PIOMBINO. Il progetto della nuova acciaieria elettrica di Piombino entra in una fase delicata. Alla conferma, da parte dell’amministratore delegato di Metinvest Adria, Luca Villa, della ricerca di un possibile terzo investitore, si affianca ora la presa di posizione della Fiom Cgil, che chiede massima trasparenza sul futuro dell’investimento e sui tempi della sua realizzazione.
L’ipotesi dell’ingresso di un nuovo socio, anticipata nelle scorse ore da Bloomberg e successivamente confermata dall’azienda, apre infatti una nuova fase per uno dei progetti industriali più attesi del Paese. Per il sindacato, però, è arrivato il momento di chiarire quale sarà il nuovo assetto societario e se questa operazione potrà avere conseguenze sul cronoprogramma e sulle prospettive occupazionali.
Perché Metinvest valuta un nuovo partner
Metinvest precisa che la ricerca di un ulteriore investitore non nasce dalla mancanza di risorse economiche per realizzare il progetto.
Secondo quanto spiegato dall’amministratore delegato Luca Villa, il piano dispone già della copertura finanziaria necessaria e ha raccolto il consenso degli istituti di credito coinvolti. L’eventuale ingresso di un terzo soggetto avrebbe invece l’obiettivo di rafforzare il profilo di rischio e la bancabilità dell’operazione, anche alla luce del contesto geopolitico internazionale e della presenza di Metinvest in Ucraina.
L’azienda ribadisce inoltre che questa attività procede parallelamente all’iter autorizzativo e che la priorità resta ottenere nei tempi previsti tutte le autorizzazioni necessarie per avviare il progetto. Villa ha accolto con favore anche l’ipotesi, annunciata dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della nomina di un commissario straordinario, figura ritenuta utile per coordinare i diversi livelli istituzionali coinvolti.
La Fiom: «Dopo anni di attesa servono fatti»
Per la Fiom Cgil della provincia di Livorno, però, la questione non può essere liquidata come un semplice passaggio tecnico.
Il sindacato sottolinea come il cronoprogramma originario abbia già subito alcuni slittamenti e ricorda che il progetto è ancora legato a numerosi passaggi autorizzativi e infrastrutturali.
Per questo motivo, spiegano il segretario generale Massimo Braccini e il componente della segreteria Mauro Macelloni, oggi il tema centrale non è tanto la solidità finanziaria dichiarata dall’azienda, quanto la concreta capacità di rispettare gli impegni assunti.
«Chiediamo piena chiarezza sull’assetto societario, sul cronoprogramma aggiornato e sulle eventuali ricadute che l’ingresso di un nuovo investitore potrebbe avere sull’equilibrio complessivo del progetto», afferma la Fiom.
«Il rilancio di Piombino merita certezze»
Secondo il sindacato, il piano industriale rappresenta una partita strategica non soltanto per Piombino, ma per l’intero sistema siderurgico nazionale.
Proprio per questo, dopo anni di crisi industriale e di attese, non sono più sufficienti rassicurazioni di principio. Servono invece informazioni puntuali e verificabili sullo stato di avanzamento del progetto.
La Fiom ricorda inoltre che l’iniziativa si fonda su un equilibrio complesso tra investimenti privati, sostegno pubblico e autorizzazioni ancora in corso di definizione, elementi che rendono indispensabile un monitoraggio costante.
La richiesta di un confronto con azienda e istituzioni
Alla luce di questo scenario, il sindacato chiede l’apertura di un confronto con Metinvest e con le istituzioni per fare il punto sul reale stato di avanzamento del progetto.
L’obiettivo è verificare il rispetto del cronoprogramma, comprendere quale sarà il futuro assetto societario e ottenere garanzie concrete sul piano occupazionale, ritenuto uno degli aspetti più importanti per il rilancio del polo siderurgico di Piombino.




