GROSSETO. Si racconta che nell’antica Grecia fosse il frutto della dea Persefone, simbolo di vita, rinascita e abbondanza. Da migliaia di anni la melagrana attraversa civiltà e culture senza perdere il proprio fascino: un guscio ruvido che custodisce centinaia di piccoli rubini, dolci e succosi, capaci di raccontare storie di terre lontane e tradizioni antiche.
Ancora oggi, quando tra l’estate e l’autunno i frutti maturano sugli alberi, c’è qualcosa di speciale nel gesto di aprirli e scoprirne il tesoro nascosto. Una magia che, da qualche anno, si ripete anche alle porte di Grosseto, dove la famiglia Candido ha trasformato la passione per i melograni in un progetto di vita chiamato Kalusita.
Un sogno di famiglia nato tra la Maremma e la Puglia
Le storie più belle raramente nascono in un giorno solo. Quella di Kalusita, infatti, è iniziata molto prima che il primo melograno venisse piantato. All’inizio degli anni Duemila la famiglia Candido vive nel Nord Italia. Ma Lucio, architetto, trascorre tanto tempo in Maremma per lavoro, tra Grosseto e Saturnia. È un legame che cresce viaggio dopo viaggio, fino a diventare una scelta di vita.
Nel 2001 arriva il trasferimento definitivo. Lucio, la moglie Daniela e i figli Alessia e Lorenzo mettono radici a Grosseto, imparano a conoscerla e a sentirla propria. Poi, nel 2005, acquistano e ristrutturano il podere che ancora oggi è il cuore della vita familiare e dell’azienda. Ma il seme da cui nascerà Kalusita viene da ancora più lontano.
«Le origini di mio marito erano pugliesi e in Puglia abbiamo sempre trascorso molto tempo», racconta Daniela. «È lì che Lucio si è innamorato dei melograni. Ogni volta che li vedeva ne parlava con entusiasmo e sognava di poterli coltivare anche qui».
Così, nel 2016, la famiglia acquista il terreno di fronte alla proprietà. È il momento giusto per provarci davvero. Anche il nome scelto racconta qualcosa di quel percorso. Kalusita custodisce infatti nel suo significato il richiamo al melograno e alle radici mediterranee della famiglia, quasi a voler ricordare che ogni progetto importante nasce sempre da una storia che viene da lontano.

Melograni piantati con il cuore
Nel 2017 arrivano i primi giovani melograni. Uno dopo l’altro vengono messi a dimora nel terreno appena acquistato. Sono circa 1.500 piante e rappresentano molto più di una semplice coltivazione. La famiglia aspetta con trepidazione mentre i frutti iniziano a crescere e con loro anche l’entusiasmo. Ma il destino riserva una prova difficile: Lucio non riuscirà a vedere la prima raccolta.
Per Alessia, Daniela e Lorenzo, però, abbandonare il progetto non è mai stata una possibilità. «Era un’idea che apparteneva a tutti noi», racconta Alessia. «Ogni pianta che vedevamo crescere ci ricordava perché avevamo iniziato. Continuare è stata una scelta naturale». Così, mentre le melagrane maturano sulle piante per la prima volta, e continuano a farlo anno dopo anno, la famiglia trova la forza di trasformare quel sogno in un’eredità viva, fatta di lavoro quotidiano, dedizione e affetto.
Una famiglia, tre vite diverse, un unico progetto
Oggi Kalusita continua a crescere grazie all’impegno di tutta la famiglia. La titolare è Alessia, ingegnere, che divide la sua vita tra il lavoro e la gestione dell’azienda agricola.«È un impegno importante», spiega. «Ma quando si crede davvero in qualcosa, il tempo per portarlo avanti si trova sempre».
Daniela lavora in banca, ma ogni giorno, appena le è possibile, torna a casa e si dedica all’azienda.«Non la viviamo come un’attività separata dalla nostra vita», racconta. «Kalusita è parte della nostra famiglia».
Poi c’è Lorenzo, vigile del fuoco, che segue soprattutto gli aspetti operativi e la gestione del campo. «I melograni insegnano la pazienza», dice sorridendo. «Puoi fare tutto il necessario, ma poi devi rispettare i tempi della natura».
Insieme formano una squadra che conosce ogni filare, ogni pianta e ogni stagione, condividendo la stessa responsabilità: custodire un progetto nato con il cuore.

La varietà Ako: una melagrana diversa dalle altre
Chi pensa che una melagrana valga l’altra probabilmente non ha mai incontrato la varietà Ako. La famiglia Candido ha scelto di puntare proprio su questa tipologia, meno diffusa rispetto alla più conosciuta Wonderful ma capace di offrire caratteristiche particolarmente apprezzate dai consumatori.
I frutti sono più piccoli, dal colore rosso intenso e dal sapore naturalmente dolce. Ed è una varietà che ha anche un altro vantaggio: matura prima. «La raccolta avviene tra settembre e ottobre», spiega Lorenzo. «Questo ci permette di anticipare le piogge autunnali, che potrebbero creare problemi alle piante».
Dai frutti possono nascere succhi, confetture e moltissime altre preparazioni che valorizzano tutte le qualità della melagrana Ako. Ma il lavoro parte molto prima, dalla cura quotidiana del terreno e degli alberi. «Cerchiamo sempre di intervenire nel modo meno invasivo possibile», sottolinea Daniela. «Crediamo che rispettare la terra significhi anche ottenere un prodotto migliore».

Una qualità che merita di essere scoperta anche in Maremma
Negli anni le melagrane Kalusita hanno trovato spazio ben oltre i confini provinciali. Oggi una parte importante della produzione raggiunge clienti e attività del Nord Italia, dove il prodotto è particolarmente apprezzato. Eppure il desiderio della famiglia Candido guarda soprattutto a casa.
«Ci piacerebbe far conoscere sempre di più le nostre melagrane qui, sul territorio», spiega Alessia. «La Maremma ci ha accolto e ci ha permesso di costruire tutto questo. Sarebbe bello vedere i nostri prodotti sempre più presenti sulle tavole maremmane». L’invito è rivolto ai privati, ai negozi, alle attività commerciali e a tutte quelle realtà che credono nel valore delle produzioni locali e delle storie che portano con sé.
Perché acquistare una melagrana Kalusita non significa soltanto scegliere un frutto. Significa sostenere una famiglia che da anni coltiva una passione, un territorio che continua a sorprendere e un sogno che, stagione dopo stagione, continua a dare i suoi frutti.

Strada Provinciale Trappola 78, Grosseto






