insieme ad artisti che rappresentano diverse tendenze ottocentesche e del Novecento. Espone con successo “Il monaco di Abbadia” e due teste di vecchietta e ciociara, dal taglio fortemente verista.

Ormai accreditato fra gli scultori maremmani, partecipa anche alla Seconda Mostra Maremmana, che si tiene nel 1935 a Grosseto, proprio nel salone del “suo” Palazzo delle Poste.

Il figlio perduto e l’abbraccio di un angelo

L’anno dopo perde prematuramente il figlio, sepolto al cimitero della Misericordia di Grosseto, dove Baggiani depone una lapide scolpita da lui stesso, che riproduce il bimbo abbracciato da un angelo.

Il ritorno ad Arcidosso e la ricostruzione nel dopoguerra

Tornato ad Arcidosso durante la seconda guerra mondiale, insegna disegno presso il locale Istituto Magistrale. Nel dopoguerra rientra a Grosseto e decide di ricostruire la Marmifera Toscana, che guiderà fino al 1966, anno in cui termina l’ultimo viaggio dello scultore.


   


Rossano Marzocchi, nota biografica

Rossano Marzocchi è nato e vive a Grosseto. Giornalista pubblicista, già direttore di banca, è un attento studioso e cultore di storia locale, tematica che da molti anni tratta su quotidiani e periodici legati al territorio.

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In particolare, dal 2011 al 2025, su La Nazione Grosseto ha ripercorso ogni domenica le vite di uomini e donne che hanno segnato la Maremma, raccontando negli anni le storie di oltre seicento personaggi.

È membro delle redazioni del settimanale Toscana Oggi/Rinnovamento e del mensile Maremma Magazine, del consiglio di amministrazione della Fondazione Luciano Bianciardi e dell’Arciconfraternita di Misericordia di Grosseto.

Ha ricoperto in passato incarichi pubblici e istituzionali, tra i quali membro della Commissione Toponomastica del Comune di Grosseto, della Commissione consultiva del Teatro Comunale degli Industri e commissario dell’Azienda Farmaceutica Comunale. Per il suo impegno per il territorio, nel 2005 è stato insignito anche dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica.

È autore, inoltre, di numerosi saggi che affondano la penna nella Maremma e nella sua gente. Tra questi, Vite nel vento – Storie e persone che hanno segnato l’ultimo secolo in Maremma” (Polistampa, 2009), acquisito anche dalle biblioteche statunitensi delle Università di Princeton, Harvard e Yale, nonché dalla Library of Congress e dalla New York Public Library; Maremma voce dell’anima – Il linguaggio della nostra terra (Innocenti Editore, 2017); La storia dei Grifoni – Sessant’anni del premio della Proloco di Grosseto, scritto insieme a Umberto Carini (Innocenti Editore, 2018).

Nel 2025, La Nazione ha pubblicato il  libro da lui curato “Storie di Maremma – Grosseto e la sua terra nei volti dei protagonisti”, che raccoglie una selezione di articoli dell’autore tra quelli pubblicati nel tempo per il giornale.

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