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«Il film che ha fermato il sole»: 65 anni fa l’eclissi rese Roccastrada un set mondiale

Nel 1961 Richard Fleischer sfruttò una vera eclissi totale per girare in Maremma la crocifissione del kolossal con Anthony Quinn. Tra il gelo, grappa e cognac per le comparse e un’unica occasione per portare a casa la scena
La scena della crocifissione con l’eclisse a Roccastrada

ROCCASTRADA. Oggi saranno in tanti ad alzare gli occhi al cielo. Ma in Maremma c’è un motivo in più per farlo. Perché un’eclissi di Sole, 65 anni fa, trasformò per pochi irripetibili minuti una campagna di Roccastrada nel Golgota e la Maremma in uno dei set più straordinari della storia del cinema.

Era il 15 febbraio 1961. In una località conosciuta come Le Tombarelle erano state innalzate tre croci. Attorno, attori, comparse, tecnici, medici e cineprese aspettavano una cosa sulla quale nessun regista avrebbe potuto dare il ciak: che fosse la Luna a mettersi davanti al Sole.

Quel giorno Richard Fleischer stava girando “Barabba”, il kolossal prodotto da Dino De Laurentiis, interpretato da Anthony Quinn e con un cast che comprendeva, tra gli altri, Silvana Mangano, Vittorio Gassman, Jack Palance ed Ernest Borgnine. Fleischer e De Laurentiis avevano deciso che la scena della morte di Cristo non sarebbe stata ricostruita in studio: volevano che fosse una vera eclissi totale a spegnere la luce del cielo. E per riuscirci scelsero Roccastrada.

Sessantacinque anni dopo, proprio oggi, mercoledì 12 agosto 2026, la Luna torna a passare davanti al Sole. L’eclissi sarà totale lungo una fascia che attraversa Groenlandia, Islanda e Spagna, mentre dall’Italia sarà osservabile come eclissi parziale, particolarmente profonda nelle regioni occidentali e settentrionali. Anche dalla Toscana il fenomeno sarà spettacolare, poco prima del tramonto, con il Sole bassissimo verso l’orizzonte.

E così il cielo di oggi riporta la Maremma indietro a quella gelida mattina d’inverno del 1961.

Tre croci piantate nella campagna di Roccastrada

La produzione di “Barabba” era imponente. Il film, tratto dal romanzo dello scrittore premio Nobel Pär Lagerkvist, raccontava la vita dell’uomo che secondo i Vangeli venne liberato al posto di Gesù.

A interpretarlo era Anthony Quinn. Ma per la sequenza iniziale della crocifissione serviva qualcosa che nessun effetto speciale dell’epoca avrebbe potuto riprodurre con la stessa forza.

Il 15 febbraio 1961 era prevista un’eclissi totale di Sole. La produzione organizzò quindi il lavoro in funzione di quel fenomeno astronomico e portò la troupe a Roccastrada, dove venne preparato il set della crocifissione. La fotografia conservata oggi anche su Wikimedia Commons identifica proprio quella sequenza come girata a Roccastrada durante l’eclissi.

Non c’era margine per sbagliare.

Il Sole si sarebbe oscurato per pochissimi minuti. Non si poteva chiedere di rifare la scena. Non esisteva un secondo ciak il giorno successivo.

Quella volta, più che al regista, il tempo del cinema lo decideva il cielo.

I ragazzi di Roccastrada diventati attori per caso

Dentro quella storia mondiale del cinema finirono anche alcuni ragazzi del paese.

Uno di loro era Sergio Pizzetti, che allora aveva appena 17 anni. Molti anni dopo avrebbe ricordato di essere stato scelto praticamente per strada. Richard Fleischer e la produzione cercavano volti e fisici adatti alle scene della crocifissione.

Pizzetti era molto magro: divenne uno dei due ladroni crocifissi accanto a Cristo.

Con lui c’era l’amico Silvano Pierucci, scelto invece perché molto alto e utilizzato come soldato romano. Secondo i loro ricordi, i due vennero notati a Roccastrada e portati alle Tombarelle, dove si trovavano le croci e dove furono effettuate le prove prima delle riprese.

Pizzetti avrebbe raccontato di aver provato la scena con chiodi finti e un sistema di sostegno che consentiva agli attori di rimanere sulle croci.

Poi arrivò il giorno vero: la sveglia fu all’alba e faceva un freddo terribile.

«Grappa e cognac per resistere al freddo»

È forse questo il dettaglio più umano e incredibile di tutta la storia. 

Gli uomini destinati alle croci erano quasi nudi, nonostante fosse il 15 febbraio. Dovevano restare immobili, aspettando che il Sole e la Luna raggiungessero esattamente la posizione prevista.

Anni dopo Pizzetti ricordò il gelo di quella mattina e raccontò che i collaboratori della produzione distribuivano agli attori e alle comparse bicchierini di grappa e cognac per cercare di scaldarli.

Sul set, proprio per le condizioni particolari nelle quali si stava lavorando, erano presenti anche dei medici. Pierucci ricordò a sua volta che sul set erano stati abbondanti i superalcolici utilizzati per cercare di combattere il freddo e che, nonostante tutto, la temperatura fu durissima da sopportare.

È una di quelle storie che sembrano inventate dopo, davanti a un tavolo di paese. Invece accadde davvero, a Roccastrada.

Poi il Sole scomparve

A un certo punto non ci fu più niente da aspettare: la Luna cominciò a coprire il sole, il paesaggio cambiò colore, la luce diminuì velocemente e sopra le tre croci comparve il disco nero della Luna circondato dalla luminosità della corona solare.

Le cineprese giravano.

Richard Fleischer aveva davanti agli occhi l’effetto speciale più grande che avrebbe potuto desiderare. E non lo aveva creato Hollywood: lo stava facendo il cielo sopra la Maremma.

La scena entrò nel film e divenne uno dei momenti più celebri di Barabba. Che quella ripresa sia stata realizzata durante una vera eclissi il 15 febbraio 1961 è riportato anche nelle schede dedicate al film.

Per riuscire a cogliere il fenomeno da più punti di vista furono utilizzate più macchine da presa: una destinata all’eclissi, una concentrata sulla croce di Cristo e una sull’inquadratura più ampia del Golgota. Era necessario portare a casa tutto in quei pochissimi minuti, perché una seconda possibilità semplicemente non esisteva.

Gesù era Roy Mangano

A interpretare Gesù in Barabba era Roy Mangano. L’Archivio storico dell’Istituto Luce conserva numerose fotografie scattate durante la lavorazione del film nelle quali Mangano viene esplicitamente indicato come l’interprete di Cristo. In alcune immagini compare anche insieme al regista Richard Fleischer e alla troupe.

Non risulta invece sufficientemente documentata la versione secondo cui sarebbe stato proprio Mangano a essere fatto bere abbondantemente prima di salire sulla croce.

Il particolare degli alcolici è vero, ma le testimonianze disponibili parlano più correttamente di grappa, cognac e superalcolici distribuiti ad attori e comparse per affrontare il gelo.

Ed è già una scena cinematografica dentro la scena cinematografica: uomini seminudi sulle croci, una mattina di febbraio, bicchierini per scaldarsi e decine di persone con lo sguardo rivolto verso il Sole in attesa che il cielo diventasse nero.

La Maremma dentro un kolossal internazionale

Barabba sarebbe diventato uno dei grandi kolossal biblici di quegli anni.

Il film era diretto da Fleischer, prodotto da Dino De Laurentiis e aveva Anthony Quinn nel ruolo principale. Accanto a lui recitavano attori di fama internazionale come Silvana Mangano, Arthur Kennedy, Katy Jurado, Vittorio Gassman, Jack Palance ed Ernest Borgnine.

Le riprese toccarono diversi luoghi d’Italia, dall’Arena di Verona all’Etna e agli studi cinematografici, ma Roccastrada ebbe il privilegio di ospitare una delle scene destinate a rimanere nella storia della pellicola.

E per alcuni abitanti del paese quella produzione hollywoodiana diventò una storia da raccontare per tutta la vita.

Sergio Pizzetti, che in seguito visse a Grosseto, ricordò per anni quelle poche ore trascorse davanti alla macchina da presa. Una carriera cinematografica durata un solo giorno, ma sufficiente per finire accanto a Cristo in un film visto in tutto il mondo.

Oggi un’altra eclissi sopra la Maremma

Ecco perché l’eclissi di oggi, in Maremma, ha un sapore particolare. Non sarà totale come quella che la produzione riuscì a immortalare nel 1961. In Italia il fenomeno sarà parziale e avverrà con il Sole ormai molto basso, tanto che l’Inaf raccomanda di scegliere un luogo con orizzonte occidentale libero da ostacoli. In alcune zone della Toscana la copertura sarà particolarmente elevata.

E soprattutto vale la regola fondamentale: mai osservare il Sole direttamente senza protezioni specifiche per le eclissi, nemmeno quando appare quasi completamente coperto dalla Luna.

Ma mentre questa sera migliaia di persone cercheranno un punto panoramico per vedere il Sole trasformarsi lentamente in una falce, a Roccastrada qualcuno potrà pensare a un’altra mattina, lontana 65 anni.

Alle tre croci piantate alle Tombarelle. Ai ragazzi del paese trasformati per un giorno in attori. Alla troupe infreddolita.

Alla grappa e al cognac passati di mano in mano e a E a Richard Fleischer che aspettava il suo unico, irripetibile ciak.

Poi la Luna arrivò davanti al Sole.

La Maremma diventò buia. E per pochi minuti il cielo di Roccastrada entrò nella storia del cinema.

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